venerdì 23 febbraio 2018
martedì 6 febbraio 2018
Burrasche, comete e stelle cadenti. Meteorologia e Astronomia nell'800 Piemontese
BURRASCHE, COMETE E STELLE CADENTI. Meteorologia e Astronomia nell'800 Piemontese.
con una Postfazione dell'autore su "Noterelle di Cultura cuneese fine '900"
Il libro è frutto di una ricerca sulle origini della meteorologia e astronomia contemporanee in Italia, e in particolare in Piemonte, fondata su testi e documenti originali. Nell'Italia del dopo Unità la scuola, la cultura scientifica e le esperienze di laboratorio applicate all'insegnamento superiore ebbero un particolare rilievo e uno stuolo di professori, insieme a ricercatori dilettanti, parroci, farmacisti, seguiranno la spinta e l'entusiasmo di Francesco Denza, direttore dell'Osservatorio di Moncalieri e poi della Specola Vaticana, nel creare la prima rete nazionale di osservazioni meteo. Nel frattempo anche l'Astronomia italiana, sovente con gli stessi protagonisti delle citate ricerche meteo, si avviava con Schiaparelli, Denza e Secchi a diventare astrofisica. Un tema di ricerca che per alcuni anni unì gli sforzi sia dei primi meteorologi che dei nuovi astronomi fu quello dell'origine e della natura delle stelle cadenti, che appassionò per tutto l'800 i protagonisti, illustri ed umili, della nuova scienza. La postfazione dell'autore è dedicata al clima culturale e scientifico del Cuneese alla fine del secolo scorso, descritto dal punto di vista delle sue esperienze come direttore dell'Osservatorio astronomico del Liceo Scientifico di Cuneo, responsabile dell'Associazione per lo Sviluppo Culturale e Scientifico nel Cuneese e del rinato Osservatorio meteorologico storico.
Si acquista a questo link: https://sell.streetlib.com/go/EkPtAnGUE Burrasche
domenica 3 dicembre 2017
Da oggi a giovedì previsti cieli sereni
Cuneo
Da oggi
a giovedì
previsti
cieli sereni
sabato 2 dicembre 2017
venerdì 1 dicembre 2017
Prima neve a Cuneo...
domenica 12 novembre 2017
Forte vento da Nord con raffiche di 60-80 Km/h sulle Alpi e Granda
lunedì 6 novembre 2017
sabato 10 ottobre 2015
sabato 3 ottobre 2015
Era dal 1978 che non avevamo un 2 ottobre con la temperatura così bassa...! Parliamo...
Bene, oggi, 2 ottobre 2015, la capannina del centro storico in via Cacciatori delle Alpi ha segnato una temperatura massima di 8,9 gradi, un valore molto basso se si pensa che soltanto pochi giorni fa si superavano i 25 gradi. Un valore massimo che è stato così basso soltanto il 2 ottobre di ben 37 anni fa, nel 1978, nel pieno di quel periodo di raffreddamento cominciato nel dopoguerra che fece allora gridare al prossimo "Congelamento" del nostro clima. Cosa che, come sappiamo , non è avvenuta, visto che oggi al contrario parliamo di "Riscaldamento" globale.
Consoliamoci tuttavia, pensando che la minima di oggi ( 6,8 gradi) non è stata invece da record. Ben più fredda fu l'alba del 2 ottobre del 1974, quando sui tetti di Cuneo si registrarono 2,4 gradi, una temperatura da inverno pieno.
Un raffreddamento, quello di questi giorni, dovuto al richiamo di aria fredda favoritodal ciclone perturbato formatosi sulla Sardegna prima e poi risalito sul Ligure. Un fenomeno tutt'altro che raro dalle nostre parti, ma quest'anno particolarmente anticipato e accentuato dal lungo periodo di caldo di questa ormai finita estate.
Fulvio Romano.
domenica 22 marzo 2015
Cuneo, come raddoppiare in pochi anni la bolletta dell’acqua...
Cuneo
cuneo, indagine di cittadinanzattiva
Acqua, in 7 anni aumenti record
ma è la meno cara in Piemonte
sabato 2 agosto 2014
martedì 15 luglio 2014
Cuneo tra le province più colpite dalla crisi
Cuneo
economia.indagine del sole 24ore
Crisi in Italia, la Granda
tra le province più colpite
Dal 2007 a oggi la provincia di Cuneo ha perso il 4,8% della sua capacità di creare ricchezza, le famiglie spendono il 16% in meno (e i prezzi sono aumentati), la disoccupazione è triplicata, sono scesi i prezzi delle case e quanto si spende in farmacia.
