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martedì 26 agosto 2014

Scuola: addio alle supplenze?

LA STAMPA

Italia

Scuola, verso l’addio alle supplenze

Giannini: merito e niente precariato

Pochi giorni fa era stato il premier Matteo Renzi ad annunciare che nel Consiglio dei ministri del prossimo 29 agosto ci sarebbero state novità «rivoluzionarie» per la scuola. Una riforma tanto attesa da essere preceduta dall’annuncio di «sorprese» per docenti, studenti e genitori.

Ieri il ministro Giannini, parlando al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, ha fatto un passo in più, delineando - seppur solo con un accenno - un aspetto della riforma che «La Stampa» aveva anticipato sul giornale di domenica scorsa. Il Governo sta pensando al superamento delle supplenze, così come sono intese nell’attuale sistema scolastico.

Le supplenze spiega infatti il ministro, devono essere riconsiderate in quanto già dall’inizio dell’anno scolastico si conoscono alla perfezione quali e dove sono i posti da sostituire stabilmente «ma c’è un meccanismo perverso che ci trasciniamo da decenni che non ci consente di lavorare se non con l’organico di diritto e quindi di riempirlo attraverso le graduatorie».

«I supplenti non saranno eliminati fisicamente - ha precisato con una battuta Giannini - e questo lo vedrete» nelle prossime settimane. Bisogna però «ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall’organico funzionale. È l’uovo di Colombo che chi lavora nella scuola conosce da tempo, ma che nessun governo ha avuto il coraggio di affrontare direttamente perché significa prendere coscienza che le supplenze non fanno bene né a chi le fa né a chi le riceve». Per il ministro è quello della media inferiore il segmento della scuola italiana che ha più bisogno di «interventi». «La scuola media inferiore - spiega - risente di tante mancate attenzioni e di aggiustamenti che vanno apportati». Lo scopo della riforma è costruire «un sistema educativo che potenzi il diritto allo studio ma che restituisca professionalità agli insegnanti consentendo loro la formazione e l’aggiornamento in maniera strutturale e non occasionale».

Nel pacchetto della riforma, oltre ai concorsi annuali per completare gli organici e la graduale eliminazione del precariato, rientreranno anche incentivi economici per gli insegnanti e un dialogo diverso con insegnanti, studenti e sindacati da far partire subito. Sulle coperture economiche, il tavolo è aperto e gli intensi colloqui con il ministro Padoan avviati ieri sono in parte dedicati proprio a quella che Renzi considera una delle riforme cardine della sua azione di governo. Riforma che, era stato detto, nelle intenzioni del governo ha già un finanziamento previsto di un miliardo di euro.[A. Inf.]


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