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lunedì 5 maggio 2014

870 caprioli brucano la Langa astigiana ... 770 rischiano la doppietta.

LA STAMPAweb

Cuneo

langa astigiana. concluso il censimento

“Ci sono troppi caprioli

ne vanno abbattuti 770”

Sono esattamente 990 i caprioli che vivono nei boschi della Langa Astigiana. Il dato, con tutta l’attendibilità possibile, è stato stabilito al termine delle battute che per tutto aprile hanno visto impegnati i cacciatori: appostandosi al mattino presto o verso sera in posti prestabiliti, hanno contato i caprioli che uscivano dai boschi per andare alla ricerca di cibo nei campi e nei prati. Ciò significa che il numero di questi animali in Langa è in continua crescita - nel 2013 ne furono  censiti 870.

L’Atc - Ambito territoriale per la caccia  - con sede a Nizza Monferrato e che ha competenza su tutto il Sud della provincia  ha elaborato la sua proposta per il piano di abbattimento 2014, sul quale dovrà definitivamente pronunciarsi la Regione. «Noi – afferma il presidente Marco Listello – abbiamo predisposto un piano che prevede di arrivare in 5 anni alla diminuzione del 95% dei caprioli che si trovano nelle zone vitivinicole e l’80% nelle altre zone arrivando complessivamente all’abbattimento, già quest’anno,  di 770 capi.  Solo così pensiamo si possano raggiungere due obbiettivi che noi consideriamo importanti: una drastica riduzione dei danni alle colture agrarie e una diminuzione degli incidenti stradali». Nel dossier presentato alla Regione, l’Atc ha anche evidenziato come siano stati individuati e censiti i caprioli presenti nei distretti di Castagnole, Costigliole e Agliano e in quello di Montegrosso e Rocca d’Arazzo dove  fino a pochi anni fa non si segnalava la loro  presenza. «Se questo fenomeno continuerà - aggiunge Antonello Murgia, presidente dell’Atc del Nord – molto presto anche  noi dovremo confrontarci  con l’emergenza rappresentata dai caprioli oltrechè con quella dei cinghiali». Intanto, dagli Atc arrivano buone notizie per le aziende agricole. Entro poche settimane verranno pagati tutti i danni relativi al 2013 nell’Atc del Nord per 70 mila euro. Per il Sud, l’ammontare di 110 mila riguarda il saldo del 2012 e un acconto del 75% sui danni del 2013.

oldrado poggio


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lunedì 19 agosto 2013

Langa astigiana: 100 caprioli da abbattere per salvare i raccolti...

LA STAMPAweb

Cuneo

PIANO REGIONALE. PARTITA LA CACCIA

Nella Langa astigiana 100 caprioli da abbattere entro fine settembre

È ripresa sulle colline della Langa Astigiana la caccia selettiva ai caprioli maschi. Resterà aperta fino al 5 settembre e, dopo una breve sospensione, riaprirà l’11 settembre per chiudere definitivamente il 28. Restano da abbattere oltre cento capi per rispettare il piano di abbattimento stabilito dalla Regione Piemonte.

