ebook di Fulvio Romano

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martedì 15 luglio 2014

Come e dove la crisi ha colpito Imperia e Savona

LA STAMPA

Imperia

Crisi economica

Imperia e Savona

province difficili

Disoccupazione salita in media del 150% dal 2007

Cala il valore degli alloggi, in picchiata in consumi

Nella graduatoria finale della sofferenza per la crisi, che imperversa dal 2007, le province di Imperia e Savona si collocano tra le prime 30, rispettivamente al 26° e al 28° posto. Si potrebbe pensare che la situazione per il Ponente ligure non sia poi così drammatica. Ma, attenzione, questa volta la classifica, stilata dal Sole 24 Ore, premia le province che occupano le ultime posizioni.

Così si scopre che al 103 posto Vicenza risulta essere la provincia dove la crisi è meno forte, mentre Viterbo che occupa il primo posto ha la crisi più accentuata. La Spezia occupa la 89° posizione e Genova si colloca al 98° posto, di questa triste classifica nazionale. Analizzando la graduatoria finale attraverso i singoli indicatori presi come parametri di riferimento, la provincia di Imperia si colloca al 12° posto nella classifica per variazioni del Pil con un meno 11,7, e questa volta la graduatoria è quella tradizionale, mentre Savona si trova al 40° posto con un meno 6,2 per cento. Negativo anche il tasso di disoccupazione con una variazione per Imperia (25°) dal 4,75 per cento nel 2007 al 12,31 del 2013 pari ad una variazione complessiva del 158,1 per cento, mentre Savona (30°) è passata dal 4,30 al 10,61 per cento, con una variazione negativa del 147 per cento.

Nella graduatoria dei depositi bancari, Imperia è passata dagli 8.854 euro per abitante nel 2007 a 15.550 con una differenza del 75,6 per cento (66°) e Savona da 9.989 a 18.649 euro, con un aumento dell’86,7 per cento (76°). Ma se aumentano i depositi bancari, diminuiscono i prestiti personali. Imperia è passata da 12.460 euro nel 2008 a 10.564 nel 2013 con un negativo del 15,2 per cento (17°). Savona da 12.141 euro è passata a 11.058, con un -8,9 per cento (38°). Notizie più confortanti arrivano dai consumi, che collocano Imperia e Savona, rispettivamente al 96° e 98° posto, con una variazione negli ultimi 5 anni di meno 8,9 e meno 7,7. Gli altri indicatori, presi in considerazione nella mappa dell’Italia in crisi, riguardano la casa, le nuove auto, i rifiuti, e i farmaci. I prezzi medi di vendita al metroquadro per appartamenti nuovi di 100 mq. in zona semicentrale, sono passati ad Imperia (48°) da 2.500 euro (2007) a 2.150 con un 14 per cento in meno, e a Savona (95°) da 2.250 a 2050 euro con meno 8,9 per cento. Anche per le nuove auto, le notizie non sono confortanti. La diminuzione delle vendite per Savona (40°) è passata da 11.176 (2007) a 4.848 (2013) con una variazione in negativo del 56,6 per cento, e Imperia (44°) da 7.616 a 3.372 con meno 55,7 per cento. I rifiuti a Imperia (9°) sono passati da 652,6 kg.per abitante (2007) a 530,1 con un meno 18,8, e a Savona (19°) da 610,3 a 513,3 con meno 15,9. Infine i farmaci, con una diminuzione per Savona (30°) da 523,1 euro per abitante nel 2009, a 501,1 nel 2013 pari a meno 4,2. Mentre Imperia (35°) è passata da 474,8 a 459,1 con un meno 3,3 per cento. In questa lunga crisi, il fenomeno più evidente però è l’involuzione dei consumi. Si risparmia sul dentista, il tempo libero e la cultura, mentre sono incrementate le spese per le visite a psichiatri e psicologi.

MICHELE COSTANTINI



giovedì 26 giugno 2014

Greenpeace: A Vado l'impianto a carbone letale ("più di 100 morti premature l'anno")

LA STAMPA

Savona

Messaggio dal mare di Greenpeace

“A Vado l’impianto più letale”

La Rainbow Warrior apre a Savona la campagna anti-carbone

Il giallo dello striscione con la scritta “non è un paese per fossili” campeggia sul verde dello scafo della Rainbow Warrior, imbarcazione simbolo di Greenpeace, ieri ancorata al largo del porto di Savona, nel tour lungo le coste italiane contro i combustibili fossili. La nave è arrivata in una giornata difficile per Vado: alla fiera patronale i lavoratori di Tirreno Power hanno allestito un gazebo insieme ai disoccupati di altre aziende chiuse e in serata hanno partecipato alla processione di San Giovanni, contro la chiusura della centrale.

