ebook di Fulvio Romano

sabato 3 maggio 2014

Imperia. C'era una volta un pastificio di famiglia...

LA STAMPA

Imperia

C’era una volta

un pastificio

“di famiglia”

Gandolfo : “Nel ’74 la quattordicesima”

Sista: “Figlio di operaio, ricordo i doni”

C’era una volta l’Agnesi: un’azienda di famiglia che dava lavoro sicuro e non aveva (quasi) problemi. A ricordare un passato importante e chiedere di conservare un’azienda-simbolo sono due imperiesi legati allo storico marchio. Entrambi accolgono con favore la proposta di Capacci, aggiungendovi una sorta di «azionariato popolare» che coinvolga ogni cittadino.

Giovanni Gandolfo, che è stato consigliere provinciale del Pd e tuttora è nell’organizzazione del partito, ricorda il suo passato da sindacalista: «Correva l’anno 1974 e da pochi mesi ero rappresentante della Cisl. La mia prima assemblea fu all’Agnesi e la prima trattativa sindacale fu per il contratto integrativo aziendale. Fui sorpreso che al tavolo partecipasse “u sciu Vincensu” , Vincenzo Agnesi, storico imprenditore, aveva in massima considerazione i “suoi dipendenti”: da quell’anno il personale godette della quattordicesima. Mi colpì la disponibilità dell’imprenditore a rendere partecipi i propri collaboratori dei positivi risultati aziendali. Ci confermò che con la Barilla non c’era storia (vinceva Agnesi) mentre con la De Cecco la partita era sempre aperta. Altri tempi». Prosegue: «L’Agnesi era parte della “cultura industriale” della città e del comprensorio insieme a Carli, Alberti, Sasso, Berio e Kernel. L’azienda non può lasciare Imperia: per i tanti posti di lavoro che si perderebbero, per la perdita di un “sapere produttivo” che ricadrebbe negativamente sulle future generazioni».

A ricordare il «gigante decaduto» è anche lo studioso dell’arte e dell’ambiente Alfonso Sista: «Sono figlio di un operaio Agnesi, ormai deceduto da tempo, uno degli imperiesi che da quella industria ha tratto sostentamento e mai avrei immaginato che potesse chiudere. Per me era il luogo dove mio padre lavorava e manteneva la famiglia: ricordo come da piccolo aspettassi Natale, perché a tutti gli Agnesi donavano un panettone Motta, e Pasqua la colomba Alemagna. Ora si recita il necrologio funebre di questa industria vitale per Imperia e provincia, vittima di incapacità imprenditoriale mascherata da “esigenze di mercato”, disimpegno dell’attuale proprietà. E che dire dell’insipienza della classe politica imperiese, e non solo, che nei decenni trascorsi non ha saputo dare risposte alle esigenze di sviluppo dell’azienda, oppure dalla mancata istituzione del Distretto alimentare?». [e. f.]



La terapia dell'orto per una nuova vita

LA STAMPA

Cultura

La terapia dell’orto

per una nuova vita

Parco di Monza. Alla Cascina Frutteto che anticamente forniva le cucine della Villa Reale dei ragazzi portano dell’insalata appena colta.

«A parte gli asparagi coltiviamo di tutto, ed è tutto biologico. Adesso abbiamo zucchine, cavoli, alcune varietà di pomodori, coste, carote...», spiega Maurizio Ferrandina, terapista della riabilitazione psichiatrica e occupazionale che coordina il gruppo di ortoterapia formato da 15 ragazzi e 35 volontari (quasi tutti pensionati brianzoli) presso la Scuola Agraria del Parco di Monza (fondata nel 1902; circa 1800 studenti seguono ogni anno i corsi di formazione per giardinieri, arboricoltori, ortoterapisti etc).

Ferrandina entra in una stanza della cascina dove, tra cartoni e vari arnesi, ha la sua scrivania. Sul piano scorgo delle cesoie. Domando: non è rischioso far usare certi attrezzi a giovani che arrivano dai Servizi di salute mentale, dai Tribunali e dal carcere minorile? «Vuole che mandi a tagliare le rose con le forbicine da unghie? Non tratto nessuno come uno scemo», ribatte.