Intanto, continuano le segnalazioni di danni da parte di agricoltori. Ad Incisa Scapaccino Angelo Giudice è molto amareggiato. «Noi lavoriamo  tutto l’anno per ottenere buone produzioni e, in due o tre notti tutto viene distrutto dai cinghiali, senza che nessuno prenda dei provvedimenti». I suoi campi di mais otto file in  località Vallone, tra Incisa Scapaccino e Nizza Monferrato, sono stati  completamente distrutti dai cinghiali. Così, quest’anno, sulle bancarelle dove vende i suoi cardi «storti» non potrà esporre le confezioni di farina «da mais otto file» ottenuta dalla macinazione, con un mulino  tradizionale, del suo mais. «Io – prosegue Giudice mentre osserva i campi di cardi, per ora risparmiati dai cinghiali -  non sono favorevole alla politica che prevede il  rimborsi dei danni. Sono, invece, per prevenire i danni e salvare il raccolto. Adesso aspetto di vedere i tecnici per i controlli ma non mi faccio illusioni: quando sono andato in ufficio per la denuncia  mi hanno detto che fili per la recinzione degli appezzamenti non ce ne sono più. Ma fare la denuncia servirà a qualcosa? Io sono molto preoccupato dal fatto che perderò tutti i miei clienti  e mi chiedo se nel 2014 torneranno».  A poche centinaia di metri in località Prata, Sergio Pepe allarga le braccia: «Ho 3 ettari di noccioleto. Prima sono arrivati i caprioli che hanno dato un danno enorme sulle piante giovani e adesso i cinghiali che arrivano a piccoli gruppi con le madri che fanno abbassare i rami per consentire ai piccoli di mangiarne i frutti. E per ora di risarcimenti adeguati al danno non se ne parla:  mi hanno detto che i soldi per i rimborsi scarseggiano sempre». Pepe si lascia andare ad una amara considerazione: «Spesso mi domando se vale ancora la pena di continuare a lavorare per mantenere caprioli e cinghiali che altri provvedono a cacciare. Vedo che nessuno ha realmente la volontà di porre termine a questa situazione che riduce drasticamente i nostri redditi. Se invece chiudesse una fabbrica?». Marco Listello, presidente dell’Atc Asti sud, conosce molto bene la situazione: «Noi stiamo facendo il possibile per contenere i danni, ma ci vuole tempo e collaborazione . Quest’anno comunque nel Sud astigiano i danni,  grazie alle battute ai cinghiali autorizzate dalla Provincia, sono già in calo». [O. P]


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lunedì 12 agosto 2013

Grandine e uva. Vendemmia del Biellese in ritardo e magra, per tempo e caprioli.

agricoltura. distrutto fino al 40% di uva

I vini Doc del Biellese contano i danni causati dalla grandine

Scongiurata la seconda grandinata prevista dai meteorologi, i viticoltori del Biellese Orientale che producono le Doc Coste della Sesia, Lessona e Bramaterra contano i danni di quella di metà settimana. La produzione di uva è compromessa in percentuali che vanno dal 20 al 35%, soprattutto nella fascia collinare alta tra Lessona e Brusnengo, fino a Sostegno.

Fino a qualche giorno fa l’annata prometteva bene: tanta uva, più dell’anno scorso, e bella. Solo un po’ in ritardo nell’«invaiatura», ossia nel cambiamento di colore degli acini dal verde al nero. Che di solito inizia intorno a san Giacomo (il 25 luglio) per terminare a san Lorenzo. Fino a pochi giorni fa, però, i grappoli erano ancora tutti di colore verde, contro ogni aspettativa.

Il ritardo è di almeno due settimane. Si presume che la vendemmia slitti a metà ottobre, ma per i produttori non è per forza un male. L’importante è che agosto e settembre siano mesi con giornate calde e notti fresche e che la stagione delle piogge non inizi proprio durante la vendemmia. «Solo qualche acino di Vespolina e di Uva rara sta iniziando in questi giorni a cambiare colore, nel Nebbiolo ancora nessun accenno», dice Massimo Clerico di Lessona che nelle vigne, non in tutte, prevede un 20% in meno di uva a causa dei chicchi di grandine grandi come noci.

Ma i veri danni, come spiega Odilio Antoniotti, produttore di Bramaterra, si vedono dopo diversi giorni: sono meno gravi se la grandine ha toccato solo gli acini, più gravi se hanno colpito anche i tralci perché ciò fa seccare tutto il grappolo. «Durate la grandinata dell’altra sera noi dell’associazione del Bramaterra eravamo in riunione: a uno di noi i pezzi di ghiaccio hanno spaccato il vetro dell’auto», dice Antoniotti. Terrorizzato come tutti gli altri produttori, il mattino dopo entrando nelle sue vigne ha trovato devastate quelle di Casa del Bosco (frazione di Sostegno), con il 40% di uva danneggiata, meno quelle di Roasio. Carlo Colombera, che aveva il 10-20% di uva in più rispetto alle vendemmie normali, ora parla di danni tra il 10 e il 20%, percentuale che a Lessona diventa il 30% per Luca De Marchi. Danni da grandine limitati a Vigliano per Maria Chiara Reda: il maltempo ha compromesso il 5% di uva, peggio hanno invece fatti i caprioli mangiando le gemme.

francesca fossati