Sulla Rainbow Warrior è stata organizzata la conferenza stampa in cui Greenpeace ha spiegato i motivi della campagna «Non è un paese per fossili». All’incontro con Maurizio Loschi di Medicina Democratica, Andrea Boraschi di Greenpeace e Giovanni Durante della rete Fermiamo il carbone erano sta invitati il sindaco di Vado Monica Giuliano e quello di Quiliano Alberto Ferrando. Il sindaco Giuliano è rimasta a Vado per far sentire la sua vicinanza ai lavoratori dell’azienda mentre Ferrando si è reso disponibile per un incontro con Greenpeace fuori dai riflettori. A bordo anche i rappresentanti dei comitati attivi nella lotta contro la centrale, ben visibile dalla Rainbow Warrior ancorata al largo. Ma non è la prima volta per Greenpeace a Vado; dopo il blitz, nel 2001, di due attivisti incatenati all’ancora della petroliera Clare Spirit al terminal Esso per protestare contro la compagnia petrolifera che aveva finanziato la campagna elettorale di George Bush, nel 2009 11 militanti avevano scalato e “occupato” le ciminiere di Tirreno Power.

«Abbiamo avviato questa campagna per incontrare le comunità locali – ha detto Andrea Boraschi – e non è un caso che la prima tappa della Rainbow Warrior sia a Savona. Del carbone di Vado ci siamo occupati anche sul piano legale e avevamo lanciato l’allarme sulla centrale di Vado tempo fa. Benché non sia la centrale a carbone più inquinante in Italia è la più impattante, la più letale in termini sanitari. Lo studio sugli impatti sulla salute sono iniziati due anni fa, fatti dall’Università di Stoccarda. La ricerca si è basata su una metodologia terza, dell’Agenzia europea sull’ambiente, e su dati delle emissioni comunicati dalle aziende. E’ emerso che in Italia ci sono 500 morti premature annue causate dal carbone; sulla centrale di Vado è stato stimato un impatto sanitario di 120 morti premature l’anno. Questi dati escludono il carbonile e la movimentazione del carbone. Noi siamo solidali con i lavoratori di Tirreno Power, ma chiediamo responsabilità a loro e ai sindacati; l’azienda deve prevedere una conversione della centrale che garantisca sostenibilità e occupazione».

Dati che però Tirreno Power contesta perché «mai sottoposti a verifiche scientifiche o contraddittori e basati su modelli astratti. Nel concreto esistono altresì e in grande quantità dati consolidati nel tempo sulle misurazioni degli inquinanti dalle reti di controllo pubbliche che nel Savonese indicano valori tutti ampiamente sotto i limiti di legge, sia quando la centrale elettrica era in marcia sia con la centrale ferma, senza peraltro registrare evidenti cambiamenti nella qualità dell’aria dopo il blocco dei gruppi a carbone».

«Questo è un momento delicato, ma non siamo stati noi a chiuderei gruppi a carbone – ha detto Giovanni Durante - abbiamo solo chiesto la verità scientifica usando mezzi democratici». «La disoccupazione non si affronta con l’ottica del carbone – ha affermato Maurizio Loschi – ma con la bonifica e nuove forme di produzione energetica».

elena romanato



martedì 24 giugno 2014

Goletta verde e il Ponente: inquinate molte spiagge vicine ai torrenti

LA STAMPA

Imperia

ANALISI «cariche batteriche oltre i limiti» NEI PUNTI MONITORATI A DIANO, TAGGIA E VENTIMIGLIA

Acque e foci, i campionamenti

e la fotografia di Goletta Verde

Su cinque campionamenti effettuati dai tecnici della Goletta Verde in provincia di Imperia, tre sono risultati con «cariche batteriche oltre i limiti di legge». Stando alle analisi realizzate da Legambiente sono risultate «fortemente inquinate» le acque prelevate alla spiaggia in località Borgo Paradiso di Diano Marina. Situazioni meno gravi, ma comunque preoccupanti, quelle segnalate nel Comune di Taggia (foce torrente Argentina) e alla foce del fiume Roja a Ventimiglia, dove la Goletta Verde indica acque «inquinate». Segnali incoraggianti, invece, con campionamenti entro i limiti della norma alla foce del torrente Impero, a Imperia e a Sanremo, alla spiaggia dei Tre Ponti, uno dei lidi più amate dai matuziani (e non solo).

