ebook di Fulvio Romano

mercoledì 18 giugno 2014

I Gambirasio simbolo ed esempio di una giustizia senza vendetta

LA STAMPAweb

Italia

I gambirasio lontani dai riflettori

simbolo di una giustizia senza vendetta

An che ieri hanno ammansito la belva mediatica con la dignità del dolore e la pacatezza della vita. Per tre anni e mezzo i Gambirasio hanno scolpito rare parole tra «la paura che ciò che è successo a Yara possa ripetersi per mezzo delle stesse mani» e «la fiducia mai persa nelle indagini» affidata ieri alla voce del loro legale.

Nella sguaiatezza verbale e d’immagine che affolla la cronaca nera, nella vertigine di protagonismo, il silenzio di Fulvio e Maura racconta il mostruoso peso dell’irreparabile e insieme il passo verso il futuro che spetta ai figli Keba, Gioele, Natan, diciottenne la più grande, tredici e nove anni i fratelli.

Dal 26 novembre 2010 a oggi la famiglia ha sopportato e dominato la quotidianità. I genitori al lavoro, i figli a scuola. Keba è stata a Pesaro a ritirare copia del Trofeo di Ginnastica intitolato a Yara; Gioele e Natan hanno tolto il velo al monumento per la sorella. Senza clamore, senza ostentazione. E ora il presente, forte del passato, non si riempie dell’eufemismo «giustizia» che nei cuori spesso urla «vendetta».

Verrà un cammino giudiziario, verranno forse spiegazioni. Ma nessuna di esse risponderà al «perché?» più profondo dei Gambirasio, «una famiglia semplice - disse Fulvio - un nucleo di persone che ha basato la propria unità sull’amore, sul rispetto, sulla sincerità e sulla solarità del nostro quiete vivere».

Marco Neirotti


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