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sabato 24 agosto 2013

Fornero (che di " merito" se ne intende) strilla no ai concorsi riservati...

LA STAMPA

Economia

L’ex ministro Fornero dice no ai concorsi riservati

«I concorsi riservati per i precari della pubblica amministrazione non vanno fatti perché non premiano il merito». Così l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero torna a parlare di pubblico impiego. «Domandiamoci come mai, noi come paese, il merito non lo incoraggiamo», ha aggiunto Elsa Fornero spiegando: «Ecco, si parla adesso di concorsi riservati per i precari della pubblica amministrazione, non entro nel merito. Ma noi non dobbiamo fare dei concorsi riservati. Perché noi non siamo sicuri che queste riserve alla fine premino il merito». «Per troppo volte - ha proseguito l’ex ministro - abbiamo usato delle corsie riservate per qualcuno».

domenica 7 luglio 2013

Dopo la Fornero, Renzi... Non c'è pace per i pensionati...!

Il "rottamatore" per eccellenza (peraltro mancato ) dei brontosauri del PD, riappacificatosi con coloro che voleva rottamare, ora pensa di farlo con i pensionati "ricchi", e cioè quelli che prendono, netti, poco più di mille euro al mese di pensione. La sua proposta che farà fare dai suoi correntisti è quella di bloccare la contingenza alle pensioni nette sopra i mille e di mutilare del 10% quelle di 3.300 euro lordi, e cioè di poco al di sopra dei 2000...! Altro che la Fornero! 
Se queste sono le pensioni ricche, allora noi è Renzi viviamo in un altro paese... Lui vive comunque in quello dorato della politica che non ha mai fatto altro mestiere, che non ha fatto concorsi, nébvinto cattedre o altro, o,lavorato per 45 anni... Lui, si sa, è tanto fotogenico e con la parlantina Toscana...!!

sabato 23 marzo 2013

Grillo, sei Dylan Dog o Ponzio Pilato?

Da Il Fatto Quotidiano un articolo di Fabrizio Tonello:
Cui aggiungiamo, in coda, il post di un lettore dedicato al colpo di mano del ministro Clini...

Mentre a Roma si discute se un gruppo di senatori della Lega, o addirittura del Pdl, potrebbe uscire dall’aula del Senato per abbassare il quorum e far nascere così un governo Bersani, molti dimenticano che un governo ce l’abbiamo. Un governo di zombi, visto che è dimissionario dal 21 dicembre scorso, cioè da più di tre mesi. E gli zombi, i morti che ritornano, sono in genere vendicativi e feroci nei confronti dei vivi, almeno quanto il senatore a vita Mario Monti lo è nei confronti degli italiani.
Ogni giorno che passa dobbiamo registrare una nuova catastrofe, come la vicenda dei due soldati italiani che hanno ucciso dei pescatori indiani, sono stati arrestati, poi riportati in Italia “per votare”, poi riconsegnati alle loro famiglie violando un impegno solenne preso dal governo e, infine, rimandati in India dopo che qualcuno di buon senso nelle segrete stanze ha fatto capire allo zombi-ministro-degli-esteri che gli italiani non sarebbero più stati accettati nelle istituzioni internazionali neppure come lavavetri se si stracciavano gli accordi in questo modo (come il Fatto aveva immediatamente scritto). Se ci teniamo come ministro Giulio Terzi ancora una settimana ci farà sicuramente entrare in guerra con l’Austria, la Slovenia, la Croazia, la Serbia, l’Albania, il Montenegro e, chissà, magari anche con la Svizzera.

Prendiamo un altro tecnico che non si rende conto della situazione: Francesco Profumo, lo zombi-ministro-dell’istruzione-dell’università-e-della-ricerca. A norma di Costituzione, i governi dimissionari sono in carica solo per gli affari correnti, cioè per garantire che gli stipendi vengano pagati e che se telefonano da Bruxelles ci sia qualcuno a rispondere. Tutto il resto è di competenza del governo che otterrà la fiducia delle due Camere dopo le elezioni.

E il nostro zombi cosa fa, invece? Prima straparla di ridurre la scuola superiore a quattro anni invece di cinque, come se questa fosse una riforma che si può decidere prendendo l’aperitivo in piazza Navona, poi addirittura si immagina che per entrare nella scuola superiore si possano fare i test d’ingresso: come ha scritto nel suo blog Marina Boscaino: “dalla scuola della Costituzione a quella della pre-selezione”. Che la funzione della scuola sia quella opposta, di combattere la disuguaglianza invece che di facilitarla, di permettere ai “privi di mezzi” di “raggiungere i gradi più alti degli studi” (art. 34) al nostro zombi è evidentemente ignoto. A chi avesse dubbi sulla deriva classista del sistema di istruzione italiano segnalo l’almanacco di Micromega sull’uguaglianza e, in particolare, il saggio di Michele Raitano sulle disuguaglianze fra generazioni.
Segue lo zombi-ministro-del-lavoro che, come ha scritto nel suo blog Alessandro Robecchi, ha prodotto “la peggior riforma del lavoro dai tempi di Ramsete II, perché la riforma Fornero ha avuto per i lavoratori precari italiani più o meno le stesse conseguenze del vaiolo sugli aztechi: una strage”.
Infine, lo Zombi-in-Chief Monti, che ha bloccato i pagamenti dello Stato alle imprese per oltre un anno (e ancora non li sblocca, nonostante le rassicuranti chiacchere di questi giorni su un decreto che rinvierebbe tutto al 2014) senza rendersi conto che, date le caratteristiche del tessuto industriale italiano formato in larga parte da microimprese familiari, una scelta del genere significava fare il deserto lì dove c’erano le fabbrichette che ci hanno finora evitato le sorti della Grecia.
Possiamo chiamare, per favore, Dylan Dog che ci liberi da questi mostri? Purtroppo, fino a oggi, Bersani e Grillo non sembrano rendersi conto che gli zombi divorano i vivi e che, se non si fa un governo subito, tra qualche settimana l’Italia sarà ridotta alle dimensioni della Città del Vaticano e con molti meno soldi in cassa di quanto ne abbia lo Ior. Il primo vuole continuare a governare con Monti e il secondo si chiama fuori. Caro Grillo, renditi conto che gli eroi come Dylan Dog intervengono quando c’è bisogno di loro. Gli altri, quelli che rifiutano di agire nel momento in cui c’è bisogno, passano alla storia come Ponzio Pilato.

