ebook di Fulvio Romano

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venerdì 11 luglio 2014

Da Bordighera la rivincita delle palme contro il punteruolo rosso

LA STAMPA

Imperia

Parte da Bordighera

la rivincita delle palme

contro il punteruolo

Consegnati i primi 80 esemplari tra le specie più resistenti

Saranno piantati ai “Winter” e in altre zone della città

Le palme cercano di riconquistare la Riviera, dopo la battaglia, persa su più fronti, contro il punteruolo rosso. E ricominciano da Bordighera, città simbolo per questi alberi di origine mediorientale. È ripartita ieri, nella città delle palme, la lotta al punteruolo rosso, il terribile parassita, che si combatte anche ripiantando le palme. Cercando di ridare vita ai giardini e ai parchi pubblici, rimettendo a dimora esemplari di palma dopo che il terribile parassita ne sta divorando a centinaia. Per evitare che il paesaggio del Ponente venga cambiato una volta per tutte a causa dell’insetto che divora le palme, che sono la caratteristica più importante di questo lembo di Liguria.

Ieri, a Bordighera, è cominciata una terza via della lotta al punteruolo: l’“Operazione Gerico”. Dopo i tagli mirati delle palme (che servono per limitare la vita dei parassiti e cercare di salvare gli alberi) e dopo l’utilizzo dei nematodi (particolari vermi che si nutrono dei punteruoli), ecco che adesso c’è il via alla piantumazione di nuove palme. Scelte, tra l’altro, tra le specie più resistenti al punteruolo e meno appetibili per questo devastante parassita. Il Centro studi per le palme di Sanremo ha consegnato al Comune di Bordighera 80 palme che rimarranno per un breve periodo nel vivaio del Giardino Winter e che poi verranno piantate in varie zone della città. Intanto, altre mille piantine, appena nate, verranno consegnate a breve all’azienda Allavena, storico vivaio bordigotto, che le farà crescere senza prodotti chimici, più lentamente, ma più forti, per consegnarle poi al Comune gratuitamente, sempre per ripiantarle in città. «Il nostro scopo è ricostruire il patrimonio botanico legato al mondo delle palme, con varietà che sono poco appetibili per il punteruolo - spiega Claudio Littardi, del Centro studi palme di Sanremo - e pianteremo Washingtonia, Livinstona, Dattilifera e Phoenix reclinata». Prosegue il sindaco Giacomo Pallanca: «Si inizia a ripopolare Bordighera con nuove palme, che verranno sistemate nei punti necessari. Per ora la battaglia contro il punteruolo ci vede perdenti, ma ora speriamo di invertire la rotta. Dal 2007 a oggi sono state attaccate e tagliate 832 palme Canariensis, ma soltanto due Dattilifere. Per questo confidiamo molto in questo progetto». La collaborazione tra Comune di Bordighera e Centro studi palme di Sanremo è nata nel 2013, con la sottoscrizione di un accordo. E per questo la ricolonizzazione della Riviera con nuovi esemplari comincia proprio dalla città delle palme.

