lunedì 14 novembre 2016

stregati dalla Luna più grande

LA STAMPA

Cultura


Tutti pazzi per la Luna. Ma anche tutti in ansia per la sonda Schiaparelli, tutti in esaltazione per la missione Rosetta e tutti un po’ astronauti tra una capriola e l’altra della Cristoforetti. È lo Spazio, bellezza. L’infinitamente grande, che ci avvolge, ci permea, ci incute timore e domande. E, soprattutto, ci meraviglia. 
Nell’epoca del tutto e subito, della tecnologia che trasforma l’impensabile in possibile, dei mondi virtuali e della realtà 3D, dei ritocchini di photoshop e dei filtri di Instagram, l’Universo, nella sua misteriosa complessità, pare rimanere uno degli ultimi presidi di meraviglia. Qualcosa a cui affacciarsi, con un occhio a wikipedia e l’altro a Piero Angela, consapevoli di non padroneggiare la materia ma pronti a metterci in gioco, a godere della maestosità della natura, a vivere il momento percependone l’unicità. Perché è questione di istanti, di minuti, di quel «primo passo sulla Luna» in cui bisogna esserci. Per diventarne testimoni. E quindi partecipi. Per risvegliare il Jules Verne che c’è in noi, e divagare con la fantasia, ma pure riabbracciare e quasi ringraziare il Galileo Galilei che, a nostra insaputa, convive con noi e la nostra storia. Siamo un po’ tutti «esploratori in pantofole», capaci di grandi imprese, soprattutto quando sono altri a compierle. Altri che stimiamo, invidiamo, a cui affidiamo il nostro istintivo desiderio di andare oltre. E in notti come queste, in cui «Sorella Luna» si mostra come mai in questi 70 anni, si vuole essere presenti. Un evento che diventa occasione di un moltiplicarsi di eventi: l’appuntamento con la meraviglia si fa social, la Natura che si espone nella sua colorata potenza va affrontata insieme in una sorta di abbraccio collettivo, un happy hour con la scienza per sentirsi un po’ meno piccoli e un po’ meno fragili. Ma in un Paese dove c’è sete di cultura e divulgazione scientifica, e lo dimostrano i numeri dei festival di settore, delle mostre e dei musei che con taglio moderno e interattivo sanno intercettare il pubblico dei non addetti ai lavori, fenomeni come la «Super Luna» andrebbero presi al volo, per amplificare le offerte di conoscenza e i percorsi di approfondimento. E l’Universo, con il suo fascino e i suoi intriganti enigmi, nelle sue pieghe tra spazio e tempo, racchiude tutto questo potenziale, soprattutto nei confronti dei più giovani: sa emozionare e stupire, sa spaventare e sorprendere, sa far smuovere teorie e creatività. Un ambiente privilegiato quindi, con l’asticella che si alza sempre di più, in cui avvicinarsi ai concetti di fisica, chimica e matematica; in cui misurarsi con la ricerca pura e applicata, in cui trovare sbocchi professionali e ricadute nella quotidianità. E per i più romantici, nessun allarme. «Gli uomini continueranno a vedere la Luna così come appare dalla Terra, anche se la sua conoscenza fisica e scientifica potrà essere approfondita o modificata» - scriveva Giuseppe Ungaretti a commento dello sbarco sul satellite -. «Per gli effetti ottici che ha sulla Terra, la Luna rimarrà sempre per i poeti, e penso anche per l’uomo qualunque, la stessa Luna». Una Luna che questa notte verrà di nuovo conquistata. E sarà fatto, c’è da scommetterci, a colpi di selfie.

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Federico Taddia


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