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giovedì 17 novembre 2016

San Frediàn” riporta il freddo, ma non la neve al “piàn”...



"FRA TERRA E CIELO"
a cura di FULVIO ROMANO
San Frediàn” riporta il freddo, ma non la neve al “piàn”
Nôvember a va 'n campagna e despeuja la castagna”. È la cantilena che recitavamo lunedì mentre ci addentravamo nel bosco della costa collinare che ci è cara. Affondavamo piedi e scarpe dentro un fitto, aranciato, bronzeo e leggero letto di foglie dei castagni, cadute nei giorni sotto le scosse delle piogge e dei primi geli. Di tanto in tanto, trovavamo e facevamo rotolare con la suola qualche marrone sopravvissuto agli uomini e alle bestie. Fin dopo san Martino. Al limitare del bosco, dove arriva in genere il sole pieno dell'estate, tra le foglie, abbiamo scoperto le ultime pere della stagione. Sono le antiche “Gôdôn”, varietà residuale delle povere cene dei “Tetti” della nostra collina quando, con qualche frutto cotto nel vino ed arricchito con un po' di cannella e un chiodo di garofano, si imbandiva con allegria un pasto parco, povero anzi, ma salutare. Castagne “balote”e “gôdôn 'd la Rôera” (e cioè: di Rivoira), cosa di più autentico ed “archeologico” potremmo offrire oggi ai nostri amici? Conserveremo con cura quella pianta ultracentenaria, di probabile origine francese, rugosa e contorta ma ben viva, perché le è legato un pezzo di storia di emigrazioni oltralpe del nostro casotto e dell'intera collina. La riflessione successiva, che condividiamo qui con voi, era sull'arrivo della neve che coprirà questa distesa morbida di foglie. La tradizione è chiara: “ San Frediàn, la fiòca al mônt e al piàn”... San Frediano, mitico patrono di Lucca, dove deviò un fiume per togliere la malaria, già nel nome ( che deriva da “Frigidarius”, e cioè dal “freddo”), indica la cifra meteo della stagione non più autunnale ma quasi invernale ormai. A differenza del 2015, quest'anno è così. In questo novembre abbiamo già assaggiato un po' di tutto: caldi improvvisi, freddi taglienti e nevi , prima sopra i 600 e poi sopra i 1200 (domenica notte scorsa). Ma una cosa è già evidente: la differenza con l'autunno dello scorso anno, e con la sua prolungata “estate di San Martino”. Allora: San Frediano porta la neve? Sembrerebbe proprio di no. In pianura almeno, ché in quota ormai la stagione è quella. Dopo le nebbie che hanno offuscato il sereno di martedì, dopo il cielo più limpido di mercoledì, ecco che da giovedì sera nuove nuvole sospinte da Nord porteranno prima il grigio e poi un po' di acqua anche venerdì, con neve sopra i 1300 mt. Sabato mattina rifiata ma nuvole e nebbie saranno battute soltanto nella notte con domenica e nella mattina del dì di festa. Fino a lunedì sera, quando il flusso sarà non più da Nord, ma dalla Liguria: saliranno le temperature, ma le piogge si preparano per mercoledì, con neve sempre sopra i 1300 mt.

martedì 15 luglio 2014

Cuneo tra le province più colpite dalla crisi

LA STAMPA

Cuneo

economia.indagine del sole 24ore

Crisi in Italia, la Granda

tra le province più colpite

Dal 2007 a oggi la provincia di Cuneo ha perso il 4,8% della sua capacità di creare ricchezza, le famiglie spendono il 16% in meno (e i prezzi sono aumentati), la disoccupazione è triplicata, sono scesi i prezzi delle case e quanto si spende in farmacia.

Il «Sole 24 Ore» di ieri ha tracciato un’articolata «mappa della crisi», provincia per provincia: come i territori hanno reagito a sette anni di recessione, secondo un indice basato su 10 parametri «che possono maggiormente interessare la vita e i bilanci della famiglie». Più si è in alto in graduatoria, peggiore la situazione. La provincia di Cuneo è all’11° posto su scala nazionale. Una delle performance più negative su 103 province italiane (per alcune non sono stati reperiti tutti i dati).

Ai vertici di questa graduatoria ci sono le province di Viterbo, Latina, Novara e Cosenza. Le province che hanno reagito meglio: Vicenza, Bolzano, Modena e Mantova. Per il Sole sono «in affanno» i piccoli centri.