LORENZA RAPINI


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giovedì 10 luglio 2014

La tartaruga USA che minaccia l'ecosistema del torrente di Bordighera

LA STAMPA

Imperia

bordighera operazione per salvaguardare l’habitat naturale e le specie autoctone

Tartaruga originaria degli Usa

scoperta nel torrente Borghetto

La Forestale la catturerà con una nassa speciale. Sarà trasferita in un centro

Qualcuno l’ha abbandonata nel torrente Borghetto a Bordighera. Ma non può stare in zona, libera in natura, perché, purtroppo, è pericolosa per l’ambiente visto che proviene dal Sud degli Stati Uniti e rischia di divorare larve e girini di anfibi, di fatto uccidendo gli animali che popolano l’ansa del rio in cui da qualche giorno vive. Si tratta di una tartaruga acquatica, da alcuni giorni sotto controllo da parte del Corpo Forestale dello Stato di Imperia. Gli agenti hanno anche installato una particolare nassa, studiata ad hoc per catturare le tartarughe senza ferirle: una volta che l’animale sarà caduto in trappola, verrà trasferito ad Albenga, in un centro apposito. Il Corpo Forestale, infatti, porta avanti ormai da 10 anni, un importante progetto dedicato proprio alle tartarughe. In particolare, alle Emys Orbicularis, cioè tartarughe autoctone e «residenti» legittimamente, secondo natura, in questo territorio della Liguria di Ponente. Le Emys Orbicularis sono simili alle cugine sudamericane, ma presentano una puntinatura colorata di giallo sul carapace che le contraddistingue. Secondo gli esperti, quella trovata nel rio Borghetto potrebbe essere una Trachemis Scripta Elegance, ma soltanto quando sarà catturata si potrà capire con precisione la specie. La certezza che non sia autoctona ma che sia stata importata c’è comunque. Forse è stata acquistata anni fa, piccola come una monetina, in qualche negozio di animali. O magari vinta al luna park. In ogni caso, qui in Liguria, e in generale in Italia, questo genere di tartarughe costituisce una danno biologico, visto che non è originaria di queste zone ed è voracissima. Libera in natura, divora larve, anche di insetti utili, e girini di rane, rospi e raganelle. La sua presenza qui contrasta con l’essenziale concetto della biodiversità (e cioè che gli animali e le piante debbono vivere dove la Natura li ha collocati) e per questo va rimossa e fatta vivere, insieme ai suoi simili e con tutte le cautele del caso, in cattività.

Il progetto della Polizia ambientale mira al ripopolamento dei torrenti ponentini con le tartarughe Orbicularis, proprie di questa zona. Per questo, nell’ambito di questa iniziativa particolare e lodevole, vengono anche prelevate le intruse, cioè altre tartarughe, quasi sempre americane, che la gente ignorantemente abbandona non riuscendo più a tenerle in casa. Anzi, il Corpo Forestale consiglia chi non sa come fare perché la propria tartaruga è diventata grande, e in acquario in casa non riesce più a vivere, a chiamare gli esperti del Corpo, per chiedere consiglio, invece che abbandonarla nell’ambiente. Proprio ieri, gli esperti della Forestale di Albenga hanno immesso in natura alcuni nuovi nati del centro tartarughe, per ripopolare con esemplari autoctoni i torrenti del Savonese.

lorenza rapini


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La tromba marina dell'Estremo Ponente

LA STAMPA

Imperia

IL FENOMENO IERI POMERIGGIO

Una tromba marina al largo

vissuta tra timore e spettacolo

Un pizzico di timore ma anche uno spettacolo emozionante: ieri pomeriggio una tromba marina davanti alla costa dell’estrema Riviera di ponente - osservata bene soprattutto da Ospedaletti, Bordighera e Ventimiglia - ha rappresentato uno spettacolo insolito e a modo suo affascinante per turisti e residenti. Il fenomeno poco prima delle 14 quando il cielo si è oscurato ed è apparsa, sulla linea dell’orizzonte, una lunga striscia verticale (foto) che si è sollevata verso l’alto accompagnata da forte vento. Dopo circa un quarto d’ora la tromba marina si è dissolta in mare anche se il fenomeno, in alcuni tratti, è stato accompagnato da un moto ondoso sostenuto che si è abbattuto sulla costa mentre, a terra, per alcuni minuti ha cominciato a piovere anche in modo intenso. Oggi le condizioni meteo dovrebbero migliorare un po’ con una diminuzione della nuvolosità e un aumento complessivo delle temperature ma sono in agguato possibili rovesci temporaleschi specie verso l’interno. [B.M.]


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sabato 7 giugno 2014

Bordighera. Lotta biologica contro il punteruolo rosso

LA STAMPA

Imperia

Punteruolo rosso

Bordighera sceglie

la lotta biologica

Esperimento condotto su quattro palme vicino al porto

Contro l’insetto utilizzata una particolare specie di verme

Vermi contro insetti. È una battaglia tutta biologica quella appena cominciata a Bordighera, in via sperimentale, per salvare le palme. La lotta al punteruolo rosso, terribile parassita delle palme, ora è affidata a particolari nematodi, vermi appunto, che secondo gli studi dovrebbero attaccare le larve del punteruolo quando queste sono ancora in fase iniziale. In pratica, i vermi mangiano le larve ed eliminano di fatto il punteruolo.

