Servizio a cura di ARPA PIEMONTE - Dipartimento Sistemi Previsionali
venerdì 15 novembre 2013
Maltempo sì, ma neve niente o quasi ...
sabato 7 settembre 2013
Il maltempo si avvicina...
domenica 2 giugno 2013
500 mm da gennaio: il maltempo mette in crisi la Riviera...
Imperia
ANALISI LE PREVISIONI METEO CONDIZIONANO SEMPRE PIU’ LE PARTENZE «LAST MINUTE»
Turismo di ponti e weekend messo in crisi dal maltempo
A Sanremo caduti 500 mm di pioggia dall’inizio dell’anno
A Sanremo caduti 500 mm di pioggia dall’inizio dell’anno
È il maltempo il nuovo «nemico» della Riviera. Come se non bastasse la crisi, che picchia duro anche in questo scorcio d’Italia. Per un turismo sempre più «mordi e fuggi» i bollettini meteo sono diventati un punto di riferimento essenziale. Non c’è da stupirsi, quindi, se gli arrivi sono in calo nel solco di ponti e weekend fortemente condizionati da pioggia e temperature ben al di sotto delle medie stagionali. Tanto da mettere in discussione la risorsa più grande e invidiata: il «mitico» clima della Riviera.
Basti pensare che dall’inizio dell’anno a Sanremo sono caduti 500 mm di pioggia, mentre nell’entroterra si è arrivati al doppio, passando dai 920 mm riscontrati a passo Ghimbegna ai 1200 scarsi della zona Rezzo-Colle d’Oggia (addirittura 2000 mm se si fa partire il calcolo dal settembre scorso). «Niente male per il “secco” Ponente ligure», commenta con ironia Achille Pennellatore, che firma le previsioni di Meteo Portosole. «E’ stato un maggio con temperature da marzo - aggiunge - Quanto alla pioggia, se fosse stata rispettata la media normale dei primi cinque mesi dell’anno, dovremmo essere a poco più di 300 mm. Invece si è arrivati a 500 mm, per la precisione martedì sera. Ciascuno può trarre le proprie conclusioni». Se anche un meteorologo esperto come Pennellatore si stupisce, non c’è da stare allegri. Al Nord, un maggio così fresco non lo si registrava dal ’91. Ora il sole è tornato a splendere (ma altre perturbazioni sono in arrivo) e l’estate dovrebbe cominciare a farsi sentire (finalmente) a partire dal prossimo fine settimana, con il ritorno dell’alta pressione.
La variabile-meteo resta però pesante per il Ponente che vive di turismo. «Il clima è fondamentale per i clienti che decidono all’ultimo momento se mettersi in viaggio oppure no - conferma Igor Varnero, presidente di Federalberghi Sanremo - Quest’anno siamo stati molto danneggiati da pioggia e temperature inusuali dalle nostre parti. Praticamente ad aprile e maggio è affondato il turismo last-minute. Perché in tanti, ormai, guardano le previsioni meteo in tv o su internet e poi decidono cosa fare. Per fortuna c’è rimasto il movimento turistico dei gruppi, grazie al fatto che le prenotazioni alberghiere avvengono con largo anticipo, e quello delle ferie programmate per tempo nei periodi più tradizionali in estate, autunno e primavera. In questo contesto difficile gli eventi diventano più importanti, per un effetto “calamita”».
gianni micaletto
lunedì 20 maggio 2013
Maltempo. Compromesso il raccolto del mais...
Alessandria
MALTEMPO. GRIDO D’ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA
“Produzione del mais
compromessa al 45%”
Troppe piogge, gli agricoltori chiedono lo stato di calamità
Troppe piogge, gli agricoltori chiedono lo stato di calamità
Agricoltura nella morsa del maltempo. Coldiretti, Confagricoltura e Cia chiedono alla Regione la dichiarazione dello stato di calamità naturale. In provincia, secondo le stime, il raccolto di mais è compromesso al 30-45% e almeno al 30% è rovinata la raccolta di fieno maggengo.
Nelle campagne, così come in tutto il Piemonte, l’eccessiva pioggia sta avendo conseguenze devastanti sui raccolti. Cade da marzo la pioggia - salvo qualche sporadica pausa -, e ancora persiste. I campi di pianura sono ormai trasformati in acquitrini, con mais e grano che «asfissiano»; mentre nelle terre di collina si segnalano frane e smottamenti. In più, in provincia vanno sommati i danni «irreversibili» provocati a mais e grano dalla grandinata abbattutasi su parte dell’Alessandrino il 12 maggio.
Questo il punto fatto ieri dai presidenti provinciali Roberto Paravidino (Coldiretti), Luca Brondelli (Confagricoltura) e Carlo Ricagni (Cia): «Sulle coltivazioni autunno-vernine (come frumento tenero e duro, orzo, triticale: tanto per citare le principali) i danni sono dovuti alla “sommersione” delle colture e al ritardo o addirittura all’assoluto impedimento delle operazioni colturali, con ripercussioni economiche di straordinaria gravità per le aziende colpite».
Tecnicamente, questa la situazione: «Tra le colture primaverili, cipolla, patata, pomodoro e barbabietola da zucchero stanno patendo danni di tipo parassitario e patologico. Per il pomodoro, inoltre, la concentrazione delle superfici trapiantate potrebbe provocare gravi ripercussioni logistiche e organizzative durante le fasi di raccolta e consegna all’industria di trasformazione. La situazione del mais, coltura primaverile di eccellenza della nostra provincia, vede gran parte della superficie che non è ancora stata seminata, mentre le colture presenti in campo stanno subendo diradamenti e ritardi vegetativi, con conseguenti possibili attacchi dei parassiti. Non sfuggono ai danni neppure colture frutticole e viticole».
Particolare attenzione merita anche «il danno a infrastrutture, strade, fossi, terreni collinari interessati da frane e smottamenti: per il ripristino, le aziende dovranno sopportare spese che non potranno essere sostenute in base alle previsioni dei bilanci annuali; il riconoscimento dello stato di calamità consentirà che siano deliberati interventi di aiuto e di soccorso a favore delle aziende agricole della provincia».
GIORGIO LONGO
