ebook di Fulvio Romano

venerdì 2 maggio 2014

Minime tra 9,3º e 11,6º. Pioggia tra Torinese ed Astigiano

Temperature osservate

CapoluogoMinima (°C)
01/05/2014
Massima (°C)
01/05/2014
Minima (°C)
02/05/2014
Massima (°C)
02/05/2014
Grafico
TORINO6,223,810,4-vai
BIELLA8,323,19,7-vai
VERCELLI7,823,611,6-vai
NOVARA8,722,811,6-vai
VERBANIA7,022,910,5-vai
CUNEO6,920,29,3-vai
ASTI6,921,611,4-vai
ALESSANDRIA7,623,310,7-vai

Le temperature estreme giornaliere per la giornata di ieri sono rilevate a partire da dati massimi e minimi strumentali campionati ogni 5 secondi. Per la giornata odierna gli estremi sono rilevati a partire da dati puntuali campionati ogni 30 minuti.

giovedì 1 maggio 2014

E poi, l'arcobaleno...

ore 20.01...

Ponente, minime da 11º, massime tra 19º e 21º...


Sole e ripresa delle temperature: massime tutte sopra i 20º

CapoluogoMinima (°C)
30/04/2014
Massima (°C)
30/04/2014
Minima (°C)
01/05/2014
Massima (°C)
01/05/2014
Grafico
TORINO7,315,46,423,7vai
BIELLA9,416,28,522,5vai
VERCELLI9,214,97,822,7vai
NOVARA10,414,68,720,9vai
VERBANIA8,417,37,122,9vai
CUNEO7,512,77,020,2vai
ASTI9,114,56,921,2vai
ALESSANDRIA9,016,07,723,0vai

Le temperature estreme giornaliere per la giornata di ieri sono rilevate a partire da dati massimi e minimi strumentali campionati ogni 5 secondi. Per la giornata odierna gli estremi sono rilevati a partire da dati puntuali campionati ogni 30 minuti.

San Fiorenzo di Bastia, la firma dell' Orso nella Cavalcata dei vizi...

Le guide attribuiscono la cavalcatura dell'Ira alla Jena o ad altre bestie simili... Ma invece è l'Orso, come si evince dalla "firma"-didascalia, che spiega: l'ors... Da leggersi l'urs , in pieno dialetto piemontese...


Novara, per i giovani c'è occupazione in agricoltura...

LA STAMPA

Novara

Occupazione, per i giovani

c’è spazio nell’agricoltura

A Oleggio la fiera del settore: oggi panoramica con 200 stand

Calano le iscrizioni complessive ma rispetto al 2012 ci sono più giovani impegnati tra campi e coltivazioni. Il quadro emerge dall’analisi della Camera di commercio sull’andamento delle imprese agricole novaresi.

Oggi a Oleggio c’è la Fiera agricola numero 16. E’ l’occasione per fare il punto. Sono poco meno di 3 mila le attività in provincia: dai piccoli coltivatori diretti alle aziende più grandi. Nell’anno passato sono nate 74 nuove imprese, il 6,3% in meno del 2012. Il dato complessivo è in contrasto con il numero delle iscrizioni di aziende dirette da persone che hanno meno di 35 anni: più 13%.

«La tendenza rispecchia la crescita delle iscrizioni agli istituti agrari – dice Gian Carlo Ramella, direttore di Coldiretti Novara Vco -. Siamo un settore in evoluzione. Teniamo duro anche se ci sono momenti di difficoltà. I ragazzi devono essere aiutati a scoprire le potenzialità del comparto. Attendiamo il nuovo piano di sviluppo rurale proprio per capire quali potranno essere gli incentivi per loro».

Il fondo precedente, attivo dal 2007 al 2013, ha per ora consentito di erogare 2 milioni di euro a 80 imprenditori novaresi under 40. Altri 6 milioni sono andati a circa 150 altre aziende della provincia. «Secondo le prime linee di indirizzo, il piano verrà incrementato – sottolinea Roberto Sonzini, direttore di Confagricoltura Novara Vco -. Il premio per le nuove imprese potrebbe arrivare a 70 mila euro ma non sarà un banale contributo. Bisogna promuovere la crescita del settore, fornire incentivi alle imprese che vogliono investire». Oggi alle 9,30 via alla fiera e si avrà una panoramica della situazione. Più di 200 gli stand allestiti dai produttori sull’Allea e in centro. Il Comune e le organizzazioni si aspettano oltre 20 mila visitatori. In piazza Martiri vengono parcheggiati i trattori del secolo scorso. Il museo civico è aperto per le visite guidate alla sezione agricola.

