ebook di Fulvio Romano

mercoledì 30 luglio 2014

L'Unità chiude ed accusa Renzi e il killeraggio del suo Pd

LA STAMPA

Italia

L’Unità chiude

e accusa il Pd

“Fa killeraggio”

I renziani provano a rassicurare: riapriremo

Dal primo di agosto, e chissà per quanti mesi, non ci sarà più in edicola «l’Unità». La soluzione per salvare la storica testata sembrava a un passo, con la proposta presentata da Matteo Fago per l’affitto per sei mesi (prorogabili una volta) della testata, per poi procedere a rilevare l’azienda salvando i posti di lavoro. Ma a sorpresa, nell’assemblea di ieri della attuale editrice (in liquidazione) dell’Unità, la Nie, gli altri azionisti l’hanno bocciata come «inadeguata». Costringendo i due liquidatori a dichiarare l’inevitabile sospensione delle pubblicazioni, visto che le altre due proposte (quella del costruttore vicino al premier Renzi Massimo Pessina, e quella del duo Santanché-Paola De Benedetti) non sono state nemmeno esaminate.

Drammatiche le conseguenze per il giornale, che domani uscirà con 18 pagine bianche per protesta, e per i giornalisti, che da tre mesi lavorano senza stipendio e approvavano la proposta Fago. Ora gli azionisti della Nie rischiano di vedere del tutto azzerato il loro investimento nel «concordato in bianco» ora avviato, che potrebbe però permettere la presentazione di nuove offerte (o delle stesse, rivedute e corrette) per salvare il giornale. L’unica spiegazione possibile, sbotta Umberto De Giovannangeli, del Comitato di Redazione, «non è economica, ma politica. È un killeraggio politico». Nel mirino dei giornalisti, si capisce, c’è Matteo Renzi. Nel corso di un recente incontro a Palazzo Chigi Renzi ha capito che Fago è troppo di «sinistra» e in continuità con la linea tradizionale dell’Unità. Il premier vorrebbe invece un investitore più moderato. E soprattutto punterebbe a fondere «Unità» ed «Europa»: del giornale di Gramsci resterebbe il brand, ma la linea politica sarebbe quella superrenziana di «Europa». La prova? Ieri nell’assemblea della Nie l’opposizione più virulenta alla proposta Fago è venuta proprio dall’avvocato Sutti, che rappresenta Eventitalia (azionista Nie con lo 0,1%). Una società controllata totalmente dal Pd e che gestisce le «Feste dell’Unità». «Io resto in campo - dice intanto Matteo Fago - non mi tiro indietro, anche se bisognerà valutare tutti i parametri».

Del tutto opposta la tesi del Pd e del premier. «L’Unità non chiuderà - dice Renzi - non ho detto di puntare sul brand Unità per chiudere una storia che é parte della memoria, dell’identità e del futuro della sinistra italiana». E il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, in una nota, accusa: «il Pd non è il responsabile di questa drammatica situazione, la responsabilità è di chi l’ha gestita fino ad ora, e in primis del socio di maggioranza assoluta». Ovvero Fago, che ha presentato una «proposta farsa» senza soldi, che non avrebbe evitato comunque il fallimento della società.

roberto giovannini


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