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giovedì 28 marzo 2013

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Parla l’ex socio: Casaleggio è la mente, Grillo il megafono

(in dialetto piemontese si potrebbe commentare: “A sôma bin ciapà...!” Siamo nelle mani di un oscuro tecnico visionario del Web... Orwell, dove sei?)

da Il Fatto Quotidiano di oggi:


Enrico Sassoon: “Ecco perché Casaleggio scelse Grillo”

L'ex socio dell'imprenditore informatico racconta la genesi della collaborazione con il comico genovese: "Credo che il blog fosse un'idea di Casaleggio, Grillo non ha speso un euro". E parla della polemica dei troll: "La denuncia di Grillo è curiosa: ha fatto esattamente quello che lamenta ora"


Quando ha incontrato Casaleggio?
Ci siamo conosciuti nel 2000, quando sono entrato a far parte del Cda di Webegg come consigliere indipendente. Quando nel 2004 Casaleggio fonda la sua società di consulenza e strategie di rete (che cura il sito di Grillo), mi propone di acquisire una quota e io entro come socio di minoranza con il 10%. In quell’epoca ero l’ad di American chamber of commerce. Ho lasciato la Casaleggio Associati perché c’erano fazioni in rete, esterne e interne al Movimento, che mi diffamavano. Né Grillo né Casaleggio mi hanno difeso. Sono stato costretto a lasciare pur non avendo mai scelto di fare politica con il M5S. Non mi ha colpito la rete, ma persone che hanno trovato la mia figura professionale poca consona al Movimento.
Come può un sito attirare milioni di visite che diventano milioni di voti?
Perché Grillo ha toccato corde di carattere sociale e politico che hanno persuaso un numero crescente di persone. Credo che il blog sia un’idea di Casaleggio, penso che Grillo non sapesse proprio nulla di Internet quando gli fu proposto. Casaleggio ha notato il successo di Grillo che faceva spettacoli con una componente di critica sociale e politica molto aggressiva. Ha pensato che potesse essere utile sfruttarlo e inserire Internet, le connessioni immediate, negli spettacoli in maniera tale che potesse far vedere le cose di cui parlava, ricordo ad esempio la vicenda Telecom. Hanno usato molto la famosa mappa del potere, elaborata da Casaleggio e Associati, che dimostrava come poche persone controllano molti Cda.
È stato anche un affare economico?
È convenuto per un breve periodo di tempo. Che io sappia, Grillo non ha mai pagato niente, non ha speso un euro, ma ha dato in concessione la vendita di dvd e libri. Pubblicità? Non ho idea. La Casaleggio ha un passivo non drammatico per una società che non supera 1,5 milioni di fatturato. Pura fantasia che la Casaleggio Associati abbia costruito un impero con quel fatturato.
Otto anni governando la rete, ora Grillo segnala “gruppi pagati per gettare fango”, i troll.
Mi sembra strano che si lamenti di interventi in rete di cui lui è stato il primo esempio. Come leggo nei commenti al blog, quelli più seguiti e votati, la maggior parte sono molto critici con la sua denuncia. La presa di posizione di Grillo è oggettivamente molto curiosa: lui ha fatto esattamente quello che lamenta in questo momento, e solo perché è rivolto contro di lui…
Ma Internet è davvero sinonimo di trasparenza?
La rete è uno strumento come il telefono o come la televisione, ma ha barriere di accesso più basse. La rete non significa democrazia, se usata male può anche significare attentato alla democrazia. Chi vuole identificare la rete come democrazia, e si immagina un popolo della rete, dice cose sostanzialmente sbagliate. La rete è lo strumento più potente per fare politica, nessuno, però, la usa in maniera sistematica come loro.
L’hanno usata per le Parlamentarie: poca partecipazione, tante polemiche.
Quando si selezionano persone per creare dei candidati queste persone dovrebbero essere selezionate per capacità, competenze, onestà, storie personali, quanto tutto questo sia stato possibile verificarlo attraverso le Parlamentarie, non ne ho idea e non ce l’ha nessuno se non chi le ha organizzate mettendo i filtri.
Quanto durerà il M5S in Parlamento?
La proposta politica di Grillo dipenderà dalla capacità di trasformare in programmi quelle che sono finora essenzialmente parole d’ordine peraltro abbastanza elementari e in parte solo di protesta. Per fare questo mi sembra che venga utilizzata una tecnica che ricorda molto quella economica del crowdsourcing (chiedere supporto alle folle, ndr), cioè quando un’azienda o una persona si rivolge a una comunità online, più o meno specialistica, per risolvere un problema e ricevere proposte che poi dovrà scegliere, premiare e infine utilizzare. Questo richiede due condizioni: la prima che esista un pensiero strutturato, la seconda che ci sia un’organizzazione capace di filtrare quello che arriva. Ascoltando Grillo che utilizza questi termini in maniera piuttosto confusa, che sono certamente patrimonio culturale di Casaleggio, ho la netta sensazione che si illudano di fare crowdsourcing politico non avendo per ora né una struttura organizzata né un pensiero realmente definito.
Chi è imprescindibile per il Movimento: Casaleggio o Grillo?
Mi pare che l’uno non viva senza l’altro. La parte ideologicamente più preparata mi sembra sia quella di Casaleggio, Grillo è un megafono che ripropone delle elaborazioni che non necessariamente gli appartengono.
da il Fatto Quotidiano del 28 marzo 2013

Massime Piemonte da 5,9 a 8,9 gradi...



