ebook di Fulvio Romano

Visualizzazione post con etichetta Fulvio Romano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fulvio Romano. Mostra tutti i post

lunedì 6 agosto 2018

Il Tempo della Settimana

LA STAMPA

Cuneo

il tempo

FULVIO ROMANOSi attenua
l’ondata di caldo

Come già avvenne nel 2017, anche quest’anno le temperature dei primi cinque giorni di agosto hanno rivaleggiato con quelle, bollenti, dell’indimenticabile estate del 2003, quando fu registrato un record che fino ad oggi era rimasto «imbattuto».
Sabato le massime di Asti Tanaro hanno raggiunto i 36,7° e ovunque nel Nord Ovest le temperature medie sono state «africane», andando dai 27 fino ai 30 gradi di alcune stazioni dell’Arpa delle pianure orientali! 
Si tratta di valori eccezionali causati specialmente dagli elevati ed afosi dati notturni, che in molti siti piemontesi e della Valle d’Aosta sono stati da record assoluto. Questa settimana in cui cade San Lorenzo (venerdì prossimo) sarà invece di svolta. Tutto lascia intravedere temperature ancora calde ma meno aggressive, già a partire dalla giornata odierna.
L’anticiclone, finora dominante, concede spazio alla ripresa dell’Atlantico e delle sue ondate perturbate. Le nuvole e i temporali, da qui a giovedì cominceranno a investire anche le pianure, dal pomeriggio e fino a notte inoltrata. L’estate, che supera a San Lorenzo la metà del suo percorso tra il solstizio di san Giovanni e l’equinozio autunnale di San Michele, ritorna nella norma.
Le piogge temporalesche, che per tradizione segnavano il tempo dopo Ferragosto, porteranno alla vigna e alle colture l’acqua benefica di metà stagione.
Più sole venerdì e soprattutto sabato, Domenica più isolati e modesti i rovesci, che tuttavia riprenderanno pieno vigore dal lunedì della prossima settimana.
romano.fulvio@libero.it 


giovedì 17 novembre 2016

San Frediàn” riporta il freddo, ma non la neve al “piàn”...



"FRA TERRA E CIELO"
a cura di FULVIO ROMANO
San Frediàn” riporta il freddo, ma non la neve al “piàn”
Nôvember a va 'n campagna e despeuja la castagna”. È la cantilena che recitavamo lunedì mentre ci addentravamo nel bosco della costa collinare che ci è cara. Affondavamo piedi e scarpe dentro un fitto, aranciato, bronzeo e leggero letto di foglie dei castagni, cadute nei giorni sotto le scosse delle piogge e dei primi geli. Di tanto in tanto, trovavamo e facevamo rotolare con la suola qualche marrone sopravvissuto agli uomini e alle bestie. Fin dopo san Martino. Al limitare del bosco, dove arriva in genere il sole pieno dell'estate, tra le foglie, abbiamo scoperto le ultime pere della stagione. Sono le antiche “Gôdôn”, varietà residuale delle povere cene dei “Tetti” della nostra collina quando, con qualche frutto cotto nel vino ed arricchito con un po' di cannella e un chiodo di garofano, si imbandiva con allegria un pasto parco, povero anzi, ma salutare. Castagne “balote”e “gôdôn 'd la Rôera” (e cioè: di Rivoira), cosa di più autentico ed “archeologico” potremmo offrire oggi ai nostri amici? Conserveremo con cura quella pianta ultracentenaria, di probabile origine francese, rugosa e contorta ma ben viva, perché le è legato un pezzo di storia di emigrazioni oltralpe del nostro casotto e dell'intera collina. La riflessione successiva, che condividiamo qui con voi, era sull'arrivo della neve che coprirà questa distesa morbida di foglie. La tradizione è chiara: “ San Frediàn, la fiòca al mônt e al piàn”... San Frediano, mitico patrono di Lucca, dove deviò un fiume per togliere la malaria, già nel nome ( che deriva da “Frigidarius”, e cioè dal “freddo”), indica la cifra meteo della stagione non più autunnale ma quasi invernale ormai. A differenza del 2015, quest'anno è così. In questo novembre abbiamo già assaggiato un po' di tutto: caldi improvvisi, freddi taglienti e nevi , prima sopra i 600 e poi sopra i 1200 (domenica notte scorsa). Ma una cosa è già evidente: la differenza con l'autunno dello scorso anno, e con la sua prolungata “estate di San Martino”. Allora: San Frediano porta la neve? Sembrerebbe proprio di no. In pianura almeno, ché in quota ormai la stagione è quella. Dopo le nebbie che hanno offuscato il sereno di martedì, dopo il cielo più limpido di mercoledì, ecco che da giovedì sera nuove nuvole sospinte da Nord porteranno prima il grigio e poi un po' di acqua anche venerdì, con neve sopra i 1300 mt. Sabato mattina rifiata ma nuvole e nebbie saranno battute soltanto nella notte con domenica e nella mattina del dì di festa. Fino a lunedì sera, quando il flusso sarà non più da Nord, ma dalla Liguria: saliranno le temperature, ma le piogge si preparano per mercoledì, con neve sempre sopra i 1300 mt.

martedì 9 febbraio 2016

IL Tempo della Settimana (da LA STAMPA del 8 febb 2016)

LA STAMPA

Settimana variabile con Foehn sostenuto mercoledì.