Al Foro Boario la mostra interprovinciale della razza Frisona: 40 bovini in esposizione. «Incontrerò gli operatori del settore - promette l’oleggese Elena Ferrara, senatrice del Pd e in commissione Agricoltura -. Dobbiamo valorizzare il made in Italy. Il peso della crisi economica e gli effetti della concorrenza internazionale non possono ricadere solo sui produttori». Il tema verrà affrontato proprio a Oleggio il 10 maggio in un incontro rivolto alle associazioni di categoria e alle forze dell’ordine che si occupano di tutela del territorio.

Al dibattito parteciperà anche la senatrice Leana Pignedoli, vicepresidente in commissione Agricoltura a Palazzo Madama.

filippo massara


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Ponente ligure, minime tra 10 e 11 gradi...



Minime tra 6,4º e 8,7º... Oggi sole prevalente fino a sera...

CapoluogoMinima (°C)
30/04/2014
Massima (°C)
30/04/2014
Minima (°C)
01/05/2014
Massima (°C)
01/05/2014
Grafico
TORINO7,315,46,4-vai
BIELLA9,416,28,5-vai
VERCELLI9,214,97,8-vai
NOVARA10,414,68,7-vai
VERBANIA8,417,37,1-vai
CUNEO7,512,77,0-vai
ASTI9,114,56,9-vai
ALESSANDRIA9,016,07,7-vai

Le temperature estreme giornaliere per la giornata di ieri sono rilevate a partire da dati massimi e minimi strumentali campionati ogni 5 secondi. Per la giornata odierna gli estremi sono rilevati a partire da dati puntuali campionati ogni 30 minuti.

Imperia, l'Agnesi chiude a fine anno...

LA STAMPA

Imperia

IMPERIA ANNUNCIO CHOC DEI SINDACATI IERI MATTINA, NONOSTANTE LA NOTIZIA FOSSE NELL’ARIA DA TEMPO

Ufficiale: l’Agnesi chiude a fine anno

La decisione comunicata durante il vertice a Perugia dai manager della Colussi

«Il pastificio Agnesi di Imperia chiuderà i battenti alla fine dell’anno». La notizia, ormai nell’aria da tempo, è stata ufficializzata ieri mattina dai sindacalisti reduci da un incontro con i vertici della Colussi a Perugia. L’amaro e ingrato compito di dire finalmente le cose come stanno è toccato da Gianni Trebini della Cgil e Guido Fabiano della Cisl, nel corso di un incontro nella sede della Compagnia Maresca, a pochi passi dal pastificio. Ad ascoltarli, oltre ai cronisti, anche un gruppo di lavoratori.

Spiegano Trebini e Fabiano: «I vertici della Colussi ci hanno detto con chiarezza che per il Gruppo non c’è più alcun interesse a produrre pasta a Imperia. Per questo il pastificio chiuderà a dicembre. L’unico spiraglio, peraltro molto debole, è che se si trovasse un partner, una piccola parte dei dipendenti imperiesi, forse venti su 130, potrebbero essere reimpiegati in un nuovo impianto per il confezionamento di sughi, da realizzare in Valle Impero. Al di là delle congetture, la trite verità è che fra pochi mesi lo storico stabilimento di via Schiva sarà abbandonato e il marchio resterà, ma non sarà più legato alla nostra città. Per il Gruppo Colussi il pastificio di Imperia è obsoleto e sembra che si stia valutando l’acquisto di una moderna struttura da Gruppo Rummo, in provincia di Benevento. Al Sud infatti ci sono realtà all’avanguardia, dove una sola persona è in grado di dirigere l’intero reparto di produzione da una postazione di controllo. Sorte analoga alla nostra toccherà al pastificio di Fossano, dove la chiusura sarà per il momento parziale. Inoltre, Colussi punta alla cessione del pastificio e dell’area ex Ferriere per reperire risorse economiche da reinvestire nel Gruppo. E non necessariamente a Imperia».

I sindacati, di comune accordo, hanno deciso di affrontare la vicenda Agnesi sul piano nazionale, insieme a tutte quelle che riguardano il Gruppo Colussi. Il coordinamento nazionale sindacale ha quindi deciso di proclamare due ore di sciopero, la cui data sarà decisa martedì, nel corso di un’assemblea di lavoratori e rappresentanze sindacali. Ma fra i dipendenti serpeggia ormai lo sconforto e sono in tanti a pensare che a questo punto lo sciopero, oltre che «irrisorio», sia anche «inutile e tardivo». Inoltre, da più parti viene chiesto a gran voce un coinvolgimento dell’intero territorio e delle diverse realtà che lo compongono.

