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domenica 24 agosto 2014

E poi Renzi " annunciò" la rivoluzione nella scuola...

LA STAMPA

Italia

Scuola, nuovi concorsi e aumenti

Le novità annunciate dal premier potrebbero prevedere anche incentivi per gli insegnanti

Più soldi ai prof e stage agli studenti. Per colmare lo storico divario tra scuola e mondo del lavoro si studiano, sul modello della Germania, forme nuove di apprendistato e di esperienza nelle aziende. Domani al Meeting di Rimini il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini svelerà la «rivoluzione» di cui il premier ha parlato ieri al settimanale ciellino «Tempi». Una strategia ad ampio raggio che, a quanto si apprende, include nuovi concorsi per favorire il ricambio generazionale e una scelta a favore dei docenti che, a differenza degli altri dipendenti della pubblica amministrazione, potrebbero beneficiare di aumenti in busta paga.

A differenza di quanto accaduto spesso negli anni passati, questo «pacchetto scuola» non dovrebbe essere una misura a costo zero, ma un intervento coperto da un cospicuo stanziamento di risorse (nei giorni scorsi Renzi ha parlato di «1 miliardo di euro») nella legge di stabilità.

«Sulla scuola stiamo lavorando, e seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra», afferma Renzi. Nel consiglio dei ministri di fine mese ci sarà una riforma organica della scuola. «Il 29 agosto presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo».

E «non è affatto vero sia un problema, ma un asset strategico del nostro Paese, che va valorizzato e messo in sicurezza: in ogni caso la sfida educativa è la mia priorità». Infatti, aggiunge Renzi, «tra dieci anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio». L’Italia sarà «come l’avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti». La proposta del governo potrebbe riguardare programmi e competenze, autonomia scolastica e docenti. Manca meno di un mese al suono della prima campanella e gli insegnanti (soprattutto precari e «quota 96» ) sono sul piede di guerra. C’è attesa, dunque, per il 29 agosto. Quel giorno i docenti bloccati nella loro corsa alla pensione dalla riforma Fornero, protesteranno a Roma. Il ministro Giannini assicura che «in vista dell’inizio della scuola ho avuto diversi incontri preparatori con il presidente del Consiglio. Stiamo studiando insieme una serie di proposte innovative per la scuola».

Così il progetto «solido» per la scuola anticipa il suo ingresso a Palazzo Chigi. Non più a settembre, come inizialmente ci si aspettava, ma ad agosto, prima del rientro in classe, come era volontà di Renzi. Si sta perfezionando una serie di linee guida sulle quali poi aprire il dibattito, seguendo il metodo già adottato per le altre riforme. Probabile quindi una consultazione tra insegnanti e cittadini, che potrebbe protrarsi anche per un paio di mesi. È la richiesta avanzata anche da Umberto D’Ottavio (Pd), della commissione Cultura della Camera: «Le riforme vanno costruite dal basso e con la partecipazione dei cittadini interessati, a cominciare da insegnanti e studenti». Sarà una fine estate caldissima sul fronte dell’istruzione, quindi,

I parlamentari del Movimento 5 stelle hanno già pubblicato sul blog, la loro ricetta per «scongiurare il possibile riproporsi delle sacche di precariato». Gli ingredienti sono: un piano quinquennale per l’immissione in ruolo dei precari «su tutti i posti vacanti disponibili», attingendo dalle graduatorie ad esaurimento e agli abilitati di istituto, e dal 2020 «una riforma globale», che preveda dopo la laurea magistrale «un concorso - bandito annualmente in base al fabbisogno reale - che dia accesso a un anno di specializzazione comprendente esami a carattere pedagogico e didattico e un tirocinio retribuito». Al termine della specializzazione l’immissione in ruolo deve avvenire «entro tre anni», pena il risarcimento da parte dello Stato. In attesa della «sorpresa» di Renzi.

GIACOMO GALEAZZI


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