Fulvio Romano

Come seguisse un antico canovaccio meteo ancora una volta l'inverno ha scelto il mese di febbraio per calare la sua carta decisiva. La neve che da ieri ha tornato ad imbiancare del tutto le vallate alpine, arrivando fino a colline ed altipiani, predilige come sappiamo, specie nelle stagioni siccitose, l'ultimo mese invernale per ricostituire le riserve d'acqua ormai esauste. È successo anche nello scorso anno, quando soltanto dopo la Candelora il Nord Ovest è tornato ad assistere ad una nevicata degna delle tradizioni antiche dei “grandi inverni”. Si è inverato così anche quest’anno l’antico detto, diffusissimo tra Piemonte e Liguria, per cui “Fervé a l'è 'n bôn fiôcasé” se non, addirittura: “curt e maledét” - tanto da essere paragonato ad un “turc”- a causa delle recrudescenze del freddo e del maltempo. La neve e la pioggia di ieri sono invece sicuramente benedetti. Ne gioiscono, insieme, agricoltori e sciatori, per motivi diversi ormai alla disperazione. Tanto più che gli umori atlantici promettono di ritornare anche in questa settimana. Pausa del maltempo oggi, ma con il flusso che da Nord Ovest investe di nuovo l'arco alpino, con nevi sui comparti aostani e valsusini, con temperature minime in calo e massime attorno ai dieci gradi. Altro fronte perturbato in arrivo domani con le province occidentali più al riparo, mentre creste alpine e zone prossime a Savonese e Genovesato saranno le più esposte alle intemperie. Mercoledì la giornata più calda e secca grazie ai vivaci venti di Foehn che spireranno da Ovest, mentre giovedì una nuova ondata perturbata bagnerà ancora il Piemonte Est. Migliora, ma con minime sotto il gelo e massime contenute, da venerdì e fino a sabato, mentre anche la giornata di domenica sarà segnata da nevicate sui crinali alpini settentrionali ed occidentali e da temperature generalmente in calo su tutta la Regione.


lunedì 1 febbraio 2016

Il Tempo della Settimana. Dai 20 gradi a neve e pioggia nel weekend

LA STAMPAweb

Cuneo

Dai 20 gradi
a neve e pioggia
nel weekend

Per la tradizione popolare è a seconda del tempo che farà tra oggi e domani che si decide quanto ancora durerà l’inverno. Il folklore alpino attribuiva all’Orso della Candelora questo compito. Se al suo risveglio dal letargo avesse trovato bel tempo l’inverno sarebbe durato ancora per altri 40 giorni. Nel caso di nuvole, pioggia o neve sarebbe stata invece ormai primavera. Questa logica contraddittoria dell’Orso sembra in procinto di avere una verifica nel tempo previsto per i prossimi giorni.
La settimana inizia con vivaci soffioni di Foehn che precipitano dalle creste alpine riscaldando la pianura, fino anche a 20 gradi di temperatura massima. Un tempo più che primaverile, che sembrerebbe sancire la stranezza di una stagione che non ha eguali, se non in quella del 1989-1990. Tra mercoledì e giovedì saranno le nuvole a prevalere. Un fronte sorvolerà le Alpi ma con scarsi effetti se non qualche goccia sulle province ad Est confinanti col Levante ligure e ancora, forse, qualche vento secco sui fondovalle. Tornerà quindi il sereno, ma con temperature in netto calo, fino a sabato.
Tra sabato sera e domenica è in procinto di arrivare la prima perturbazione decisamente invernale, interrompendo la siccità in pianura e portando neve sull’arco alpino Nord ma anche su Marittime e Liguri. 

Fulvio Romano





           Copyright 2016 La Stampa

lunedì 28 dicembre 2015

A Capodanno con il gelo arriva la neve (Il Tempo della Settimana)

LA STAMPA

Cuneo

A Capodanno
con il gelo
arriva la neve

Insieme all’anno finirà anche questo lungo periodo di alte pressioni, siccità e inversioni termiche. La previsione di un cambio del tempo, tanto atteso, è ormai comune a tutti i modelli meteorologici. Diversa soltanto la valutazione del freddo (gelido nel Nord Ovest) e soprattutto della neve: sul quando e se solo in montagna o anche in pianura.
Le nebbie persistenti nelle combe - con invece altipiani, colline e montagne al sole - dureranno soltanto fino a domani.
Tra martedì e mercoledì un primo flusso perturbato occidentale porterà nuvole e forse qualche prima debole nevicata sulle Alpi Marittime e Cozie, con fiocchi possibili sino ai fondovalle nella prima mattinata di mercoledì. Il freddo di buriana comincerà invece a fluire da Est da giovedì per poi raffreddare drasticamente le temperature di Piemonte e Vallée nelle zone a ridosso delle Alpi, il Cuneese in particolare. In poche ore le temperature dovrebbero crollare di sei-sette gradi: nel fine settimana si prevedono valori minimi di 7-9 gradi al di sotto dello zero e oltre -10° in quota.
La prima vera neve è attesa già nella notte di Capodanno un po’ su tutto l’arco alpino meridionale, mentre tra sabato sera e domenica mattina i fiocchi potrebbero arrivare anche in pianura sul Basso Piemonte.
Fulvio
Romano