Il «Sole 24 Ore» di ieri ha tracciato un’articolata «mappa della crisi», provincia per provincia: come i territori hanno reagito a sette anni di recessione, secondo un indice basato su 10 parametri «che possono maggiormente interessare la vita e i bilanci della famiglie». Più si è in alto in graduatoria, peggiore la situazione. La provincia di Cuneo è all’11° posto su scala nazionale. Una delle performance più negative su 103 province italiane (per alcune non sono stati reperiti tutti i dati).
Ai vertici di questa graduatoria ci sono le province di Viterbo, Latina, Novara e Cosenza. Le province che hanno reagito meglio: Vicenza, Bolzano, Modena e Mantova. Per il Sole sono «in affanno» i piccoli centri.
E dall’analisi dei dati emerge che i cuneesi del 2013 stanno peggio di quelli del 2007. Si risparmia per necessità o per scelta. Sono aumentati i depositi in banca: 22.161 euro in media a testa, +84% in sette anni.
Si sono ridotti gli importi dei prestiti personali, forse per il timore di indebitarsi. Ancora: si registra meno 4,8% per il Pil pro capite (la media nazionale è meno 1,8%), il numero di laureati è aumentato del 5,5% (la media nazionale è migliore: +7,7%).
Le famiglie in media spendono meno rispetto al periodo pre crisi: 951 euro oggi, erano 1.142 euro 7 anni fa (-16,7%). Il prezzo delle case nuove è sceso del 12% nello stesso periodo e la disoccupazione è triplicata (+208% dal 2007), passando dal 2,2 a sfiorare il 7%. Anche le immatricolazioni di auto nuove sono crollate: meno 55%, anche in questo caso molto peggio rispetto alla media nazionale. Le vetture nuove immatricolate erano 28.968 nel 2007, sono state 12.821 l’anno scorso. Un tracollo.
Infine: in questi anni si è anche ridotto lo scontrino per medicinali e cosmetici (ma da sempre la Granda è «virtuosa» nella spesa pro capite per medicine) e nei cassonetti finiscono meno rifiuti. Il Sole parla di «famiglie disorientate e preoccupate», con il tasso di disoccupazione che è «la spia che lampeggia con maggiore intensità».
domenica 13 luglio 2014
"Nei paesaggi terrazzati di Cortemilia c' è tutta l'arte del vivere"
Italia
Nei paesaggi
terrazzati
tutta l’arte
del vivere
In questo tempo di vacanza vorrei segnalare un luogo particolare da visitare e da comprendere. Da qualche anno a Cortemilia, nel Cuneese, un ecomuseo ci aiuta a conoscere e ad apprezzare i terrazzamenti che caratterizzano il paesaggio delle valli Bormida e Uzzone. Si tratta dell’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite, gestito dal Comune di Cortemilia, nel cui territorio si trovano anche le strutture principali di visita, come il Centro d’Interpretazione ed il Centro sul Paesaggio di Monte Oliveto, osservatorio privilegiato sul territorio e sulle attività che lo caratterizzano, e luogo di incontro e di scambio di esperienze.
«L’Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite - scrivono gli organizzatori sul sito www.ecomuseodeiterrazzamenti.it - intende concorrere al riconoscimento dei paesaggi terrazzati quali opere monumentali dell’ingegno, della sapienza e della pazienza dell’uomo, raccontando la storia, le tradizioni, i modi di vita delle società che ieri li hanno costruiti e che oggi li custodiscono». Molte sono le iniziative e le attività gestite direttamente dall’Ecomuseo: pubblicazione di libri e opuscoli, attività didattiche, giornate a tema, escursioni organizzate per gruppi scolastici e campi estivi per ragazzi; ma anche ricreative e culturali: preparazione del carnevale, esposizioni e molte altre manifestazioni come il premio letterario “Il gigante delle Langhe”.
«I paesaggi terrazzati – si legge - sono opere monumentali dense di storia e di sapere, come le altre meraviglie del mondo: le cattedrali, le piramidi, castelli, la grande muraglia Cinese. Ma a differenza di queste, i paesaggi terrazzati non sono nati con l’intenzione di creare un elemento d’eccellenza, o un bel paesaggio. Sono stati piuttosto originati dall’enorme sforzo collettivo e inventivo di molte generazioni che, per necessità, hanno dovuto trovare una risposta alla domanda sempre crescente di cibo e prodotti, dovuta all’aumento della popolazione e a motivi commerciali. La bellezza del paesaggio terrazzato ha quindi grande contenuto intellettuale e sociale, oltre che ambientale: in essa c’è la storia di una comunità che ha saputo trovare un modo per sopravvivere utilizzando al meglio gli elementi di cui disponeva. C’è la testimonianza del mondo rurale e della sua millenaria cultura. C’è un’armonia conquistata tra il genere umano e l’ambiente. C’è l’arte del vivere».