E dall’analisi dei dati emerge che i cuneesi del 2013 stanno peggio di quelli del 2007. Si risparmia per necessità o per scelta. Sono aumentati i depositi in banca: 22.161 euro in media a testa, +84% in sette anni.

Si sono ridotti gli importi dei prestiti personali, forse per il timore di indebitarsi. Ancora: si registra meno 4,8% per il Pil pro capite (la media nazionale è meno 1,8%), il numero di laureati è aumentato del 5,5% (la media nazionale è migliore: +7,7%).

Le famiglie in media spendono meno rispetto al periodo pre crisi: 951 euro oggi, erano 1.142 euro 7 anni fa (-16,7%). Il prezzo delle case nuove è sceso del 12% nello stesso periodo e la disoccupazione è triplicata (+208% dal 2007), passando dal 2,2 a sfiorare il 7%. Anche le immatricolazioni di auto nuove sono crollate: meno 55%, anche in questo caso molto peggio rispetto alla media nazionale. Le vetture nuove immatricolate erano 28.968 nel 2007, sono state 12.821 l’anno scorso. Un tracollo.

Infine: in questi anni si è anche ridotto lo scontrino per medicinali e cosmetici (ma da sempre la Granda è «virtuosa» nella spesa pro capite per medicine) e nei cassonetti finiscono meno rifiuti. Il Sole parla di «famiglie disorientate e preoccupate», con il tasso di disoccupazione che è «la spia che lampeggia con maggiore intensità». [l. b.]

giovedì 25 ottobre 2012

Dalla neve alle false primavere...e poi la pioggia fredda (da Provincia Granda del 19 ottobre 2012)

Dopo la breve prova d'inverno ritornano i flussi da Sud.


E' stata un'offensiva di carattere, quella di lunedì scorso ad opera dell'Atlantico. Di carattere, perché il nostro tradizionale apportatore di piogge e di neve voleva dimostrare che c'è ancora. E, prima o poi, non mancherà di ricordarcelo con maggior forza. Così l'arrivo delle nuvole al principio di settimana è stato inizialmente più una parata dimostrativa che altro, visto che sono andate a scaricarsi sul Levante ligure. Sembrava già tutto finito in una bolla di sapone l'allarme scatenato sui media per l'arrivo delle bufere ottobrine. E così è poi stato per il Centro Italia e le altre zone allertate. Ma da noi, in questo cul di sacco alpino che sgarra sovente dalle previsioni lette dai Tiggì, non era finita, tutt'altro. Infatti dal pomeriggio un riflusso da Nord Est è venuto di rinforzo all'Atlantico. Che davamo tutti come ormai spacciato, finito lontano, chissà dove. Nuvole che verso sera si sono addensate e che dalle 23 circa hanno cominciato a stillare acqua sul Cuneese e su tutto l'arco alpino. E il giorno dopo, era uno spettacolo scrutare lo Skyline nostrano, sotto un sereno limpido, già tutto imbiancato di neve. La seconda fiocca della stagione, dopo quella improvvisa di settembre. Una neve che, al momento, rimane isolata, senza conseguenze tangibili. Anzitutto perché in queste ore è in piena ripresa l'anticiclone nostro, il solito Africano, non ancora stufo di spingersi così in alto con tutte queste piccole estati prolungate. L'alta pressione porta venti caldi nel Mezzogiorno e su di noi nuvole di umidità inespressa. Perché difficilmente questo strato di cappa riuscirà a strizzare un po' d'acqua, se non sulle alte valli o comunque sulle balze prealpine. Per tornare ad avere un po' d'acqua seria bisognerà aspettare la mattinata della domenica, quando un debole flusso occidentale dovrebbe oscurare i cieli della Granda e portare qualche debole pioggia sulle zone ai piedi di Marittime e liguri. Ma sarà anche questo un fuoco di paglia. Da lunedì riprende a salire l'alta pressione e una nuova offensiva perturbata atlantica la si può lumeggiare soltanto per la metà-fine della prossima settimana. Continua, bene o male, l'ottobrina. Le temperature, precipitate al basso lunedì, pian pianino risalgono fino a valori gradevoli - specie in quota- nel fine settimana. E forse anche dopo, non fosse per le nebbie che tornano ad inumidire campi ed orti nelle mattinate.