Questa è la fotografia scattata da Goletta Verde, la celebre compagnia di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Spiegano dall’associazione: «L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una Regione, analizzando il carico batterico che arriva in mare. Anche nel caso della provincia di Imperia, dunque, l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti “sospetti” segnalati dai cittadini, attraverso il servizio Sos Goletta».

L’associazione chiede alla Regione e agli enti territoriali, sia costieri che dell’entroterra, di intervenire con urgenza per risolvere e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani. «Dove si è adeguata la rete fognaria o rafforzato il sistema di depurazione i risultati ci sono - spiega Serena Carpentieri di Goletta Verde - Se le amministrazioni intervengono i risultati sono immediati».

Dice il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori: «Ringrazio Legambiente per averci segnalato un problema di cui siamo a conoscenza. Sono tre anni ormai che mi batto per poter costruire il depuratore. Ci riusciremo entro fine 2015. Voglio però precisare che il mare di Diano Marina è pulito, tanto è vero che non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione dall’Arpal, che è l’Ente che esegue costantemente i prelievi». [d.bo.]


Savona

Goletta Verde e i torrenti

Inquinamento a Pietra, Ceriale e alla foce del Letimbro

La Goletta Verde di Legambiente ha reso noti ieri i risultati del monitoraggio effettuato all’inizio del mese di giugno nella zona della foce dei principali totrenti liguri. Molte le criticità segnalate dagli ambientalisti che ieri hanno parlato di zone «fortemente inquinate» anche nel Savonese. Sei in particolare sono state le aree della nostra provincia sottoposte al monitoraggio di Legambiente. In tre casi sono risultati secondo la catalogazione di Goletta Verde «fortemente inquinato». Si tratta dei campionamenti effettuati nel comune di Ceriale, alla spiaggia in corrispondenza del canale sul lungomare Diaz. A Pietra, invece, la criticità è stata segnalata alla foce del torrente Maremola; a Savona, alla foce del fiume Lentimbro. Entro i limiti, invece, le analisi effettuate dagli ambientalisti ad Albenga (foce del fiume Centa); a Finale Ligure (foce del torrente Pora); a Vado Ligure (foce del torrente Quiliano). Santo Grammatico, presidente ligure di Legambiente: «La legge prevede l’obbligo per i Comuni di divulgare l’informazione al pubblico, anche attraverso la predisposizione di cartellonistica in prossimità dei tratti di mare balneabili, riportando il giudizio degli ultimi quattro anni di prelievi. Eppure in tutti i 13 punti di prelievo considerati balneabilinon c’è traccia di queste informazioni». [p.p.]



domenica 4 maggio 2014

I prodotti biologici dei conventi del Ponente ligure (Quel che passa il convento)

LA STAMPA

Imperia

Quel che

passa

il conve nto

Marmellate, gelatine, miele, olio, vino, grappa alle erbe, caramelle balsamiche e persino birra: solo soltanto alcuni dei prodotti che si possono mettere nel carrello della spesa in un tour enogastronomico fra monasteri e conventi delle province di Savona e Imperia. Un mondo poco conosciuto di sapori e profumi di una volta, con la garanzia del marchio biologico. Piccole oasi di pace anche quando, come avviene sulla costa, sono sempre più assediate dall’avanzare del cemento.

SAVONA Partendo da levante, la prima meta è nell’entroterra di Varazze: in località Le Faie, ecco l’eremo del Deserto (tel. 019-918050), circondato da antiche mura e boschi, abitato da sette frati carmelitani scalzi. Alcuni di loro, fra esercizi spirituali, preghiera e accoglienza ai pellegrini, trovano il tempo per produrre dell’ottimo miele, propoli, grappe ed elisir alle erbe. L’orario al pubblico va dalle 8,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 10. «Sono indicazioni di massima e consigliamo sempre di annunciarsi suonando il campanello all’ingresso», dice un frate.