Agnese
Moro
domenica 6 luglio 2014
La beffa del federalismo fiscale: ha aumentato le tasse per tutti. Di più a Roma, di meno a Cuneo
Economia
Più tasse per tutti, la beffa
del federalismo fiscale
Boom delle imposte locali con il taglio dei trasferimenti. E il decentramento fa crescere gli squilibri: un’azienda di Roma lavora per lo Stato due mesi in più di una di Cuneo
Un piccolo imprenditore milanese quest’anno smetterà di lavorare per pagare le tasse il 27 agosto. Un torinese tre giorni prima, il 24. A quel punto avrà poco più di quattro mesi per occuparsi di se stesso e del proprio profitto. Se però la sua attività fosse insediata altrove, potrebbe chiudere i suoi conti con il Fisco anche un mese prima. A Cuneo, il suo «tax free day», il giorno in cui si libera dalla morsa dello Stato, sarebbe addirittura il 25 luglio, a Gorizia e Sondrio il 28. In fondo, è meglio che non si lamenti. Potrebbe andare peggio: ad esempio, i suoi colleghi romani o bolognesi annasperanno fino al 29 settembre, come i fiorentini e i reggini; i cremonesi fino al 17, i biellesi all’11.
Il più grande prestigiatore di questi ultimi anni è stato il Fisco: tra i 2007 e il 2014 lo Stato ha eliminato ai Comuni trasferimenti per 7,5 miliardi. E i sindaci si sono rivalsi su cittadini e imprese, aumentando le imposte locali. Ovviamente per 7,5 miliardi. I presidenti di Regione, poi, ci hanno messo del loro, facendo lievitare le addizionali Irpef di 2,4 miliardi. Risultato: non solo il macigno fiscale sulle imprese si è appesantito (la pressione sui profitti delle aziende è passata dal 59,1% del 2011 al 63,1 del 2014), ma soprattutto si è diversificato da regione a regione e, ancor di più, da città a città, producendo grossolani squilibri anche a distanza di pochi chilometri, realtà dove mantenere un’attività è diventato un atto d’eroismo più che una scommessa.
L’osservatorio permanente degli artigiani di Cna sulla tassazione delle piccole e medie imprese mostra un’Italia formato ottovolante, dove un artigiano romano perde per strada (lasciandoli a Stato, regione e comune) il 74,4% dei suoi profitti, un milanese il 65,1%, un cuneese il 56,2%. Fino al 2011 il quadro era molto più uniforme. Poi è arrivata l’Imu. Dopo ancora la Tares, che oggi si chiama Tari. Infine la Tasi. E una quota sempre più consistente della leva fiscale è passata nelle mani dei sindaci. Doveva essere il principio base del federalismo: il risultato, per ora, è un feroce e diffuso aumento della pressione fiscale. Ma non dappertutto. O, almeno, non con le stesse dimensioni.
Ad esempio, a Roma, il Comune fa pagare alle aziende 8 mila euro di Imu (o Tasi) e 6 mila di tassa rifiuti, Bologna tartassa i fabbricati (10.700 euro) ma è meno esosa sull’immondizia (2.700). Sommando le imposte, parliamo comunque di 13-14 mila euro, mentre Cuneo si accontenta di 2.600 euro in tutto, Arezzo di nemmeno 4 mila. Reggere la concorrenza, con disparità così macroscopiche, diventa una chimera.
Tre anni fa non c’era poi tutta questa differenza: il carico fiscale su un’azienda romana era il 65,7%; per una partita iva cuneese, all’opposto della classifica, era il 55,3%. La situazione del cuneese non è cambiata granché - anche se di certo non è migliorata -, in compenso i romani sono rimasti strangolati: per loro la pressione del Fisco è cresciuta del 10%. E il gap con i territori che meno s’accaniscono sui contribuenti è raddoppiato. In un certo senso chi fa impresa là dove i tributi locali sono fortemente aumentati è penalizzato due volte: dall’eccessivo peso fiscale che grava su tutte le aziende italiane, e dalla particolare condizione del suo comune. Gli basterebbe, ad esempio, trasferirsi da Firenze ad Arezzo per intascare 700 euro in più al mese. O, se volete, per pagare 700 euro in meno di tasse. Oppure potrebbe migrare da Genova a Imperia e risparmiare 5 mila euro l’anno, lasciare Biella per Cuneo e poter contare su 6 mila euro in più l’anno.
