ebook di Fulvio Romano

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lunedì 1 dicembre 2014

Santa Bibiana, quaranta dì e ’na smana... Folklore Meteo del 2 dicembre.


Folklore Meteo: 2 dicembre, è il giorno di santa Bibiana...

Giorno di marca per eccellenza, il 2 dicembre, santa Bibiana, è la porta aruspicale dell'inverno. Nel senso che dal tempo che fa in questo dì potremo ricavare, secondo la saggezza popolare, utili indicazioni sul clima che accompagnerà il nostro inverno...
Poche note sulla santa cui è dedicata la data. Bibiana ( o Viviana) è figura troppo leggendaria o inventata per essere presa storicamente sul serio... Sarebbe vissuta nel IV secolo e martirizzata ai tempi di Giuliano l'Apostata, ma tutte le notizie che abbiamo irsalgono ad una fantasiosa Vita Bibianae dell'VIII secolo...
Più interessante la sua valenza nel campo della meteorologia popolare, perché i detti relativi a Bibiana li ritroviamo dalla Spagna alla Francia, dal Piemonte alla Sicilia.

Il più noto di questi detti, recita come ben sappiamo che il tempo che fa il 2 di dicembre lo ritroveremo tale e quale per ben quaranta giorni e una settimana... Ad esempio:

Santa Bibiana, quaranta jorna e na simana (Sicilia)
Santa Bibian-a, quaranta dì e na sman-a (Piemonte)

Variante in val d'Aosta dove si puntualizza che la predizione varrebbe per il tempo brutto:

Brut a Senta Bibiana, caranta djor é na sè- nona (valle d'Aosta)

Oppure nelle valli occitane, dove si sottolinea che due giorni dopo, santa Barbara, il vaticinio potrebbe essere capovolto a seconda del tempo che farà il 4 di dicembre... Quindi, attenti, non tutto è ancora sicuro al due del mese...:

Santo Bibiano coumando quaranto journ e na smano se Barbaro i pìo nen lou pounch. (Val Mairo)
(Santa Bibiana (2 dicembre) comanda quaranta giorni e una settimana se Santa Barbara (4 dicembre) non le prende il punto)

In Francia invece si preferisce che il vaticinio valga solo in caso di tempo chiaro...:

Temps clair à la Sainte-Viviane, temps clair pendant quarante jours et une semane.

Dove per tempo chiaro possiamo intendere il cielo sereno, ma anche (suggeriamo) la presenza della luna piena..

In Spagna, dove la pioggia è sempre importante, il detto viene così declinato:

En lloviendo el día de S. Bibiana llueva cuarenta días y una semana.

Specificando poi che la predizione vale solo dopo un autunno secco:

Si después de otoño seco, llueve por Santa Bibiana; entonces llueve un mes y una semana (Madrid)

lunedì 14 luglio 2014

Parentesi di vera estate giovedì e venerdì (quando arriva il caldo)

LA STAMPA

Cuneo

Una parentesi

di vera estate

giovedì e venerdì

È un’estate così, che - ormai alla sua metà- non è ancora decollata. C’è da dare ragione alla meteorologia popolare, quando avvertiva che «Se ’l caôd ariva prima ’d san Giôan, a basta côl per tut l’an...». Caldo estivo finito prima di cominciare seriamente? In realtà i calori africani che hanno riscaldato il Nord Ovest prima del solstizio estivo si sono fermati lì, senza ulteriori repliche, anzi con continue ferite fredde e piovose aperte a ripetizione dai varchi lasciati aperti ai fronti atlantici. Insomma, quel che è finora mancato, ma che farà una prima timida ricomparsa proprio verso la metà di questa settimana, è l’Anticiclone Africano, croce e delizia delle nostre stagioni. «Croce» per gli eccessi che sovente provoca, ma «delizia» delle nostre estati Doc. Quelle con i colori accesi per il sole incombente, cieli sereni e tripudio naturale nell’orto. Oggi saranno le zone ad Est del Piemonte e il Levante ligure a patire la variabilità temporalesca innescatasi da sabato, ma - da domani - l’Africano si riapre la strada sul Mediterraneo per riuscire ad imporsi giovedì sul Piemonte e Vallée. Prevarrà il sereno e i termometri risaliranno. Non per molto. Tra sabato e domenica nuove insidie temporalesche ritarderanno l’imporsi della piena estate.

Fulvio

Romano

martedì 8 luglio 2014

"Più funghi e meno acciughe" . Meteorologia popolare e clima del Ponente ligure.