«La sperimentazione è appena partita su un gruppo di quattro palme che si trovano proprio di fronte al porto di Bordighera – spiega il sindaco Giacomo Pallanca – Se ne sta occupando Claudio Littardi, con il Centro studi e ricerca sulle palme di Sanremo, che a costo zero ha dato il via a questa iniziativa. La «ricetta» per debellare il parassita che sta letteralmente divorando le palme della Riviera, ma anche di buona parte del Mediterraneo, non è ancora stata trovata. E i Comuni procedono come possono, sperimentando, cercando nuove strade, con l’intenzione di limitare i danni e di evitare un terribile cambiamento dei paesaggi di tutta questa zona.

«Sono disponibile a provare anche altre strade - prosegue il primo cittadino - come ad esempio quella proposta dagli esperti francesi, ma voglio avere la garanzia che i prodotti utilizzati sulle palme sono a posto, idonei, non pericolosi. Per ora però la lotta al punteruolo rosso che mi è stata presentata dagli esperti d’Oltralpe ancora non si può fare a Bordighera: i prodotti che loro utilizzano sono certificati dalle autorità francesi, ma non ancora da Servizio sanitario nazionale e finché non ci saranno le autorizzazioni non posso dare il via libera a questi trattamenti». Si tratta di un’altra sperimentazione, ideata da Robert Castellana, uno dei massimi esperti francesi sulle palme e la lotta al punteruolo, insieme con alcuni suoi colleghi: una lotta chimica contro il punteruolo, con alcune iniezioni nel tronco delle palme. Gli esperti sono stati ospiti a Bordighera a inizio maggio per un convegno in cui hanno ribadito al Comune la loro disponibilità a testare su 1500 palme il metodo, quasi a costo zero. Ma senza via libera dal Ministero della sanità, in pratica, Bordighera dovrà adottare altre strade.

Le quattro palme sulle quali è stata avviata la lotta al punteruolo con l’utilizzo degli ematodi sono vicine al luogo dove altre tre sono appena state abbattute. Verranno monitorate costantemente, per valutare come procede la sperimentazione. Intanto, prosegue anche il metodo tradizionale, utilizzato in questi anni: il taglio del «ciuffo» verde negli esemplari di palma già colpiti, a cui si aggiunge la copertura per impedire lo sviluppo del punteruolo. Un metodo che ha dato a Bordighera e a tante città della costa un aspetto particolare, cancellando le caratteristiche palme e lasciando al loro posto tronchi senza vita. Ma la lotta al punteruolo rosso è ancora aperta.

LORENZA RAPINI



venerdì 6 giugno 2014

Da Bordighera alla scoperta dei delfini

LA STAMPA

Imperia

INIZIATIVA Le gite con la motonave «Corsara» IL Martedì, giovedì e sabato alle 12,30

Partenze da Bordighera

alla scoperta dei delfini

Sabato 14 ripartono le escursioni nel Santuario dei cetacei

Tornano anche quest’anno a Bordighera le gite in barca con la Whalewatch Imperia-Golfo Paradiso alla scoperta del Mar Ligure, per osservare delfini e, con un po’ di fortuna, anche balene, nel loro habitat naturale. Le gite con la motonave Corsara che parte come l’anno scorso dal porticciolo di Bordighera ricominciano sabato 14 giugno e dureranno per tutta l’estate, fino a settembre.

Le partenze saranno martedì, giovedì e sabato, alle 12,30, ma per salire a bordo è necessario arrivare con mezz’ora d’anticipo. Per svolgere l’escursione marina sono necessari 50 passeggeri. La gita dura circa 4 ore.

Osservare delfini e balene, tra le principali attrazioni del Mar Ligure e del Santuario dei cetacei che abbraccia lo spazio acqueo tra Liguria e Corsica, nel loro ambiente naturale è una esperienza particolarmente coinvolgente. Si scopre che, a poche miglia dalla costa, dal cemento, dalla confusione dei turisti, abitano animali in libertà, senza limiti, senza contatto con l’uomo se non sporadico.

Durante la gita si possono incontrare: balenottere comuni, capodogli, zifi, globicefali, grampi, stenelle striate, delfini comuni, tursiopi. Tante sono le specie che popolano l’area marina al largo della Liguria nel Santuario dei cetacei.

Possono partecipare persone di tutte le età e anche i bambini, ovviamente accompagnati.

I biglietti costano 34 euro (ridotti a 22 euro, dai 5 ai 14, gratis sotto i 5 anni). In caso di mancato avvistamento, il biglietto si può riutilizzare per una nuova escursione. Se per caso c’è il maltempo, la gita potrà essere annullata, sia per la sicurezza degli escursionisti, sia anche perché con il mare mosso e il brutto tempo è molto più difficile avvistare i cetacei e i mammiferi marini.

