ebook di Fulvio Romano

giovedì 26 ottobre 2017

In fiamme tonnellate di carta e plastica A Sanremo Centro Recup.Fer distrutto

LA STAMPA

Imperia

La stima è di almeno un milione di euro di danni. Chiusa per tre ore l’Autostrada dei Fiori


Il rogo non ha risparmiato nulla. Al vaglio i filmati delle telecamere di sorveglianza

Un carabiniere smuove un mucchio di macerie vicino al punto in cui sarebbero partite le fiamme. Cerca un innesco, o qualcosa che spieghi l’origine dell’attentato che l’altra notte ha completamente distrutto il deposito della «Recup.Fer-Riviera Recuperi», azienda di valle Armea che si occupa di raccogliere rifiuti differenziati di diverso genere per poi inviarli a centri specializzati nella lavorazione. La società è amministrata da Aleandro Dalmonte e appartiene alla famiglia Del Gratta, un nome che a Sanremo significa Sanremese Calcio, oggi Unione Sanremo. Riccardo Del Gratta e il figlio Marco l’hanno guidata a più riprese, adesso solo quest’ultimo fa parte della proprietà.Il rogo non ha risparmiato nulla, come accade nei «lavori» dei professionisti. In una provincia dove di persone capaci ad usare «bene» benzina e accendino ce ne sono tante, vista la frequenza con cui sono andati in fumo, negli ultimi anni soprattutto, stabilimenti balneari, bar, ristoranti, mezzi edili, auto e moto. Perfino abitazioni. 

Estorsione, vendetta, concorrenza sleale sono le ipotesi alle quali pensano gli investigatori, anche se, a poche ore dal rogo, da parte dei carabinieri della compagnia di Sanremo c’è ancora comprensibile cautela. Si attendono due risposte: quella dei filmati delle telecamere di sorveglianza dell’azienda - sei in tutto, alcune però sono state compromesse - e quella dei rilevi degli stessi vigili del fuoco che, come i militari, puntano a stabilire al più presto che cosa abbia provocato l’incendio. L’attentato ha mandato in cenere, a partire dalle 2, sono andate 100 tonnellate di carta e cartone e 125 tonnellate di plastica, oltre a quantità di scarti di altra natura. E ancora due muletti, un macchinario «semovente» utilizzato per muovere il materiale, una pressa per l’imballaggio, un nastro trasportatore e altre attrezzature. La prima stima è di almeno un milione di euro di danni. Senza contare che a causa del fumo, oltre a possibili conseguenze ambientali, è stato necessario chiudere l’Autostrada dei Fiori per circa 3 ore, fino alle 5 del mattino.

L’allarme è stato dato da alcuni residenti, svegliati dal fumo e dal bagliore del fuoco, e la risposta dei pompieri è stata immediata e imponente: sono intervenuti con quindici unità da Imperia e da Savona per attaccare le fiamme, altre dieci per portare avanti la bonifica del sito. In azione due autopompe con serbatoio, tre autobotti e un «carro d’aria», necessario per ricaricare le bombole di ossigeno utilizzate per avvicinarsi alle fiamme indossando le maschere di protezione. Al lavoro, nelle operazioni di messa in sicurezza dei circa cinquemila metri del sito «Recup.Fer», anche un escavatore, preso in prestito da una ditta vicina, utilizzato per movimentare il materiale accumulato e spegnere ogni minimo focolaio del rogo. 

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P. Isaia - L. Rapini


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