ebook di Fulvio Romano

venerdì 1 agosto 2014

Area marina protetta della Mortola, ora Ventimiglia ci riprova

LA STAMPA

Imperia

Area protetta a La Mortola

ora Ventimiglia ci riprova

Dopo lo stop in Regione per le deroghe a pescatori e sub

Un’area marina protetta che ha il suo fulcro a Capo Mortola e che si estende per alcuni chilometri quadrati, volta a proteggere le verdi praterie sottomarine di Poseidonia e le numerosissime varietà di pesci che vivono al largo della baia dove sorgono i Giardini Hanbury. Ventimiglia riscopre il suo mare e decide di tutelarlo: il sindaco Enrico Ioculano ha ripreso in mano una pratica ideata dalla vecchia Amministrazione e poi bloccata, per ridare vita al progetto dell’area marina di Capo Mortola. La questione era arrivata fino al Consiglio comunale, che nel 2010 l’aveva approvata, consentendo però alcune aperture, come la possibilità di accesso alla zona tutelata sia alle barche di pescatori sia ai pescatori sub. E la Regione Liguria, proprio a causa di queste due deroghe alla protezione del mare, aveva rimandato indietro il progetto.

Ora, la nuova Amministrazione di Ventimiglia ci riprova e si sta interessando della tutela di questo meraviglioso specchio acqueo il consigliere regionale Sergio Scibilia. E tra pochi mesi potrebbero arrivare, proprio da Genova, importanti novità sulla questione.

Promuovere turisticamente l’area marina compresa fra la Corsica e la Liguria, può offrire un vero valore aggiunto a tutta la costa di Ponente, sottolineano in Comune di Ventimiglia. Una occasione di tutela ambientale importante, che porta con sé turismo ed economia. Magari, da pensare anche guardando verso la Francia, possibile interlocutore per la protezione del mare.

La zona marina protetta, nel suo progetto iniziale, doveva comprendere il tratto di mare tra la foce del rio Latte e la spiaggetta dei Balzi Rossi, estendendosi nella parte più a Ponente di Ventimiglia di fronte al parco botanico dei Giardini Hanbury. Anzi, proprio insieme con lo splendido giardino la nuova area protetta marina potrebbe ancora oggi costituire un «unicum», una zona privilegiata di grande pregio ambientale, dove potrebbe svilupparsi un turismo sostenibile e dove l’ambiente potrà essere salvaguardato in modo particolare.

LORENZA RAPINI


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