LA STAMPA

Savona

“Più funghi e meno acciughe”

il clima cambia anche il mercato

Proverbio savonese su pioggia e umidità: e il prezzo del pesce azzurro aumenta

«Più funghi e meno acciughe. Più acciughe e meno funghi». Per apprezzare ancora di più l’originale proverbio savonese, bisognerebbe ripeterlo in dialetto. Ancora una volta infatti, i vecchi adagi di questo territorio, dove il mare confina con i boschi, spiegano la tradizione popolare, che ritiene come il meteo influisca sulla raccolta dei funghi e sulla pesca. Proprio in questi giorni di sagre e feste marinare dedicate all’acciuga, l’alto costo del «prezioso» pesce azzurro, non può che riportare alla mente il vecchio detto locale. Perchè, chi è a favore dell’acciuga nostrana, ritiene che la colpa della sua scarsità sia dovuta alla pioggia di questo periodo, che mantiene il flusso dell’acqua nei torrenti e il trascinamento in mare dei detriti e della fanghiglia. Fanghiglia che intorpidisce il mare e fa allontanare le acciughe dalla costa. Chi è favore del fungo invece, non può che benedire la pioggia, con la gioia di trovarli nei boschi anche in questo periodo estivo. Una cosa è certa comunque: meno acciughe vuol dire aumento del loro costo al chilogrammo e alla cassetta. In questi giorni un chilo di acciughe oscilla dai 6 ai 10 euro a seconda delle dimensioni, mentre il prezzo di una cassetta di 12 chili è arrivata a sfiorare i 70-80 euro, anche se si parla sempre di acciughe nostrane. Cifre senz’altro più alte rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando il prezzo oscillava tra i 5 e gli 8 euro al chilogrammo. «Certo le condizioni meteo influiscono sempre nella pesca - spiega Sandro Pinelli titolare del banco pescheria all’interno del mercato comunale di via Giuria - ma è anche vero che le piccole acciughe che viaggiano ormai a banchi sempre più diffusi, sono l’alimento preferito per delfini, tonni, balenotteri ed altri grandi predatori sempre più presenti nel nostro mare». Poi ci sono anche le «altre» acciughe, pescate con pescherecci ultratecnologici, radar, sonar e elicottero per individuare negli spostamenti i grossi banchi. Costano meno, ma non hanno nulla a che vedere come sapore, alle acciughe nostrane. Quelle, tanto per capire, che in cucina sono buone in qualsiasi modo, e che se si mettono sotto sale non tradiscono mai: nel gusto, nella resa e nella conservazione. «Purtroppo - dice il titolare di una pescheria di Savona - non solo le acciughe sono piccole, e poco adatte alla salatura, ma sono anche piene di uova».

michele costantini



lunedì 10 settembre 2012

Folklore Meteo. ‘L calour e i frut ‘d stember...

I calori estivi che così sovente ormai continuano imperterriti anche a settembre o per buona parte del mese sono sempre stati considerati benigni e favorevoli alla piena maturazione della frutta. Specie sulle nostre colline prealpine dove un po’ di calore, anche e soprattutto tardivo, non fa mai male alle coltivazioni. Un detto, diffuso in Provenza e nelle nostre lande esprime con semplicità il concetto:

“Quand i calour ‘d l’istà a durou,
i frut ‘d l’autoun madurou”

E cioè: quando i calori dell’estate durano, i frutti dell’autunno maturano...

domenica 9 settembre 2012

Folklore meteo. La pioggia di San Gorgoni

Santo la cui memoria si perde nelle tombe romane della via Appia, san Gorgonio era venerato nelle
nostre lande... Se ne trova memoria nelle celebrazioni liturgiche liguri e piemontesi del XIII secolo, ad esempio.
Legato in qualche modo modo alla venerazione di san Martino ( le sue spoglie furono trasportate in san Martino a Roma e, forse, a Marmoutier), fu uno dei tanti santi contadini, ricordato in un bel detto piemontese che si riferisce appunto al 9 di settembre, data di una delle numerose traslazioni del suo corpo.

"S'a pieuv per San Gorgoni,
tut l'aoutun a l'è 'n demoni".

Povero Gorgonio, anima benedetta, il cui nome faceva rima solo con demonio...
Vabbe'. Oggi di pioggia non ce ne sarà se non qualche temporalino alpino e quindi aspettiamoci, in ricordo di Gorgoni, un autunno se non poco piovoso (ché di acqua abbiamo bisogno) almeno non diabolico

- San Gorgonio, duomo di Minden

lunedì 20 agosto 2012

Folklore meteo. San Bernardo e la pioggia

È il 20 agosto, il giorno dedicato al "frà" per antonomasia, e cioè san Bernardo. Santo sovente confuso nell'iconografia con un altro Bernardo, quello più noto nelle nostre cappelle quattrocentesche, e cioè san Bernardo di Mentone (Savoia), Bernardo nei detti popolari è legato ancora una volta alla pioggia. Eccone l'esempio più noto:

"Per san Bernard l'è già trop tard"

E cioè l'eventuale pioggia al 20 di agosto sarebbe già troppo in ritardo e quindi inutile per salvare il salvabile.
Quello che temiamo in questi giorni...