lunedì 30 novembre 2015

Il Tempo della Settimana

LA STAMPA

Cuneo

Nebbia in pianura
ma l’inverno
tarda ad arrivare

«Santa Bibiana, quaranta dì e ’na smana»: così recitava un antico detto della civiltà contadina, attribuendo al 2 dicembre l’impegnativo ruolo di «marcatore» del clima della nuova stagione. Soltanto a Sant’Antonio abate, il 17 gennaio, avrebbe potuto cessare il «comando» di Bibiana, permettendo un cambio del tempo. Mercoledì 2 e per tutta questa settimana, l’inverno arretrerà sul Nord Ovest, ricacciato indietro da una nuova avanzata dell’alta pressione atlantico-subtropicale, che allontanerà nuvole e piogge, riportando invece nebbie sulla Pianura padana e tepori da inversione termica sulle Alpi.
Cieli sereni e temperature in aumento, quindi, sugli altipiani e in montagna, con lo zero termico che progressivamente salirà fin oltre i 3000 metri di quota, con danno per la neve caduta o «sparata» sulle piste dagli addetti delle stazioni sciistiche, approfittando dei geli dei giorni scorsi.
Al contrario, soprattutto da giovedì, le nebbie oscureranno la bassa pianura, mentre un’offensiva perturbata prevista per venerdì si esaurirà sui contrafforti alpini settentrionali. Fine settimana senza nubi, ma con valori termici in calo, forse in vista di un’offensiva perturbata che qualche modello meteorologico pronostica per l’Immacolata.

Fulvio Romano

lunedì 14 luglio 2014

Parentesi di vera estate giovedì e venerdì (quando arriva il caldo)

LA STAMPA

Cuneo

Una parentesi

di vera estate

giovedì e venerdì

È un’estate così, che - ormai alla sua metà- non è ancora decollata. C’è da dare ragione alla meteorologia popolare, quando avvertiva che «Se ’l caôd ariva prima ’d san Giôan, a basta côl per tut l’an...». Caldo estivo finito prima di cominciare seriamente? In realtà i calori africani che hanno riscaldato il Nord Ovest prima del solstizio estivo si sono fermati lì, senza ulteriori repliche, anzi con continue ferite fredde e piovose aperte a ripetizione dai varchi lasciati aperti ai fronti atlantici. Insomma, quel che è finora mancato, ma che farà una prima timida ricomparsa proprio verso la metà di questa settimana, è l’Anticiclone Africano, croce e delizia delle nostre stagioni. «Croce» per gli eccessi che sovente provoca, ma «delizia» delle nostre estati Doc. Quelle con i colori accesi per il sole incombente, cieli sereni e tripudio naturale nell’orto. Oggi saranno le zone ad Est del Piemonte e il Levante ligure a patire la variabilità temporalesca innescatasi da sabato, ma - da domani - l’Africano si riapre la strada sul Mediterraneo per riuscire ad imporsi giovedì sul Piemonte e Vallée. Prevarrà il sereno e i termometri risaliranno. Non per molto. Tra sabato e domenica nuove insidie temporalesche ritarderanno l’imporsi della piena estate.

Fulvio

Romano

giovedì 31 ottobre 2013


eBook Martino e Fiorenzo, santi della vigna e del vino. Una lettura del complesso di Bastia  tra antropologia, arte e storia
by Fulvio Romano 


Il patrimonio di affreschi del 400 delle cappelle tra Piemonte, Liguria e Francia merita uno sforzo interpretativo che vada al di là delle semplificazioni storiche o della semplice, immediata godibilità artistica. Dai Santi, dalle Cavalcate dei Vizi, dai Giudizi Universali rappresentati in questi affreschi arrivano fino a noi racconti remoti, suggestioni pagane, personaggi che affondano radici nei miti del Selvaggio, dell'Orso totemico e nei riti della fertilità. Ho composto questo ebook per mettere subito a disposizione dei visitatori del complesso di Bastia una serie di suggestioni, di annotazioni e piccole scoperte che da anni mi riconducono a lavorare sulle figure mitiche di Martino, di Fiorenzo, sulla rilettura degli affreschi, sulle scadenze del calendario contadino, sulla meteorologia popolare e sul mito dell' Orso. Chi lo desidera può acquistare l'ebook (2,99 euro) a questo indirizzo

http://mobile.ebookizzati.it/?section=idsearch&id=249627&elm=aut