L’esito del federalismo all’italiana su chi fa impresa, alla fine, è questo: l’imprenditore romano quest’anno lascerà sul campo oltre 37 mila euro (mille in più dei suoi colleghi fiorentini), contro i 29 mila di un concorrente di Udine, i 32.500 di un milanese, per non parlare dei 28 mila del solito “fortunato” cuneese. Ciascuno, quando tira le somme a fine anno deve guardarsi in casa, in tutti i sensi: non conta solo la bontà del lavoro, le intuizioni, la capacità d’innovare e scoprire nuovi mercati, ma anche - molto più banalmente - le decisioni del sindaco di turno. O, direbbero i sindaci, le scelte dei governi che, tagliando i trasferimenti, li obbligano a inasprire le tasse. Il rapporto causa-effetto è comunque impietoso: là dove le imposte comunali sono cresciute molto, dal 2011 a oggi gli imprenditori sono stati fortemente penalizzati rispetto ai loro concorrenti che lavorano altrove, dove si è comunque calcato la mano ma senza strangolarli.
Andrea Rossi
martedì 1 luglio 2014
Rifiuti . "Ammoniti" decine di cuneesi
Cuneo
Rifiuti, “ammoniti” decine di cuneesi
Sistemati a Cuneo i primi cartelli su sacchetti e bidoni per indicare errori nella raccolta differenziata
Sistemati a Cuneo i primi cartelli su sacchetti e bidoni per indicare errori nella raccolta differenziata
Da ieri, dopo l’Altipiano, anche le 15 frazioni sono passate al sistema «porta a porta». E le abitudini di 55 mila cuneesi devono cambiare: il metodo è più caro, responsabilizza i cittadini, aumenta la percentuale di rifiuti che non finiscono in discarica ma vengono recuperati.
La preparazione è stata lunga (100 incontri con i residenti, gazebo per distribuire gratis i kit casalinghi, 25 mila lettere alle famiglie cuneesi) e non sono mancati i problemi: il 10% dei residenti non ha ritirato il kit, in tanti hanno svuotato cantine e solai gettando rifiuti ingombranti vicino ai cassonetti.
È successo anche ieri nelle frazioni, con lavatrici e mobili abbandonati vicino ai cassonetti. Sarebbe bastata una telefonata al 800.654300 oppure0171/697062: il ritiro è mercoledì e venerdì, gratis. E se il «porta a porta» avviene in tanti centri d’Italia e d’Europa, a Cuneo c’è un metodo per ora unico nella Granda: il codice a barre su ogni sacchetto, che rende «personale» l’immondizia gettata.
Per passare al nuovo servizio bisognava presentarsi ai gazebo con la vecchia bolletta Tares e il codice fiscale, così le cifre prestampate sui sacchetti venivano abbinate agli utenti. Sono iniziati i controlli. «Per verificare l’efficacia del sistema - dice il presidente Cec, Pier Giacomo Quiriti -. Abbiamo messo i primi cartelli di ammonimento sui cassonetti condominiali».
Decine le «ammonizioni» già fatte. Non solo: sono anche iniziati i controlli sui singoli sacchetti, e sono state scoperte le prime infrazioni («Non molte» ammettono dal Cec). Cosa accadrà agli inadempienti? Ieri c’è stata la prima riunione tra Cec, amministrazione, polizia municipale, personale della Docks Lanterna. Gli utenti che hanno sbagliato saranno contattati dai vigili urbani che si occupano di ambiente (sono 3): gli agenti spiegheranno che è stato rilevato un «conferimento errato» e si deve provvedere.
Poi arriveranno le multe: da 50 a 250 euro per «utenza singola». Nel caso che l’errore sia condominiale le multe vanno da 80 a 500 euro, a tutto il palazzo. Questa miglioria è stata proposta dalla ditta di Genova che gestisce il servizio, perché è «l’unico modo per verificare chi fa la differenziata e multare gli inadempienti». La novità del codice a barre costa 170 mila euro che si scaricherà sulle bollette Tari dei cuneesi.
lorenzo boratto