Scrive Antonio:

Tonello, mi permetta di contestarle una grave mancanza: aver addirittura dimenticato il RE DEGLI ZOMBIE, cioè il ministro CLINI, il quale non ha, come Profumo, straparlato o immaginato. No, lui ha APPROVATO, 7 GIORNI PRIMA DELLE ELEZIONI, un Decreto Ministeriale che, nel consentire di incenerire rifiuti nei forni dei cementifici, costituisce uno sfregio permanente all'Ambiente (di cui è stato spregiudicatamente nominato ministro) e alla salute e alla vita dei cittadini, e nel contempo un regalo colossale alla potente lobby dei cementieri.

domenica 3 marzo 2013

Pensioni: in 15 anni bruciato un terzo del potere d'acquisto....

Da TUTTO SUL LAVORO MAGAZINE:


In 15 anni bruciato un terzo del potere d’acquisto




Quasi il 33% in meno. Ecco quanto ha perso una pensione in termini di potere d’acquisto tra il 1996 e il 2011. A denunciare questo crollo di oltre un terzo del valore è Spi-Cgil, cioè il Sindacato Pensionati Italiani, che nelle sue valutazioni prevede un ulteriore peggioramento nei prossimi anni a causa dello stop alle rivalutazioni annuali imposto dal Governo Monti con la Riforma Fornero. Un blocco che ha mediamente sottratto a 6 milioni di pensionati 1.135 euro in due anni.

Facendo qualche calcolo, un anziano che percepisce 1.200 euro netti, nel 2012 ha visto sparire 28 euro al mese dal proprio assegno e nel 2013 quei 28 diventeranno 60; un pensionato che invece ritira 1.400 euro netti ha perso, lo scorso anno, 37 euro al mese, mentre nel 2013 la somma persa sarà addirittura di 78 euro. Una tendenza al ribasso che, sempre nel periodo 1996-2011, ha portato l’ammontare di una pensione media a ridursi del 5,1%.

Se consideriamo poi che nell’anno in corso le tasse e le tariffe aumenteranno notevolmente, senza risparmiare i pensionati, le prospettive non sono delle migliori. In particolare, Spi-Cgil ha calcolato che tra balzelli e bollette i pensionati dovranno sostenere una spesa media totale di 2.064 euro pro-capite; il 20% in più in confronto a quanto pagato nel 2012. Andando poi nello specifico, per quanto riguarda le imposte, le varie addizionali regionali e comunali IRPEF, IMU e TARES preleveranno dai portafogli dei pensionati una media di 640 euro a testa (+12% rispetto al 2012); le tariffe per telefonia fissa, acqua, luce, gas e riscaldamento, determineranno invece una spesa media di 1.424 euro, senza contare il Canone Rai e l’incremento dell’IVA dal 22% al 23% a partire da luglio.

Con il blocco delle rivalutazioni, gli assegni pensionistici rischiano quindi di non garantire più il sostegno necessario a chi li percepisce. E anche se questo stop riguarda unicamente le pensioni superiori a tre volte la soglia minima (cioè fino a 1.405,05 euro), coloro che dal 1° gennaio 2013 hanno visto i propri importi adeguarsi al costo della vita non hanno riscontrato incrementi notevoli, considerato che si è trattato di un aumento del 3,1%. Lo stesso Segretario generale del Sindacato dei Pensionati, Carla Cantone, ha dichiarato che “occorre intervenire con urgenza per sostenere il potere d’acquisto delle pensioni, rimuovere l’odioso blocco della rivalutazione annuale, alleggerire il carico fiscale e rilanciare welfare e sanità”.

Laura Giulia Cerizza
Redazione Global Publishers



lunedì 25 febbraio 2013

Se avessero lasciato votare Renzi (alle primarie e quindi anche alle politiche)...

...Invece di far votare solo i "fedelissimi alla linea e alla casta"...! Adesso l'Italia non sarebbe nella cacca... Pensa te cosa dovremo subire nei prossimi mesi per la scelta dell'apparato del PD di autoconservarsi e per la triste, vuota di contenuti programmatici che non fossero iperforneriani, campagna fatta da Bersani... sempre più l'amico del giaguaro.. (Altro che smacchiarlo!)

martedì 13 novembre 2012

Finisce l'odissea degli esodati, comincia quella dei pensionati...

Che vergogna! Dopo gli errori della Fornero (che dimostrano l'incapacità di questo presunto "tecnico") la vicenda degli esodati verrà risolta mettendo ancora una volta le mani nelle pensioni superiori ai 2200 euro... E quindi di praticamente tutti o quasi i dipendenti pubblici e privati...
Nessuno che abbia suggerito di sopperire ai milioni che mancavano dopo la manovra esodati mettendo le mani sugli emolumenti esentasse dei parlamentari o sulle banche...
Il bello è che questo governo che ne sta facendo una più di Bertoldo è sostenuto dall'ineffabile Bertani e dal suo partito... dei lavoratori e dei pensionati (o no?)...