ebook di Fulvio Romano

sabato 10 agosto 2013

Imperia, la nave romana lasciata in balia dei tombaroli e dei ricettatori ...

LA STAMPAweb

Imperia

IMPERIA DUE SUB DILETTANTI AVEVANO SCOPERTO SEI ANFORE NELLA SABBIA

Già 11 anni fa il sospetto di un relitto sui fondali

Il sospetto, o addirittura la quasi certezza, che una nave romana nella sua ultima fatale navigazione, si fosse adagiata sui fondali di Imperia, lo aveva già annunciato La Stampa 11 anni fa. Era il settembre del 2002 quando due sub dilettanti durante una immersione di routine, al largo di Porto Maurizio, si erano imbattuti in sei anfore. A un primo esame i reperti, parzialmente coperti da sabbia e fango, erano risultati completamente integri, tanto che era stato possibile fin da subito classificarli come risalenti all’Impero romano. I due subacquei avevano immediatamente avvertito la Guardia Costiera che nel far scattare il piano di massima sicurezza per tutelare il sito, aveva segnalato la scoperta alla Soprintendenza e, al contempo, aveva fatto intervenire i propri sommozzatori da San Benedetto del Tronto, esperti in questo tipo di interventi.

Di ulteriori notizie sul ritrovamento delle anfore dagli archivi non risulta più nulla: della presenza della nave erano rimasti soltanto i sospetti. Ma, evidentemente, non ai predatori del mare. Se per le autorità si è trattato di un «buco» di 11 anni, per chi ha continuato a trafugare reperti storici che dovrebbero essere esposti nei musei e non nelle case di privati senza scrupoli e senza autorizzazioni, il tesoro di due mila anni ha invece sfornato pezzi archeologici di inestimabile valore storico.

È probabile che svariate delle anfore sequestrate nelle case di alcuni imperiesi oggi indagati dai carabinieri, provengano proprio da quel sito undici anni fa scoperto per caso e mai individuato con precisione. Eppure la presenza di anfore in una certa zona indica che il relitto della nave che le conteneva non poteva essere lontano. In altri Paesi la ricerca sarebbe continuata e avrebbe certamente dato i suoi frutti. Da noi, si è dovuto aspettare i tombaroli.

D’altra parte, anche in tempi passati, molti pescatori, con grande onestà, avevano segnalato alle autorità il recupero di anfore nelle reti a strascico che se da una parte non sono certo salutari per i fondali, dall’altra hanno spesso contribuito al ritrovamento di molti reperti. E a proposito di relitti, non è escluso che nella zona vi possano essere altri siti da scoprire (ufficialmente). Le rotte delle navi romane spesso provenienti cariche di olio o vino soprattutto dalla Spagna incrociavano proprio davanti alla costa di Imperia. E non soltanto le antiche onerarie. I fondali dell’Imperiese conservano gelosamente anche reperti storici più recenti, come aerei da guerra italiani e tedeschi. Tesori da tutelare e non da lasciare in mano ai nuovi pirati subacquei.