ebook di Fulvio Romano

lunedì 2 novembre 2015

Per il Bardo non ci sono più le mezze estati

LA STAMPA

Cultura


Sono molti, in Italia, i camerieri, i tassisti, i commessi, che hanno a che fare con turisti stranieri e che quindi parlano inglese. O che almeno capiscono e si fanno capire, anche se a volte vengono ingannati dall’apparente somiglianza tra la parola inglese e quella italiana. 

Purtroppo talvolta ad ingannarsi sono anche autorevoli traduttori e studiosi. Il caso esemplare è quello della traduzione del titolo della commedia di Shakespeare A Midsummer Night’s Dream, che significa Sogno di una notte d’estate. Così infatti lo traduceva Rusconi per il Teatro completo di Shakespeare pubblicato dalla Utet un secolo fa; e lo stesso titolo compare nel volume pubblicato mezzo secolo fa dalla Sansoni e curato dal Maestro degli studi inglesi in Italia Mario Praz. E sempre così ha tradotto di recente Patrizia Valduga per le Edizioni Einaudi.

Invece alcuni autorevoli traduttori hanno fatto altrimenti. Dato che summer vuol dire estate e mid vuol dire ciò che sta in mezzo, hanno tradotto midsummer come «mezza estate». Dopo che da lustri si dice che le mezze stagioni non esistono più! Midsummer indica il solstizio d’estate, il 21 giugno, cioè il primo giorno dell’estate. Può anche indicare il giorno di San Giovanni (infatti nella pionieristica traduzione in tedesco di Wieland il titolo veniva tradotto come Sogno della notte di San Giovanni): festività che comunque cade il 24 giugno, pur sempre all’inizio dell’estate. E non a metà.

In caso di dubbio, per non sbagliare, bastava andare a vedere come il titolo è stato tradotto nelle altre lingue. El sueño de una noche de verano in spagnolo, Le songe d’une nuit d’été in francese, Somni d’una nit d’estiu in catalano, Ein Sommernachtstraum in tedesco. Quest’ultima traduzione taglia la testa al toro: con la filologia germanica non si scherza. Ma forse quei pur autorevoli traduttori non lo sapevano. O pensavano di saperla più lunga. Probabilmente anche in questo caso ci vorrebbe una sentenza dell’Unione Europea per costringere gli italiani a fare le cose come devono essere fatte.

Paolo

Bertinetti


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