«L’operatore che decide di attuare seriamente una riabilitazione con un percorso di ortoterapia deve far usare tutti gli attrezzi, dal rimorchio alla motosega, assumendosene responsabilità e rischi. Problemi? Solo una volta. Avevo chiesto forse troppo a una persona. Lui si è arrabbiato, mi voleva schiaffeggiare. Sono intervenuti gli altri del gruppo e l’hanno bloccato». Racconta degli orti (2 spazi, in tutto 800 metri quadri offerti dalla Scuola) e di come le strutture sanitarie che inviano i giovani versano ai partecipanti un piccolo compenso mensile.

Chi è il più bravo? «Il gruppo. Sono molto affiatati», sorride. In tempi di assurdi boschi verticali e orti sui terrazzi, di giardinieri star e altre futilità a Cascina Frutteto si respira ben altra aria: davvero la natura - un giardino, uno spazio coltivato - può essere un prezioso complemento alle cure per i portatori di handicap fisici o psichici. Welfare verde. L’esperienza dei giardini terapeutici (gli «healings gardens» nati negli Usa) e decine di ricerche internazionali hanno da tempo dimostrato i benefici di queste terapie.

«Ma sfatiamo il detto “zappa che ti passa”!», sottolinea l’agronoma Carla Schiaffelli, responsabile a Monza della formazione. Occorrono progetti seri e operatori che devono avere sia competenze agronomiche che saper gestire disagio e disabilità, insegnare a vangare e capire cosa si nasconde dietro un silenzio.

Proprio per divulgare queste esperienze alla scuola di Monza, pioniera in Italia anche nei corsi per ortoterapisti (sempre più richiesti da coop sociali, ospedali, case di riposo per anziani) lo scorso gennaio è nata l’Associazione italiana ortoterapia (www.assiort.it), presidente lo psichiatra veronese Alessandro Castellani, vicepresidente la psicologa Roberta Ottolini. Dalla teoria alla pratica. E’ la storia di Maurizio Ferrandina, 52 anni, diplomato in Agraria, studente di Medicina («Non sono riuscito a laurearmi lavorando; ho seguito un corso di terapista») che, prima di arrivare a Monza, per anni ha operato all’Istituto dei tumori di Milano.

«Là non c’erano né giardini né terrazzi. Giravo per vari reparti; con i ragazzini trapiantati di midollo e gli amputati facevo terapie di supporto. Grazie alla prof Gemma Martino - grande donna - ho trovato dei mondi. Non importa il ruolo ma essere in contatto diretto con i pazienti». Quando scopre che alla Scuola Agraria si tengono corsi per ortoterapisti Ferrandina s’iscrive; e oggi non solo insegna ma oltre al gruppo di Monza lavora anche con i malati psichiatrici degli ospedali di Sesto, Vaprio e Trezzo d’Adda.

«L’orto», spiega, «è una tecnica come la musica o l’ippoterapia. L’importante non è la bontà dell’insalata ma riannodare fili che si sono interrotti». Da 2 anni la mensa della Scuola d’Agraria compra quei buoni ortaggi, ma per i suoi ragazzi Maurizio Ferrandina vuole il futuro. A Villa Reale fervono i lavori: sarà la prestigiosa sede di rappresentanza dell’Expo 2015 su «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Nessun orto è più in tema di quello dei 15 giovani e 35 volontari nel vicino Parco. Ma, finora, nessuno li ha coinvolti.

Chiara Beria

Di argentine

Maggio, ponte di pioggia: i totali..

Cuneo 33 mm nei tre - quattro giorni del ponte
Torino: 55 mm
Asti 64 mm
Verbania : 80 mm
Novara: 15 mm
Alessandria: 35 mm
Biella : 62 mm
Vercelli: 38 mm

Ponente ligure, minime di 14º ! E, alla fine, non è poi piovuto...


minime stamane tra 7,2º e 9,5º... ieri sera minime tra 7,4º e 10,8º

CapoluogoMinima (°C)
02/05/2014
Massima (°C)
02/05/2014
Minima (°C)
03/05/2014
Massima (°C)
03/05/2014
Grafico
TORINO9,813,47,2-vai
BIELLA9,614,79,5-vai
VERCELLI10,615,38,5-vai
NOVARA10,215,79,4-vai
VERBANIA8,914,08,2-vai
CUNEO7,411,08,6-vai
ASTI10,815,28,7-vai
ALESSANDRIA10,614,58,9-vai

Le temperature estreme giornaliere per la giornata di ieri sono rilevate a partire da dati massimi e minimi strumentali campionati ogni 5 secondi. Per la giornata odierna gli estremi sono rilevati a partire da dati puntuali campionati ogni 30 minuti.

