giovedì 30 marzo 2017

La Stampa. La rete putiniana dei populisti



Italia

La rete putiniana dei populisti

Dall’Ukip ai tedeschi di Afp

Nei rapporti con la Lega centrale il ruolo di un parlamentare russo

C’è una data-chiave nel disegno di Putin che ha portato alla creazione di una rete di partiti populisti europei legati a doppio filo al Cremlino. È il 15 dicembre del 2013. Quel giorno, al Lingotto di Torino, Matteo Salvini è diventato segretario della Lega Nord. Sotto il palco c’erano anche l’austriaco Heinz-Christian Strache (presidente del Partito della Libertà), il francese Ludovic De Danne (consigliere per gli affari istituzionali del Front National) e l’olandese Geert Wilders (leader del Partito della Libertà). Nulla di strano, visto che i movimenti della destra anti-sistema stavano preparando l’alleanza per le Europee del 2014. Accanto a loro, però, c’era anche Viktor Zubarev, parlamentare di Russia Unita. Che ci faceva l’uomo di Putin al congresso della Lega Nord? Negli anni successivi i contorni della risposta sono stati meglio definiti.

Matteo Salvini è stato più volte a Mosca. Marine Le Pen, proprio nelle scorse settimane, è stata ricevuta ufficialmente da Putin. Nel frattempo i rapporti tra i partiti della “rete” si sono intensificati e allargati, sempre in stretto contatto con il Cremlino. I movimenti, uniti tra le altre cose dalla lotta all’Ue, sono stati usati come una sorta di cavallo di Troia russo per spaccare l’Ue dall’interno. Alle elezioni del 2014 hanno ottenuto buoni risultati, ma non hanno stravinto e - almeno nel Parlamento europeo - sono stati marginalizzati. Era solo l’inizio di un percorso, che è proseguito nelle rispettive capitali. La rete si è poi estesa ad altri movimenti, Putin è riuscito a lavorare anche con i tedeschi dell’Afd, che dopo i buoni risultati in alcuni Land ora puntano alle elezioni politiche di settembre. C’è il forte sospetto che le campagne elettorali siano state finanziate con i soldi di Mosca.

Nel Regno Unito i media della propaganda russa hanno giocato un ruolo decisivo nella campagna per il referendum sulla Brexit e il leader dello Ukip, Nigel Farage, ha più volte espresso la sua ammirazione in pubblico per Putin. In Austria, i russi hanno puntato dritti alla presidenza dello Stato (senza però riuscirci), sostenendo il candidato Norbert Hofer. A dicembre è stato ufficialmente firmato un accordo con Russia Unita. In Ungheria, il Cremlino può contare sul forte appoggio del partito di estrema destra Jobbik, ma negli ultimi mesi ha messo un piede nel governo, grazie ai legami stretti con il premier Viktor Orban. Sempre più “disturbatore” nell’Unione Europea. 

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marco bresolin


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