martedì 6 febbraio 2018
Burrasche, comete e stelle cadenti. Meteorologia e Astronomia nell'800 Piemontese
BURRASCHE, COMETE E STELLE CADENTI. Meteorologia e Astronomia nell'800 Piemontese.
con una Postfazione dell'autore su "Noterelle di Cultura cuneese fine '900"
Il libro è frutto di una ricerca sulle origini della meteorologia e astronomia contemporanee in Italia, e in particolare in Piemonte, fondata su testi e documenti originali. Nell'Italia del dopo Unità la scuola, la cultura scientifica e le esperienze di laboratorio applicate all'insegnamento superiore ebbero un particolare rilievo e uno stuolo di professori, insieme a ricercatori dilettanti, parroci, farmacisti, seguiranno la spinta e l'entusiasmo di Francesco Denza, direttore dell'Osservatorio di Moncalieri e poi della Specola Vaticana, nel creare la prima rete nazionale di osservazioni meteo. Nel frattempo anche l'Astronomia italiana, sovente con gli stessi protagonisti delle citate ricerche meteo, si avviava con Schiaparelli, Denza e Secchi a diventare astrofisica. Un tema di ricerca che per alcuni anni unì gli sforzi sia dei primi meteorologi che dei nuovi astronomi fu quello dell'origine e della natura delle stelle cadenti, che appassionò per tutto l'800 i protagonisti, illustri ed umili, della nuova scienza. La postfazione dell'autore è dedicata al clima culturale e scientifico del Cuneese alla fine del secolo scorso, descritto dal punto di vista delle sue esperienze come direttore dell'Osservatorio astronomico del Liceo Scientifico di Cuneo, responsabile dell'Associazione per lo Sviluppo Culturale e Scientifico nel Cuneese e del rinato Osservatorio meteorologico storico.
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martedì 8 luglio 2014
Piemonte: Il tempo della settimana (meteorologia popolare e previsioni meteo)
Cuneo
Fino a mercoledì
rischio grandine
e fresco ovunque
Luglio, pur senza essere il mese canicolare (ruolo attribuito ad agosto), deve per la cultura contadina essere asciutto e caldo.
«A luj la tèra a beuj», lo impongono la mietitura ormai alle porte, così come i grappoli che maturano nella vigna. Tollerato qualche temporale, giusto per scongiurare le siccità. Tant’è che un detto biellese annunciava, in caso di abbondanti raccolte di funghi - a luglio - favorite dalle piogge, una scarsa futura vendemmia: «Se i nas i fùns al mèjs ad lugn ai marina l’uva». E il ritardo di orti e campagne in questa estate sono dovuti ad una variabilità che dura da metà giugno e che mostra di voler continuare anche in questa settimana. Una perturbazione entra oggi dalla Francia nel Nord Ovest, provocando in mattinata piogge tra Vallée e Piemonte settentrionale che arriveranno nel pomeriggio sul Basso Piemonte con temporali e grandinate locali. Così anche domani, specie su Verbano e Biellese, dappertutto nel pomeriggio, salvo esaurirsi in nottata, ma con temperature al di sotto della norma.La depressione si allontanerà verso Est da mercoledì lasciando campo ad una parziale ripresa del sereno che durerà anche nel fine settimana, intervallata a qualche temporale collinare e alpino.
romano.fulvio@libero.it
Fulvio Romano
martedì 8 aprile 2014
Sabato a Cuneo (14,30 sala CDT complesso cinema Monviso) si parla di clima con Mercalli
lunedì 15 luglio 2013
Il tempo della settimana
Cuneo
Acquazzoni pomeridiani nelle valli ( e non solo...)