venerdì 2 maggio 2014

Afghanistan: valanga di fango su villaggio, centinaia di morti

Afghanistan, frana su un villaggio nel nord est: almeno 350 morti

I funzionari locali nella provinciadi Badakhshan hanno confermato che ci sono anche 250 persone che risultano disperse. La "valanga" di fango su Ab-e-Barike è stata provocata dal maltempo. Secondo Naveed Ferotan, portavoce del governatore di Badakhshan, i morti potrebbero essere oltre 2.100. Gli Stati Uniti "sono con il popolo afghano" e sono "pronti ad aiutare per far fronte al disastro", ha detto il presidente Barack Obama ai giornalisti

Afghanistan, frana su un villaggio nel nord est: almeno 350 morti

Una valanga di fango su un villaggio. Una tragedia che sa di disastrose, dovuta al maltempo ed all’incuria umana, ha colpito l’Afghanistan nord-orientale dove il cedimento di una collina dovuto a piogge battenti ha causato due frane che hanno sepolto centinaia di case nella provincia di Badakhshan, con un bilancio accertato di almeno 350 morti. Fonti locali, fra cui il governatore provinciale, hanno però alzato il bilancio delle vittime, fissando il numero fino a “2.500 morti“.

Reagendo tra i primi, il presidente Usa Barack Obama ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti “sono con il popolo afghano” e sono “pronti ad aiutare per far fronte al disastro”. Si tratta della seconda emergenza di questo tipo che ha colpito l’Afghanistan. La scorsa settimana, infatti, temporali insoliti per la stagione e lo scioglimento delle nevi si sono coalizzati provocando lo straripamento di fiumi ed inondazioni in cinque province del nord-ovest afghano, con la perdita di circa 180 vite umane e gravi danni a infrastrutture, bestiame e raccolti.

L’allarme è scattato all’inizio del pomeriggio nel distretto di Argo quando, a seguito di giorni di piogge battenti, una quantità enorme di acqua, terra e sassi si è abbattuta su un villaggio nell’area di Aab Barik, seppellendo fra 200 e 250 modeste case ed una moschea. Secondo il capo del consiglio provinciale Abdul Wahed Tabibi, il luogo era pieno di fedeli convenuti per la preghiera del venerdì. A quanto sembra, tragedia nella tragedia, due ore dopo la prima valanga dalla collina sovrastante la zona si è staccata una seconda frana che ha seppellito centinaia di soccorritori che si adoperavano, anche a mani nude, nel salvataggio del maggior numero possibile di persone.

Il governatore di Badakhshan, Shah Waliullah Adib ha quindi lanciato un appello accorato a soccorsi rapidi. “Per noi è fisicamente impossibile far fronte a questa emergenza – ha detto – perché non abbiamo nemmeno un numero sufficiente di pale, e c’è grande necessità di macchinari”. Date le dimensioni della catastrofe in una regione dell’Afghanistan carente di infrastrutture e di comunicazioni, il presidente Hamid Karzai ha ordinato l’intervento dell’esercito nei soccorsi a cui si sono aggiunti, ha indicato l’Unama, anche reparti speciali della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

Confinante con Tagikistan, Cina e Pakistan, la provincia di Badakhshan è racchiusa nelle montagne dell’Hindu Kush e del Pamir. Secondo gli ambientalisti da decine di anni la popolazione locale taglia gli alberi e gli arbusti per uso domestico, e questo ha praticamente rimosso ogni ostacolo naturale ai fenomeni di smottamento di terra.

Cuneo, 27 mm di pioggia negli ultimi 3 giorni


Massime, dieci gradi di meno! Ora piove sul Basso Piemonte

CapoluogoMinima (°C)
01/05/2014
Massima (°C)
01/05/2014
Minima (°C)
02/05/2014
Massima (°C)
02/05/2014
Grafico
TORINO6,223,810,412,5vai
BIELLA8,323,19,712,9vai
VERCELLI7,823,611,213,6vai
NOVARA8,722,811,514,3vai
VERBANIA7,022,910,212,3vai
CUNEO6,920,29,310,9vai
ASTI6,921,611,413,8vai
ALESSANDRIA7,623,310,714,5vai

Le temperature estreme giornaliere per la giornata di ieri sono rilevate a partire da dati massimi e minimi strumentali campionati ogni 5 secondi. Per la giornata odierna gli estremi sono rilevati a partire da dati puntuali campionati ogni 30 minuti.