giovedì 30 marzo 2017

Perché siamo il Paese più facile da destabilizzare ( Sorgi)



Italia

Perché siamo

il Paese più facile

da destabilizzare

Si tratti di un sospetto concreto o di un’ipotesi di intelligence che viene da un Paese, come gli Usa, appena uscito dalle presidenziali che hanno visto a sorpresa la vittoria del candidato populista Trump, alla quale sembra non sia stato affatto estraneo il ruolo degli hacker russi sulla rete, non è affatto peregrina l’idea che Putin, dopo la Francia dove appoggia smaccatamente Marine Le Pen, possa dedicarsi all’Italia, spendendosi a favore di Grillo e dei 5 stelle, e non solo di Salvini, con cui coltiva relazioni privilegiate, nelle prossime elezioni politiche. 

Da tempo il leader russo è interessato a una destabilizzazione dell’assetto che penalizza la Russia con le sanzioni nate a causa dell’intervento in Ucraina, che nelle previsioni di Mosca sarebbero state destinate ad esaurirsi in tempi assai più brevi, e invece resistono, contraddicendo anche singoli ammorbidimenti di nazioni interessate a riaprirsi le frontiere del mercato russo.

Nel tormentato attuale quadro internazionale, e in attesa di una soluzione della vicenda siriana che sembra prossima ma ancora non arriva, non c’è dubbio che agli occhi del leader russo l’Europa rappresenti l’anello debole, che può cedere da un momento all’altro, e soprattutto può cambiare indirizzo, in caso di successo delle forze populiste, rispetto ai tradizionali e consolidati assetti delle alleanze strategiche. Il Regno Unito, con il successo della Brexit e l’apertura, due giorni fa, della procedura per il divorzio dall’Unione; la Francia con la Le Pen arrembante, che se anche non riuscirà a farsi eleggere presidente corre sicuramente verso un risultato storico. E subito dopo l’Italia, in cui, almeno nei sondaggi, la primavera del Movimento 5 stelle resiste a qualsiasi turbolenza e alla penuria di risultati dell’amministrazione romana conquistata nove mesi fa.

Sì, non ci vuol molto a capire che nell’Europa di oggi noi siamo i più facili da destabilizzare; e l’Italia, per la sua importanza di Paese fondatore, può innescare una reazione a catena fino a minacciare la tenuta del sistema dell’euro e dell’Unione. Per questo, la simpatia con cui i 5 stelle venivano guardati da Oltreoceano nel 2013, adesso ha mutato segno.

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Marcello

Sorgi


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