Superando la splendida (e organizzatissima) abbazia di Finalpia, sulla prima collina di Loano si staglia la cupola della chiesa del convento di Monte Carmelo, fondato nel 1609 dalla famiglia Doria. «Abbiamo un’azienda di agricoltura biologica e da alcuni anni coltiviamo i nostri terreni storici - spiega il priore, padre Federico - l’analisi del suolo ha consigliato la coltivazione della vite e produciamo un ottimo Vermentino doc Riviera Ligure di Ponente». Il vino dei frati costa 10 euro a bottiglia. Non è tutto. Sono stati anche ampliati l’antico uliveto da cui si estrae un extravergine di Taggiasca e il frutteto, oggi rigoglioso, occupato in gran parte da agrumi, trasformati nel laboratorio «Carmelabor» in confetture, marmellate e sciroppi. In vetrina tanti altri prodotti come si legge sul sito montecarmeloloano.it (tel. 019 -668023). Il punto vendite è aperto tutti i giorni, festivi compresi (8,30-12 e 15,30-19). Le specialità si trovano anche in alcuni negozi ma non sono vendute online.

IMPERIA In uno dei simboli di Porto Maurizio, le splendide logge di Santa Chiara, si trova il monastero di clausura della clarisse fondato nel 1365 e ricostruito nel 1700 con l’attigua chiesa. Per il grande complesso di recente si sono resi necessari importanti lavori di restauro e per trovare fondi le sei religiose, guidate dalla madre superiora Maria Chiara, nei mesi scorsi hanno lanciato anche un appello via Facebook. Con la stessa finalità le suore vendono squisite marmellate, a base di agrumi. «Abbiamo anche del succo di limone in bottiglia. Tutto è prodotto con frutta del posto e per gli acquisti consigliamo di avvisare in anticipo». Il monastero, inserito nei «Luoghi del cuore» Fai, è in via Santa Chiara al Parasio (tel. 0183- 62762).

Sempre nell’Imperiese, la comunità monastica benedettina che dal 2003 ha ridato vita al convento dei Santi Nazario e Celso (tel. 0183-54501), in una zona isolata del comune di Borgomaro, nel pieno rispetto della tradizione ha puntato sull’olivicoltura: «Sono stati recuperati alberi secolari e ne abbiamo piantati di nuovi, tutti di varietà Taggiasca». In totale oltre cinquecento piante. «I risultati hanno premiato il nostro lavoro», ha detto padre Angelo. Le bottiglie di extravergine si vendono a offerta.

maurizio fico


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giovedì 19 dicembre 2013

Serial Killer? Vada pure, e faccia il bravo, neh!

LA STAMPA

Prima Pagina

Giustizia d’evasione

Breve viaggio panoramico nella testa del magistrato di sorveglianza che ha concesso il permesso premio al serial killer di Savona da ieri alla macchia.

«Dunque, Gagliano, riepiloghiamo. Lei nel 1981 uccide la prostituta con cui ha una relazione sfondandole il cranio a colpi di pietra. L’anno seguente, sfruttando una licenza, sequestra una famiglia e spara a casaccio addosso ai passanti. Passano sette anni e durante un permesso premio ammazza una transessuale e un travestito. Il giorno successivo trapassa la gola a una prostituta, che sopravvive per miracolo. E poi? Ah, ecco… arrestato, evade di nuovo durante un altro permesso premio e spara in faccia alla sua compagna. Si costituisce, evade ancora due volte e, tra un’evasione e l’altra, prende a pistolettate un metronotte… Qui si apre il capitolo delle rapine, se non sbaglio. Nel 2005, ormai quarantaseienne, svaligia supermarket e uffici postali. Arrestato, esce per l’indulto ma torna dentro la settimana dopo: aveva estorto dei soldi a un imprenditore… In carcere, nel corso di un interrogatorio, afferra l’attaccapanni e sfascia la sala colloqui. Polizia e carabinieri la segnalano come individuo molto pericoloso. Mmm… Tutto ciò visto e considerato, ritengo che nulla ostacoli la concessione di un nuovo permesso premio. Vada pure, Gagliano. E mi raccomando, faccia il bravo».

P.S. Il monologo del giudice è immaginario (ma non troppo, temo). Mentre le parole del direttore del carcere di Genova - «Non eravamo a conoscenza del suo passato di serial killer. Credevamo fosse solo un rapinatore» - sono drammaticamente autentiche.

Massimo Gramellini


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