Imperia
Tra i castagni di Riviera
il cinipide è in ritirata
Dopo 5 anni arretra l’infestazione: segnali di ripresa
E’ la bella sorpresa riservata dalla primavera 2015. In valle Argentina (e nella laterale valle Oxentina), ma anche in altre zone, castagni la cui ripresa vegetativa da diversi anni veniva impedita dal cinipide – la pianta non muore, ma viene ricoperta dalle galle, le escrescenze formate dal parassita, che accartocciano sul nascere le foglie e impediscono fioritura e fruttificazione, dando all’albero un triste aspetto autunnale già in estate –, mostrano per la prima volta di aver evidentemente prodotto degli anticorpi. E quindi i castagni sono tornati a sfoggiare la loro chioma con foglie e infiorescenze, che nei prossimi mesi produrranno i frutti da raccogliere in ottobre.
La “riscossa” di questo albero-simbolo del nostro entroterra è stata notata da chi vive nei paesi o frequenta i boschi: coltivatori, cacciatori, escursionisti. E ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi temeva un danno definitivo, un cambiamento traumatico del paesaggio, con tutte le conseguenze: a cominciare dalla mancata produzione di castagne (tanto da mettere in crisi gli organizzatori delle sagre, perché anche nelle regioni di maggiore produzione il cinipide ha colpito duramente) per arrivare all’impoverimento e al degrado del territorio, più esposto a dilavamenti e frane perché viene a mancare una protezione dalla violenza della pioggia. Senza dimenticare che ci sono ancora famiglie di contadini (poche, per la verità) che curano le piante e ne vendono i frutti.