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giovedì 6 febbraio 2014

Imperia: 9 su 10 non pagano il canone RAI...

LA STAMPA


Imperia

Nove imperiesi su dieci

non pagano il canone Rai

Provincia maglia nera in Italia, ma ci sono anche le esenzioni

Non è un Paese per teleutenti. Perlomeno, non per teleutenti paganti. Secondo i dati del Centro studi e ricerche sociologiche «Antonella Di Benedetto» per conto di Contribuenti.it, la provincia di Imperia ha una percentuale di evasione della canone Rai fra le famiglie che si aggira sul 91 per cento. In pratica, nove famiglie su dieci. L’Imperiese è a pari merito con Caserta, Foggia e Bolzano, a indicare che l’avversione per la tassa più evasa di tutte colpisce il Nord quanto il Sud. L’idiosincrasia per il pagamento dei fatidici 113,50 euro, che per gli inadempienti porta a sanzioni fino a 619, è in crescita: dal dato medio del 22% registrato nel 2005 si è passati al 47 per cento alla fine del 2013. Per le aziende si è addirittura al 96%: 4,4 milioni di imprese «morose».

Le associazioni dei consumatori, subito dopo lo switch off con il passaggio al digitale terrestre in Liguria, avvenuto due anni fa, erano state subissate da proteste per i black out nella ricezione dei 14 canali della rete ammiraglia. «Su questo versante la situazione è migliorata: di recente non ho più ricevuto segnalazioni», commenta Francesco Canu, referente provinciale di Adiconsum-Cisl.

Per i versamenti di quella che è diventata una tassa di possesso dell’apparecchio televisivo, però, è un altro paio di maniche. Prosegue Canu: «In molti si sono rivolti ai nostri sportelli per potere pagare a rate. Un gran numero di richieste, poi, è legata all’esenzione totale, garantita agli ultrasettantacinquenni il cui nucleo familiare abbia però un reddito inferiore al “minimo vitale” di sussistenza (secondo la dichiarazione Isee, 6156 euro annuali). Ne sono state concesse un gran numero in particolare nel Ventimigliese». Le esenzioni totali, in tutta Italia, sono circa 500 mila.

Se la Riviera dei Fiori detiene la maglia nera, le province virtuose, caratterizzate da una percentuale di evasione del 14%, sono Aosta, Siena, Pescara e Campobasso (ancora una volta sono rappresentante diverse regioni). Il canone viene percepito più come un abbonamento che come un tributo. Aggiunge Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani: «Il problema è che non tutti sanno che in Italia esistono due canoni: quello ordinario, dovuto dalle famiglie, e quello speciale, dovuto da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici non economici ed enti privati».

enrico ferrari


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