Nuvolo in Piemonte, nuvolo sul Ponente...

Webcam Imperia Portò Maurizio

Povero Crimi, non può parlare, se parla viene sconfessato dai due capi...

.. Uno a Milano, l'altro a Genova i due personaggi che oggi hanno in ostaggio l'Italia, prendono in giro il povero Bersani... Il fatto è che, oltre al paese, prendono in giro anche quel buon terzo di loro elettori che non sono talebani, né comici, né oscuri manager di Rete, e che non sono certo d'accordo con i due boss e con i loro "nominati" in parlamento...

Leggete da La Stampa:

27/03/2013
L'ultimo pasticcio di Crimi,
messo sulla graticola dei capi
La vera posizione del M5s, se Bersani fallisse, è: torneremo a chiedere noi l'incarico per un governo a cinque stelle
E niente, Crimi era stato più simpatico della Lombardi a molti degli osservatori - dopo l'incontro in streaming con Bersani - ma un'altra volta è finito vittima di un malinteso causato da lui stesso. Simpatico e quasi pacioso con Bersani, rispetto alle uscite sgradevoli della Lombardi, ma anche abbastanza pasticcione nei rapporti con i media. Ingenuo, a meno che non si voglia sospettare chissà quali - davvero cervellotiche - strategie di depistaggio operate apposta.

E' successo questo: inseguito per l'ennesima volta dai cronisti, il capogruppo M5s al Senato s'è infine lasciato scappare questa frase: "Se Napolitano fa un altro nome è tutta un'altra storia". Poi ha aggiunto: "E' bene che il Pd non lo faccia, altrimenti lo brucia. Non voteremo mai un governo targato Pd anche se guidato da una persona terza". E capirai, apriti cielo. In una situazione politicamente quasi di disperazione, molti hanno ritenuto che queste parole significassero un'apertura di Grillo a un'ipotetica opzione B, gestita da Napolitano. Con il quale, questo è vero, i rapporti non sono poi così cattivi; anzi, Grillo non ha fatto mistero, fin dall'inizio di questa tornata post voto, di voler parlare solo con il capo dello Stato, bypassando i leader di partiti che giudica morti.

Solo che, al momento, l'apertura non è nella realtà, almeno dei due fondatori e del loro gruppo. Quando le parole di Crimi sono state riferite a Milano e a Genova, sono state accompagnate da questa domanda: "Sarebbe possibile appoggiare un governo non del Pd, guidato da un altro nome rispetto a Bersani, e scelto direttamente da Napolitano?", la risposta è stata un secco no, che Crimi deve imparare a rispondere sì sì e no no anche agli assedi dei media. E stare al punto del momento, non tocca a lui proiettarsi in avanti. Non a caso, di lì a poco Crimi ha precisato, sostanzialmente smentendo.

La traduzione è che, per ora, se fallirà Bersani, ormai appeso davvero a un esilissimo filo, il Movimento 5 stelle riproporrebbe la sua richiesta: assumersi direttamente la responsabilità di governo (pronto, nel caso, anche a fare un nome). Toccherebbe naturalmente a Napolitano decidere a quel punto il da farsi, e eventualmente sparigliare questa impostazione con la sua opzione B. Solo in quel momento, ma quando questa via si sarà materializzata, staff e senatori si troverebbero a dover decidere che fare, "dentro, allora sì, un altro scenario", che al momento non c'è.
twitter @jacopo_iacoboni

Dal satellite, il flusso è da Ovest...

Meteosat

Minime del Ponente ligure, tra 7 e 9 gradi...

Grafico Arpal temperature di Sanremo

Le minime del Piemonte...



mercoledì 27 marzo 2013

Lo strano arcobaleno di Parigi...

La settimana scorsa uno strano fenomeno, durato pochi minuti, ha colpito i parigini. Un orizzonte colorato come un arcobaleno nel pieno di una giornata di pioggia, con nuvole. E, la fascia colorata dietro la Tour Eiffel, era proprio un arcobaleno, disposto lungo l'orizzonte, perché contrariamente a quanto di solito succede in quel momento il Sole era molto alto e l'arcobaleno, che si forma sulla parte opposta a quella del Sole, copriva appunto l'orizzonte. Insomma, i parigini vedevano soltanto i culmine dell'arcobaleno... La parte restante era sotto l'orizzonte.

Astronomy Picture of the Day

A Horizon Rainbow in Paris

Image Credit & Copyright: Bertrand Kulik



Ponente ligure, ovunque massime di 12 gradi...

Grafico Arpal delle temperature di Sanremo

Piemonte, massime sempre basse...

Dai 5 gradi di Cuneo agli 8,5 di Vercelli...