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martedì 15 luglio 2014

Generazione Germania, un futuro da favorita

LA STAMPA

Sport

Generazione Germania

Un futuro da favorita

Organico giovane, ricambi già pronti e un sistema che funziona

Löw: “Questi ragazzi possono restare al vertice per tanti anni”

L’asse Schürrle-Götze non è solo quello del gol Mondiale, è anche la rotta del futuro. I nuovi campioni sono qui per restare e il ct Joachim Löw, che non sa neppure se ha voglia di rimanere al suo posto dopo il trionfo, garantisce che con o senza di lui «questi ragazzi possono stare al vertice per anni, la maggioranza deve ancora dare il meglio».

Lo aveva detto anche Beckenbauer dopo l’ultimo titolo, anzi allora il Kaiser aveva tentato un pronostico basato sulla prospettiva storica: «Adesso che il meglio di Est e Ovest può giocare insieme la Germania aprirà un ciclo vincente». Invece no, dopo il 1990 è arrivato un Europeo e poi l’oblio prima della rifondazione, solo che stavolta non si tratta più di proiezioni ma di certezza. La Germania campione del mondo è giovane e si appoggia su un sistema che garantisce ricambi in ogni ruolo, su un gioco votato all’attacco che qualcuno chiama «l’evoluzione del tiki taka», altri «la rivisitazione del calcio totale» e prevede un dispendio di energie notevole. Il genere di voltaggio che pochi altri si possono permettere.

Nella rosa ci sono solo due trentenni: Klose, già a quota 36 e vicino al ritiro dopo una carriera straordinaria, e Lahm, l’unico pezzo che non ha ancora un’alternativa. Schweinsteiger li compirà ad agosto, è ancora in ottima condizione e con una fila di pretendenti al ruolo. Tolti loro la media si abbassa di colpo e il gruppo è pieno di ventenni o giù di lì a partire proprio dall’uomo gol, Götze la peste e da Schürrle che gli ha fornito l’assist. Uno rimesso in panchina dopo il girone e l’altro partito riserva.

Tra gli infortuni premondiale, quelli durante e i cedimenti in piena finale, la Germania ha dovuto fare a meno di 5 centrocampisti, Lars e Sven Bender, Marco Reus, Khedira più Kramer uscito dal campo dopo la botta in testa. Per la maggioranza delle altre nazionali sarebbe stato un tracollo, loro hanno accusato lo scossone però hanno retto. Löw ha già la lista di nomi che integreranno la squadra. Ilkay Gündogan, stella del Borussia, e Reus erano fuori solo per problemi fisici e l’elenco è lungo.

Ogni squadra della Bundesliga investe sul settore giovanile, non stiamo parlando solo di club di vertice e di una struttura legata ai cicli ma di un sistema ormai impostato per resistere. Schürrle deve la sua formazione al Mainz, non proprio un posto dove hanno soldi da buttare eppure lì nessuno si è mai sognato di dire che mancavano i fondi per crescere campioni, che il pubblico fischiava e quindi era meglio comprare qualche stella straniera di scorta invece che insistere con i ragazzini di casa.

Sei dei giocatori che hanno festeggiato a Rio erano già nella squadra Under 21 che si è presa gli Europei 2009. Quindi li crescono, li selezionano, li fanno debuttare presto ad alto livello, li temprano e li abituano alla concorrenza. Noi insistiamo pure a dire che i tedeschi devono il successo alla loro mentalità, alla predisposizione al sacrificio ma sono tutte scuse per evitare di fare un viaggio in una realtà che funziona. La Germania campione non è sbucata come un fungo da un momento felice, è figlia di un bel lavoro. Per questo è un piacere guardarla e nessuno può dire quanto la Mannschaft vincerà in futuro però di certo è destinata a essere la favorita a lungo.

Giulia Zonca


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