Sottolineano Fabiano e Trebini: «Lo sciopero è soltanto l’inizio. L’assemblea dei lavoratori deciderà eventuali, ulteriori iniziative».

ANDREA POMATI


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TASI: chi vince e chi perde. La giungla delle detrazioni...

LA STAMPA

Economia

Tasi, chi vince e chi perde

In un Comune su quattro

è più cara dell’Imu

Milano, Roma e Torino ritoccano al rialzo le aliquote

Tassa sul mattone in aumento per una abitazione principale su quattro e negli altri casi risparmio di poche decine di euro rispetto alla vecchia Imu, fatta eccezione per un 15% di Comuni dove il minor esborso supererà in media i cento euro. E’ la fotografia dei primi 19 Comuni di città capoluogo che hanno deliberato le aliquote della Tasi scattata dalla Uil Servizio Politiche territoriali, proprio mentre il Parlamento approvava ieri in via definitiva il decreto “Salva Roma” con le regole definitive per la nuova imposta sui servizi indivisibili. Che in pratica fa rientrare dalla finestra la vecchia Imu, vista la tendenza a spingere al massimo le aliquote.

Anche se ad agitare i sonni dei contribuenti più dell’esborso sarà il rebus del come pagare l’imposta. Tra la giungla di aliquote deliberate e i diversi meccanismi di detrazione la Uil calcola infatti che alla fine saranno almeno 75mila i diversi modi di versare l’obolo. Così dopo essersi esercitati nello scioglilingua di Tares, Trasi, Tari, Tuc e Tasi e aver assistito a sei modifiche normative in un solo anno, alla fine gli italiani pagheranno come prima, con altri sicuri esborsi per commercialisti o Caf. A Bologna, ad esempio, sono state fissate 23 detrazioni diverse in base alla rendita catastale dell’immobile.

Ad eccezione di Aosta e di Pordenone , tutte le altre città hanno aumentato l’ aliquota da quella base dell’uno per mille. Il 24% a un punto tale da rendere la Tasi più esosa dell’Imu. A Milano in media si pagheranno 64 euro in più, con una aliquota sulla prima casa fissata al 2,5 per mille e detrazioni legate sia alla rendita catastale (fino a 770 euro), che in base al reddito Irpef. Ma quella meneghina è una eccezione, perché quasi tutte le amministrazioni nel fissare le detrazioni hanno deciso di andare sul sicuro legandole a dati conosciuti, come quelli della rendita catastale, anziché alle condizioni socio-economiche del proprietario. Qualcuno ha affiancato al valore catastale anche la detrazione per i figli a carico, come Torino, dove al bonus fisso di 110 euro per ciascun immobile entro la soglia dei 700 euro di rendita catastale, si sommano 30 euro ogni figlio under 26.

Le detrazioni, è bene ricordarlo, sono state introdotte proprio dal “Salva-Roma” per evitare che i 5 milioni di proprietari esentati dall’Imu, in virtù degli sconti fissi che l’accompagnavano, si ritrovassero invece a pagare la nuova imposta. Per questo il decreto approvato ieri prevede che l’aliquota massima del 2,5 per mille sulla prima casa e quella del 10,6 sulle seconde, possano essere aumentate complessivamente di un altro 0,8, destinando l’intero maggior gettito proprio alle detrazioni. Opportunità che hanno sfruttato 8 capoluoghi su 19. Milano e Roma, che ha deliberato le aliquote Tasi ieri, hanno deciso invece di finanziare le detrazioni per la case più modeste spingendo in alto le addizionali sulle seconde case, per cui si preannuncia un salasso.

Sembra andar bene invece per gli in inquilini. In metà delle città non pagheranno la quota tra il 10 e il 30% della Tasi perché i Comuni hanno deciso di fare cassa con la sola Imu, dovuta esclusivamente dai proprietari delle case date in locazione. A Milano, dove la Tasi sulle case in affitto sarà dello 0,8 per mille la quota carico degli inquilini sarà dal 10%, pari a circa 14 euro. Tra i 10 e i 20 euro è l’obolo richiesto a chi è in affitto a Cagliari, Brescia, Forlì e Mantova. “Ma alla fine –sottolinea ilo segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy- tra Tasi, tassa rifiuti e addizionali comunali si rischia di neutralizzare il bonus Irpef”. Le prossime delibere diranno se è così.

PAOLO RUSSO