ebook di Fulvio Romano

martedì 3 settembre 2013

Renzi conquista Bologna

da Rai News 24


'Congresso non sia dei 7 nani, sennò io Brontolo'

Renzi: 'Basta polemiche, ora unità'

Noi dobbiamo essere uniti, altrimenti il congresso diventa il Congresso dei Sette Nani: io sarei Brontolo - ironizza - Pisolo no che abbiamo già pisolato abbastanza". Applausi. Che crescono quando Renzi va a parare sull'articolo 3 della Costituzione e tocca il tasto dell'uguaglianza davanti alla Legge

  

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Matteo Renzi

Bologna, 02 Settembre 2013

Espugnate Modena, Forlì e Reggio Emilia, Matteo Renzi pianta la sua bandierina anche a Bologna. E stavolta non è solo il bagno di folla - ormai un classico delle sue sortite nell'Emilia-Romagna 'rossa' - a decretarne l'ascesa: nel parterre dell'auditorium della Festa dell'Unità gremito già un paio d'ore prima del comizio, siede tutta la nomenclatura del Pd bolognese ed emiliano.

 

Quello che conta. Dal segretario regionale, Stefano Bonaccini a quello della provincia di Bologna, Raffaele Donini - fresco di ricandidatura - fino alla presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, all'ex presidente dell'Assemblea regionale e ora deputato Matteo Richetti, al sindaco padrone di casa, Virginio Merola. Non tutti renziani della prima ora ma tutti seduti alla Festa ad ascoltare il sindaco di Firenze.

 

Che fila come un treno in corsa. Applauditissimo dagli oltre 800 sotto il tendone centrale e dai tantissimi in piedi fuori - 5.000 abbondanti, a occhio e croce, davanti ai maxi-schermi - che non si perdono una parola del 'ragazzo' della Leopolda. Che, anziani o no, ballano quando arriva sul palco e partono le note de 'Il più grande spettacolo dopo il Big Bang'. E che gli gridano, tra gli applausi, "mandali a casa". Lui, dal podio, prima scherza, "alla fine io e il sindaco" Merola "balliamo l'hula hop, che ha un bel fisichino", poi lancia l'appello all'unità.

 

"La politica - arringa - deve ridare un minimo di speranza e, per fare questo, c'è bisogno che il Pd non faccia polemica interna. Adesso siamo Renziani, Cuperliani, Pittelliani - attacca - poi ci sono i sempreverdi Dalemiani, Veltroniani, Bersaniani: per fare che cosa? Noi dobbiamo essere uniti, altrimenti il congresso diventa il Congresso dei Sette Nani: io sarei Brontolo - ironizza - Pisolo no che abbiamo già pisolato abbastanza". Applausi. Che crescono quando Renzi va a parare sull'articolo 3 della Costituzione e tocca il tasto dell'uguaglianza davanti alla Legge. Per tutti, Silvio Berlusconi compreso.

 

"Quando le sentenze passano in giudicato - chiarisce - non ci devono essere giochetti: la vicenda Berlusconi è conclusa - taglia corto -: non c'è spazio per i giochetti che sarebbero rispediti al mittente". Parole che piacciono alle migliaia di persone accorse al Parco Nord di Bologna. Persino quando Renzi invita ad "andare a recuperare i voti di tutti i delusi", a partire da quelli "delusi dal Movimento 5 Stelle e dal Pd". Su questo lo scorso anno, gli applausi furono 'freddini' chiosa. Quest'anno il vento sembra cambiato.