martedì 4 agosto 2015

R-egalité... (Gramellini)

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R-egalité

A distanza di secoli dalla gloriosa Rivoluzione il rapporto dei francesi con i re non sembra molto migliorato. Appena il monarca saudita Salman è sbarcato in Costa Azzurra con i propri cari (mille persone del seguito) e ha chiesto di transennare una spiaggia pubblica che aveva avuto l’ardire di trovarsi nei pressi della sua villetta grande come il Molise, i cittadini e i politici locali sono insorti, raccogliendo in pochi giorni centocinquantamila firme che ieri lo hanno indotto a sloggiare.

Ho il sospetto che poche decine di chilometri più a Est le cose sarebbero andate diversamente. L’idea che un miliardario si fosse impadronito di uno spazio pubblico non avrebbe indignato nessuno. In Italia «pubblico» non significa «di tutti», ma «del primo che ci mette sopra le mani». Lungi dal cacciare il prepotente, avremmo solo cercato il modo di approfittarne. Ristoranti improvvisati da diecimila euro a coperto sarebbero sorti nei pressi della villa per sfamare le truppe vacanziere saudite. E il popolo estromesso dalla spiaggia sarebbe stato ben felice di andare in visita ai luoghi proibiti su appositi pedalò muniti di macchine spara-selfie. Sarebbero sorti baracchini abusivi per vendere le magliette del re, i burqa delle favorite e il famoso panino Salman, un kebab scongelato ripieno di carne scaduta. Il re, commosso, si sarebbe affacciato da un balcone della villa per lanciare petali di rosa e azioni della compagnia petrolifera di famiglia, e i giornali avrebbero sciolto inni alla sua simpatia democratica. Del resto ciascun Paese ha le sue tradizioni: noi il balcone e i francesi la ghigliottina.

Massimo Gramellini