( nella foto: particolare della Crocifissione del Perugino, con san Brnardo)

domenica 19 agosto 2012

Folklore meteo. "Des dì d'agost..."

Un detto contadino appare alle prime enigmatico:

Des dì 'd magg, des dì d'agost,
e tute le cose a van a post.

Cosa sono le cose che vanno a posto. Facile qui rispondere. Sono le cose di campagna, questo è uno dei tanti detti della civiltà antica dei campi..
Più difficile rispondere a quali siano questi dieci giorni, e poi perché a maggio e ad agosto.
Abbozziamo la risposta. È senz'altro un detto della meteorologia contadina e quindi i dieci giorni si riferiscono ad un evento atmosferico. Quale? Non può essere il sereno, perché dieci sarebbero pochi... Non rimane che la pioggia, la tanto invocata pioggia, reclamata dal mondo dei campi sia a maggio ( e ne abbiamo dovizia di detti) sia, appunto, ad agosto.
Che l'antica saggezza pratica dei nostri antichi sia esaudita anche quest'anno (Africano permettendo).

sabato 18 agosto 2012

Folklore meteo. La vigna e sant'Elena

'L vignaieul ca prega sant' Elèna
a perd nèn sua pèna"

La santa, madre moglie di Costanzo Cloro e madre di Costantino, veniva invocata in questa fase dell'anno dai vignaioli, evidentemente preoccupati per le sorti dell'uva. Non sappiamo cosa chiedessero di preciso alla santa, ma non ce n'è bisogno, visti i problemi che l'uva può avere dopo in lungo periodo di siccità come l'attuale...

giovedì 16 agosto 2012

Folklore Meteo. San Rocco e la pioggia

Se non pioveva il giorno della Madonna Assunta, il mondo contadino riservava per il giorno dopo, san Rocco, un'ultima possibilità alla pioggia:
S'a pieuv a san Roch, a l'è bon ancora 'n poch...
La speranza è l'ultima a morire.

mercoledì 15 agosto 2012

Folklore Meteo 2. La Vergine del 15 di agosto...

La Madonna d'Agosto è più che presente nella meteorologia popolare. Come già sappiamo è la pioggia ad essere invocata in questo inizio della fine dell'estate (sigh!). Ma, in generale, il clima di questo periodo era considerato molto importante dalla civiltà contadina. Ne è prova un detto dei nostri cugini francesi che recitava così:
La Vierge du quinze août
Arrange ou défait tout.

E, quindi, il tempo di Ferragosto aggiusta o rovina tutto...

nella foto la processione dell'Assunta a Molfetta (Bari)

Folklore meteo. S'a pieuv a la Madona...

S'a pieuv a la Madona,a l' è ancora bona...
Proprio così, piovesse oggi, nonostante la siccità lunga, l'acqua sarebbe ancora buona... Buona per campi, orti, giardini, frutteti.
Difficile però che arrivi dell'acqua in questo giorni dell'Assunta

martedì 14 agosto 2012

Folklore meteo. La pieuva d'agost

La prima aqua d'agost a leva 'n sach ëd pules e n'aotr ëd mosche

E, in effetti, molti parassiti o insetti che arrivano col caldo e secco vengono spazzati via dalla pioggia di agosto

domenica 12 agosto 2012

Folklore meteo. Santa Clarissa e la pioggia

Clarissa non c'entra con Chiara-Clara. È santa francese dei Vosges, monaca del VII secolo, figlia di saint Romaric...
Un detto francese, relativo al 12 agosto, giorno della santa è curioso nella sua villica scurrilità:
« S’il peut à Sainte Clarisse, c’est souvent comme vache qui pisse. »
E cioé le piogge di questo giorno sono... Torrenziali!
Nella foto: nuvole si addensano anche sul nostro mare di Ponente.0

giovedì 2 agosto 2012

Sant’ Aisebe al porta la granna... Folklore meteo.

Sant’Eusebio di Vercelli (IV secolo) veniva venerato in Piemonte il 1° agosto, nel 1969 Paolo VI ne spostò la memoria al 2 di agosto. Un detto biellese cita il santo per un evento importante per le colline piemontesi: la formazione della castagna nel riccio (proprio quella castagna che oggi rischia di scomparire per colpa del cinipide):

“San’ Aisebe al porta la granna”

e cioè Sant’Eusebioporta il granello della castagna...