ebook di Fulvio Romano

Visualizzazione post con etichetta Biellese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biellese. Mostra tutti i post

mercoledì 9 luglio 2014

Tromba d'aria: devastato il Basso Biellese

LA STAMPA

Biella

maltempo.bilancio pesante nell’intera provincia. prevista altra pioggia

Nubifragio, gli agricoltori ko

Interi raccolti persi e stalle scoperchiate. Coldiretti: “Un vero flagello”

«Un vero flagello». La Coldiretti Biella Vercelli non usa giri di parole per descrivere la tromba d’aria che l’altra notte ha devastato il Basso Biellese. Raccolti persi, stalle e capannoni scoperchiati e danni gravissimi, con ripercussioni sulle filiere produttive, in primis quella del latte. Un bilancio pesantissimo per gli agricoltori biellesi che adesso devono contare i danni provocati da vento, pioggia e grandine che si sono portati via interi raccolti, danneggiando in particolare grano e triticale pronto alla mietitura e sferzando interi campi di mais. Compromesse anche le colture di soia. Non solo. Il vento ha anche sradicato pioppeti e scoperchiato i tetti di molte stalle biellesi e di ricoveri di macchine agricole.

«La Coldiretti ha subito mobilitato i tecnici per i necessari sopralluoghi e il monitoraggio che sta evidenziando la grave portata dell’evento», evidenziano il presidente e il direttore, Paolo Dellarole e Marco Chiesa. Particolarmente grave la situazione per quanto riguarda il mais: numerosi raccolti non potranno più essere recuperati e quindi diverse imprese si troveranno senza «materia prima» per il trinciato di mais, fondamentale per alimentare le mucche. «Un vero flagello - commentano dall’ufficio zona di Coldiretti Biella -. Verso le 21,30 i tuoni hanno lasciato spazio a vento e grandine, abbattutesi con violenza: in questi casi non c’è nulla da fare se non contare i danni».

La tromba d’aria e il maltempo non hanno solo messo in ginocchio l’agricoltura ma hanno provocato danni in tutta la provincia: tetti scoperchiati, alberi abbattuti, pali del telefono divelti, strade allagate che hanno causato anche incidenti, ma senza gravi conseguenze. La zona più colpita è stata quella compresa tra Candelo e Vigliano, oltre che buona parte del Biellese orientale, da Verrone fino al confine con il Torinese. A Vigliano una tromba d’aria ha scoperchiato il tetto della vetreria di Massimo Pradovera: i detriti sulla strada sono stati ripuliti dagli stessi operai con l’aiuto delle aziende vicine. A Candelo invece il forte vento ha divelto i pali della linea telefonica lungo la strada che porta a Vigliano, sotto le mura del ricetto.

Maltempo causa anche di incidenti sulle strade biellesi. All’uscita della superstrada, a causa dell’asfalto scivoloso, una donna ha perso il controllo della vettura finendo nella scarpata: auto distrutta, lei ricoverata al Pronto soccorso senza gravi ferite. Paura anche a Verrone e Benna, dove la pioggia torrenziale ha provocato un lungo black-out: dopo ore di intervento l’energia elettrica è stata ripristinata. A Vergnasco, frazione di Cerrione, il maltempo ha «chiuso» un cimitero: il vento ha divelto le coperture in eternit di alcuni colombari finite poi sulle tombe. In attesa della rimozione del pericoloso materiale, il cimitero rimarrà chiuso fino a fine settimana.

alessandro nasi


Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0           Copyright 2014 La Stampa           Bobby WorldWide Approved AAA

lunedì 12 agosto 2013

Grandine e uva. Vendemmia del Biellese in ritardo e magra, per tempo e caprioli.

agricoltura. distrutto fino al 40% di uva

I vini Doc del Biellese contano i danni causati dalla grandine

Scongiurata la seconda grandinata prevista dai meteorologi, i viticoltori del Biellese Orientale che producono le Doc Coste della Sesia, Lessona e Bramaterra contano i danni di quella di metà settimana. La produzione di uva è compromessa in percentuali che vanno dal 20 al 35%, soprattutto nella fascia collinare alta tra Lessona e Brusnengo, fino a Sostegno.

Fino a qualche giorno fa l’annata prometteva bene: tanta uva, più dell’anno scorso, e bella. Solo un po’ in ritardo nell’«invaiatura», ossia nel cambiamento di colore degli acini dal verde al nero. Che di solito inizia intorno a san Giacomo (il 25 luglio) per terminare a san Lorenzo. Fino a pochi giorni fa, però, i grappoli erano ancora tutti di colore verde, contro ogni aspettativa.

Il ritardo è di almeno due settimane. Si presume che la vendemmia slitti a metà ottobre, ma per i produttori non è per forza un male. L’importante è che agosto e settembre siano mesi con giornate calde e notti fresche e che la stagione delle piogge non inizi proprio durante la vendemmia. «Solo qualche acino di Vespolina e di Uva rara sta iniziando in questi giorni a cambiare colore, nel Nebbiolo ancora nessun accenno», dice Massimo Clerico di Lessona che nelle vigne, non in tutte, prevede un 20% in meno di uva a causa dei chicchi di grandine grandi come noci.

Ma i veri danni, come spiega Odilio Antoniotti, produttore di Bramaterra, si vedono dopo diversi giorni: sono meno gravi se la grandine ha toccato solo gli acini, più gravi se hanno colpito anche i tralci perché ciò fa seccare tutto il grappolo. «Durate la grandinata dell’altra sera noi dell’associazione del Bramaterra eravamo in riunione: a uno di noi i pezzi di ghiaccio hanno spaccato il vetro dell’auto», dice Antoniotti. Terrorizzato come tutti gli altri produttori, il mattino dopo entrando nelle sue vigne ha trovato devastate quelle di Casa del Bosco (frazione di Sostegno), con il 40% di uva danneggiata, meno quelle di Roasio. Carlo Colombera, che aveva il 10-20% di uva in più rispetto alle vendemmie normali, ora parla di danni tra il 10 e il 20%, percentuale che a Lessona diventa il 30% per Luca De Marchi. Danni da grandine limitati a Vigliano per Maria Chiara Reda: il maltempo ha compromesso il 5% di uva, peggio hanno invece fatti i caprioli mangiando le gemme.

francesca fossati