LORENZA RAPINI


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sabato 17 maggio 2014

Salvare il Museo Bicknell

LA STAMPA

Imperia

bordighera oggi ospite un nipote del fondatore

Dalla famiglia Bicknell

un aiuto per salvare

il museo e la biblioteca

Ci sarà un ospite d’eccezione, oggi alle 16 al Museo Bicknell di Bordighera: Marcus Bicknell, pronipote del fondatore del museo. Bicknell arriva dall’Inghilterra per sostenere il museo e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che dal 1937 ne cura le sorti. Nell’occasione, al fine di promuovere la conoscenza sulla famiglia Bicknell, Valerie Browne Lester, ricercatrice e scrittrice inglese di fama, terrà una conferenza su Hablot Knight Browne, cugino di Clarence Bicknell, conosciuto con la pseudonimo di «Phiz», illustratore dei personaggi dei romanzi di Charles Dickens. Verrà anche istituita l’associazione «Clarence Bicknell», a statuto internazionale, presieduta da Marcus Bicknell, in vista delle manifestazioni indette per ricordare il centenario della morte di Clarence Bicknell, avvenuta a Casterino il 17 luglio 1918. L’associazione si affiancherà all’Istituto Internazionale di Studi Liguri per individuare nuove forme di finanziamento a sostegno del Museo, fondato da Clarence Bicknell nel 1888 a Bordighera, oggi sede di una preziosa biblioteca, unico istituto culturale ligure riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come «istituto culturale di interesse di nazionale».

Proprio l’Istituto di studi liguri si è impegnato da sempre per salvare il Museo Bicknell: già all’inizio della II Guerra Mondiale quando gli eredi del Bicknell, i coniugi Berry, in vista del loro rientro in madrepatria, affidarono le sorti del Museo a Nino Lamboglia, il futuro fondatore dell’Istituto Internazionale dei Studi Liguri. Non solo: alle 15 si comincia in sede con gli Amici di Clarence Bicknell che hanno organizzato una riunione davanti al museo. [l.r.]

lunedì 17 febbraio 2014

La morìa di rondini di Bordighera

LA STAMPAweb

Imperia

BORDIGHERA UNA TRENTINA DI ESEMPLARI senza vita

Misteriosa moria

di rondini montane

intervento della Lipu

Misteriosa moria di uccelli, in questi giorni, in centro a Bordighera. E la situazione si sta aggravando, a contare i volatili trovati senza vita nella zona del centro, vicino alla chiesa dell’Immacolata Concezione di Terrasanta. Svariati giorni fa, sono state trovate alcune rondini montane (simili a quelle che arrivano in primavera, ma presenti in Riviera e non solo anche in questa stagione fredda) morte, nella zona del «budello», alla fine della via Aurelia di Bordighera. Una decina di esemplari in tutto. Sembrava un episodio isolato, anche se grave visto comunque il numero di uccelli morti, ma che in realtà si è ripetuto. L’altro giorno altre rondini sono state trovate senza vita, nella stessa zona, vicino alla chiesa. Una trentina di esemplari, sparsi in vari punti dell’area. La Lipu, che da subito aveva raccolto la prima segnalazione e dato il via ad una serie di accertamenti, adesso ha avviato una vera indagine, per tentare di scoprire la causa di questi decessi.

Ad occuparsene, il nucleo antibracconaggio di guardie zoofile di Imperia. Non è escluso, visto il numero di volatili coinvolti, che nell’area possano essere stati sistemati bocconi avvelenati. Una ipotesi che desta parecchio allarme e che potrebbe portare a problemi gravi anche per altre specie di uccelli (gabbiani e piccioni, i più comuni nelle città), o eventualmente pure per altri animali, magari gatti e cani che potrebbero mangiare i bocconcini avvelenati. Oppure, le morti potrebbero essere ricondotte ad altre cause, magari a qualche materiale inquinante depositato non lontano dall’area del ritrovamento. E anche questa ipotesi desterebbe parecchi problemi. Gli accertamenti della Lipu proseguono. Intanto, sembra fortunatamente sorpassato un problema analogo che si verificava a Bordighera Alta nei mesi scorsi, dove erano stati trovati vari bocconi avvelenati destinati agli uccelli. [l.r.]


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