Dovessimo indicare due giornate di questa settimana degne di un’estate senza temporali e con prevalenza netta di sole sceglieremmo il prossimo sabato e questo lunedì. Per il resto saranno proprio i rovesci alpini e prealpini pomeridiani all’ordine del giorno di un Nord Ovest soltanto in parte protetto dall’Anticiclone delle Azzorre. Un clima che era temuto dalla civiltà contadina, impegnata nelle mietiture e quindi preoccupata per la «Pieuva ’d santa Ghita» (20 luglio), ritenuta «maledetta». Vallée, Piemonte e Liguria hanno fruito negli ultimi sette giorni di un caldo moderato, temperato da flussi prima nord occidentali e poi orientali e, soprattutto, dai rovesci alpini e prealpini con tendenza allo sconfinamento verso le pianure. È il quadro che sembra voler replicare da martedì sera per l’arrivo di aria instabile che porterà temporali mercoledì mattina specie sul settentrione, con schiarite pomeridiane che non supereranno la nottata.Temporali anche sulle pianure centrali giovedì, con contributi da Nord Ovest che abbasseranno le temperature massime fin sotto i 25 gradi. Ancora nuvole e umori locali venerdì mattina, ma la tendenza del fine settimana è di un sereno e caldo moderato sabato, ma solo fino alla mattina di domenica, prima di un nuovo temporale.
romano.fulvio@libero.it
Fulvio Romano
venerdì 1 marzo 2013
Perché Benedetto XVI ha scelto il 28 febbraio per abbandonare il papato...
Folklore Meteo.
Papa Ratzinger lasciando il pontificato usa come simboli i due santi fratelli Romano e Lupicino.
Chi appena qualcosa sa del Papa uscente, avrà ormai intuito il forte profilo simbolico cui molti dei suoi atti alludono. La scelta del 28 febbraio come data del congedo pubblico dal papato è probabilmente anch'essa da interpretare secondo le valenze simboliche predilette da Ratzinger. Che sono quelle dei Santi, delle loro vite (di cui Ratzinger è profondo conoscitore ) interpretate secondo una cifra antropologica, e non solo religiosa. Lo dimostra ampiamente la scelta, nel suo stemma, dell'Orso di Saint Corbinien come simbolo, certo, dell'umiltà e della fatica con cui affronta la nomina a Papa, ma anche della sua intima predilezione per ciò che l'orso del santo raffigurava, e cioè il selvatico cui la vita eremitica rinviava continuamente...
Confermano questa interpretazione la scelta del nome di Benedetto, in memoria del santo di Norcia fondatore del più grande ordine monastico-eremitico. Così come anche la scelta del "gran rifiuto" che rinvia subito a quel Celestino V che eremita era (e domatore anch'egli di un orso) e che eremita cercò invano di tornare prima di finire nelle carceri, e forse vittima del "chiodo" del sicario inviato dal suo successore, Bonifacio VIII.
Perché Ratzinger esce dal Vaticano per sempre il 28 febbraio? È il giorno della morte di un santo molto noto in Francia, saint Romain de Condat, san Romano (uno dei 14 santi con questo nome della Chiesa) vissuto nel V secolo, poco dopo Martino e prima di Benedetto,che -insieme al fratello Lupicin (San Lupicino) - fondò un paio di monasteri in cui anticipò la regola benedettina e la cui ispirazione era la vita meditativa ed eremitica. Il simbolo più importante che cela questa data è forse proprio nel carattere dei due fratelli, Romano e Lupicino. Il primo, buono, mite, comprensivo, forse troppo tenero con i confratelli; il secondo, duro, ferreo, inflessibile e quasi cattivo nel reprimere gli abusi e le prepotenze dei frati. Ecco, Ratzinger- Romain abbandona (e infatti san Romano morì prima del fratello) e lascia il posto a qualcuno che spera sia duro contro gli abusi di certa Chiesa e la prepotenza della Curia.
Altri due "segni" sono curiosi. I due santi sono raffigurati in genere come oranti sotto una pioggia di pietre ( abbandonarono il primo sito del monastero a causa del cattivo clima e di una pioggia di pietre). Pietre-meteoriti? Il bolide russo?
Non solo. Nella celebre profezia di Malachia, l'ultimo Papa prima della distruzione di Roma è Petrus Romanus... E Romanus è, appunto, il nome latino di Romain-Romano.
Nella foto scultura lignea di coro con i due santi fratelli...


