ebook di Fulvio Romano

lunedì 10 ottobre 2016

Cota e Marino, l’irritante ribalta degli assolti

Corriere della sera


 


di Aldo Cazzullo

C
ontrordine compagni: verdi non erano le mutande, ma i pantaloni comprati dal «governatore» del Piemonte Cota con i soldi dei piemontesi. E l’ex sindaco Marino, reduce dai successi romani, ora pontifica sulla tv pubblica con la voce chioccia annunciando o minacciando ritorni.

C’è qualcosa di irritante nella sicumera con cui i politici assolti per gli scontrini tornano alla ribalta. Hanno subìto un danno: questo va riconosciuto. Ma il loro comportamento, se non rappresenta un reato, resta censurabile. Cota ha fatto shopping in America con denaro pubblico, come ha ammesso anche nella tracotante intervista di sabato scorso alla Stampa. E Marino offriva la cena di santo Stefano al ristorante con la carta di credito del Comune confermando di avere un rapporto complicato con le note spese. C’è di peggio? È vero. E il peggio è che Marino è stato un pessimo sindaco di Roma; altrimenti i romani non avrebbero plebiscitato con oltre il 67% una candidata inesperta come purtroppo si è confermata Virginia Raggi. Così come Cota non è stato un buon presidente del Piemonte. Va ricordato che dovette lasciare il suo posto non per gli scontrini, ma perché la magistratura accertò che la lista Pensionati per Cota, determinante per la sua vittoria, era stata presentata con firme false.

Il problema non sono soltanto figure che sarebbero pure marginali, se non fosse per i danni combinati. È che dieci anni di polemiche — non sempre populiste, anzi spesso documentate — contro la casta sono serviti a poco. I politici non hanno capito, o fingono di non capire, che quando si ha il privilegio di assegnarsi da sé il proprio stipendio e di disporre del denaro dei contribuenti occorrono cura, prudenza, pudore; a maggior ragione nel tempo in cui il Paese bruciava un milione di posti di lavoro e il 25% di produzione industriale; e in cui si apprende che il vitalizio di Cesare Previti e di altri condannati in via definitiva tornerà a confortarli non appena avranno la riabilitazione.

domenica 2 ottobre 2016

Dai frutti ritrovati la riscoperta del turismo

LA STAMPA

Cuneo

Oggi a Ormea


Ormea «scommette» sui frutti ritrovati. E su quelle antiche varietà, dalle mele D’Arrozzo alla castagna bianca, intorno a cui si è costruito un evento, «Ormea dai frutti ritrovati» che prosegue oggi, con un’altra giornata ricca di appuntamenti e incontri tra esperti, per mettere a fuoco il progetto che sta a cuore all’Amministrazione comunale: «Riconvertire questa valle – spiega il sindaco Giorgio Ferraris-, che ha visto spegnersi l’industria, al recupero turistico, culturale e ambientale. Un recupero che passa anche per il ritorno alla terra».

All’essiccatoio

Oggi la giornata si apre alle 10 con la mostra mercato di frutti antichi (mele, uva, castagno, ma non solo) e di altri prodotti locali (compresi i formaggi d’alpeggio di Viozene e Upega).

Sempre alle 10, parte l’escursione con visita a un essiccatoio che ospita anche un piccolo museo della castagna. E ancora visite ai musei locali (quello etnografico e l’altro dedicato agli alpini con la mostra sulla ritirata di Russia), esposizioni di piante e funghi commestibili a cura del Gruppo Micologico di Ceva.

Esperienze di recupero

Durante la giornata, nella sede dell’associazione «Ulmeta», in via Roma, coltivatori e appassionati esporranno le proprie esperienze di recupero, coltivazione vendita e trasformazione di antichi frutti caratteristici del territorio.

Il succo di mele

Anche la Scuola forestale darà un contributo prezioso, presentando tra l’altro la produzione sperimentale di succo di mele dell’Alta Val Tanaro. Davvero un frutto ritrovato. [c. v.]

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