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sabato 2 agosto 2014

Langhe e Roero: un po' di sole, sennò vendemmia a rischio...

LA STAMPA

Cuneo

“Alle uve serve un po’ di sole

altrimenti saranno guai”

Tra i produttori cresce la preoccupazione per la vendemmia

La vendemmia è ancora lontana, ma tra i filari di Langa e Roero cresce la preoccupazione. La situazione meteo delle ultime settimane, caratterizzata da piogge abbondanti ovunque, rare ondate di caldo e bruschi cali delle temperature, sta mettendo in grande difficoltà i produttori nella gestione dei vigneti.

Il rischio maggiore è quello legato a funghi e malattie, contro le quali si stanno moltiplicando i trattamenti: per difendersi dalla peronospora, ad esempio, c’è chi ne ha già fatti una decina, contro i cinque degli anni normali. Il che vuol dire costi enormi per le aziende e surplus di lavoro per tenere a bada la vegetazione con la potatura verde e la sfogliatura, concentrando lo sviluppo nei grappoli. «Per ora nulla è compromesso, ma c’è bisogno che ad agosto splenda finalmente il sole» dice Gianluigi Biestro, direttore dell’associazione Vignaioli Piemontesi che riunisce 41 cantine cooperative e oltre 500 aziende vitivinicole singole in tutta la regione.

Il responsabile tecnico della Vignaioli, Daniele Dellavalle, entra nel dettaglio. «Per fortuna - spiega - l’annata fino a poco tempo fa è stata precoce, grazie a un inverno mite e a un’ottima primavera che hanno consentito alle viti di svilupparsi bene nella prima fase. Ora l’annata è rientrata nella media e si prevede che le prime uve moscato possano essere pronte tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, con un buon livello qualitativo e quantitativo. Ma c’è bisogno di un’estate vera, altrimenti tutto rischia di essere compromesso».

Il moscatista Romano Dogliotti, di Castiglione Tinella, non ricorda un luglio così piovoso negli ultimi cinquant’anni. «Per fare una previsione sulla vendemmia, ci vorrebbe la sfera di cristallo, perché tutto dipende non solo dal tempo di agosto, ma anche di settembre. A noi non importa ritardare l’inizio del raccolto, se ciò servirà a portare a completa maturazione le uve. Nonostante tutto, i grappoli finora sono sanissimi e chi non ha risparmiato sui trattamenti potrebbe ottenere ottimi risultati».

Ma non c’è solo il meteo a creare apprensioni tra i produttori di vino. «Anche il mercato va monitorato e gestito costantemente - dice Biestro -. Stiamo cercando di farlo con le modifiche di alcuni disciplinari e con il controllo delle rese, magari utilizzando il sistema del blocage-deblocage come sta avvenendo con successo con l’Asti spumante e con il Gavi. Il Barolo ha rafforzato la sua posizione sul mercato e l’Arneis ha messo in campo alcuni accorgimenti utili. Stiamo cercando di fare altrettanto per Barbera e Dolcetto, che continuano a mostrare segni di debolezza».

ROBERTO FIORI