ebook di Fulvio Romano

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mercoledì 19 giugno 2013

A forza di espellere alla fine ... Ne rimarrà solo UNO!

La Stampa

Un’altra deputata verso l’espulsione

Pinna sotto accusa per l’intervista a “La Stampa”

Quando finirà la guerriglia? Quando smetteranno di avventarsi tra di loro come gatti selvatici sulla carne fresca? Quando terminerà l’operazione di «dimagrimento» del Movimento, via gli infedeli per lasciare il campo agli illuminati seguaci del Verbo casaleggese?

Il giorno dopo la richiesta di espulsione della senatrice Adele Gambaro, il deputato Andrea Colletti, rigoroso avvocato pescarese, fissa sull’autolesionistico bersaglio Cinque Stelle il profilo della prossima reproba da colpire in fronte. «Ho fatto richiesta al mio capogruppo per porre la questione di una eventuale espulsione della deputata Paola Pinna per l’intervista rilasciata a La Stampa», annuncia con una certa fierezza. Lui buono. Lei, che ha attaccato il Caro Leader («tra la schiavitù e la libertà, tra Grillo e la Gambaro, scelgo la libertà») cattiva. Lui ortodosso. Lei furbetta. Lui puro. Lei traditrice. C’è una logica spietatamente polpottiana in questa inesauribile lavatrice del buonsenso. Il collega che dissente diventa nemico, uno zero, il nulla. «Pinna chi?», rincara la dose su Facebook l’ex capogruppo di Montecitorio Roberta Lombardi, raccogliendo l’applauso tiepido dei neppure cento attivisti arrivati davanti alla Camera per esprimere la propria solidarietà a Grillo. Un sit in di poche ore, che si svolge contemporaneamente a quello dei soldati di Berlusconi, riuniti per giurare come sempre fedeltà al Divino Generale. C’è differenza tra Genova e Arcore?

Nel Palazzo, braccata dai cronisti, Paola Pinna si rifugia in Aula. Sa che la sua avventura pentastellata rischia di essere al capolinea. Ma il suo disagio, e quello della Gambaro, non possono essere più archiviati come lo sgangherato tumulto di qualche guitto destinato a non spaventare nessuno. Adesso ci sono i numeri a descrivere matematicamente la distanza tra i taleban e i dialoganti. I voti per rimettere alla sacra Rete il destino della senatrice bolognese sono stati 79. I no 42, 9 le astensioni. Senza contare i 30 assenti. Non è chiaro chi sia l’azionista di maggioranza dei gruppi. Grillo vuole sapere. I suoi fedelissimi stanno preparando un dossier con le interviste dei presunti dissidenti e aspettano con ansia il fine settimana, quando arriverà il momento della rendicontazione ufficiale della diaria. A quel punto sarà facile capire chi è attratto dall’odore dei soldi. A quel punto sarà inevitabile chiedere ai riottosi di rispondere all’assemblea congiunta - e presumibilmente alla famelica Rete - delle proprie dichiarazioni ai media.

Il Movimento rischia l’implosione non per differenze sulla linea politica (al momento piuttosto debole) quanto per problemi di organizzazione, struttura, relazione col leader, incapacità di selezione della classe dirigente.

Il senatore Lorenzo Battista ironizza sui proclami da Highlander del suo Capo: «Ho votato contro l’espulsione della Gambaro. Voterò contro quella della Pinna. Altrimenti qui ne resterà soltanto uno». Piccoli affondi, che chiariscono come lo scontro non sia finito. Adele Gambaro, con l’indugio autointerrogativo di chi ha voglia di aprire la profondità di se stessa, rinuncia per qualche istante al silenzio prima di entrare in seduta. «C’è tanta amarezza per quello che sta accadendo. Ma sento anche tanta vicinanza». Altri se ne andranno con lei? «Non è escluso, perché i mal di pancia sono molti, E forse questo potrebbe essere il momento. Ma non c’è nessun contatto con il Pd». È tutto insopportabile. A Montecitorio, parlando del debito pubblico salito a 2.041 miliardi, la deputata Carla Ruocco, fedelissima di Grillo, cita Svetonio: «Il buon pastore deve tosare le proprie pecore, non scorticarle». Ottimo consiglio per il governo. Anche quello del suo Movimento.

La mitica Rete cosa deciderà? La condanna a morte della Gambaro...?

Da Giornalettismo...

“Diamo la parola alla Rete che ci ha legittimato a essere qui e dalla quale nasciamo. La Rete che si e’ stufata di non vedere il nostro lavoro perche’ offuscato da dichiarazioni di egocentrici”. Lo ha detto Laura Castelli, deputata 5 stelle, al termine della riunione dei parlamentari grillini che ha dato il via libera all’espulsione di Adele Gambaro su cui la Rete dira’, come da codice di comportamento, l’ultima parola. ”I deputati – ha aggiunto – se non si sentono piu’ parte del Movimento, l’unica cosa che devono fare e’ lasciare il gruppo”. Con il commento di Laura Castelli si chiude la lunga giornata a 5 stelle che decreta la sorte di Adele Gambaro: deciderà la rete.

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mercoledì 12 giugno 2013

Grillo, detto Beppe? No, Epurator!

Senatrice M5S: “Flop? Colpa di Grillo”. Replica: “Non vale niente, se ne vada”

Adele Gambaro: "In Parlamento non lo vediamo mai. Lo invito a scrivere di meno e osservare di più". I parlamentari la accusano: "I nemici interni sono il vero pericolo. Ora rifletta se rimanere con noi". Il leader prima si interroga:" Sono io il problema?". Poi attacca: "Esca al più presto dal Movimento"

Un invito ad andarsene. Beppe Grillo non accetta le critiche della senatrice Adele Gambaro intervistata da SkyTg24 e chiede la sua espulsione. “Ha rilasciato”, scrive il leader sul blog, “dichiarazioni false e lesive nei miei confronti, in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso Movimento 5 Stelle. Per questo motivo la invito per coerenza a uscire al più presto dal Movimento”. L’articolo dal titolo “Quando uno non vale niente“, attacca la parlamentare, definendola “una che usa il progetto di milioni di italiani per promuovere se stesso e assicurarsi un posto al sole. Per questo è una che non vale proprio niente”. Il prossimo passo spetta all’assemblea: “Ne discuteremo insieme”, ha dichiarato Nicola Morra, neoeletto capogruppo a Palazzo Madama, “E’ strano che nel momento in cui io pronunciavo parole ecumenica in sala stampa, ci sia stata questa uscita”. 

All’origine della discussione, le dichiarazioni di Gambaro in televisione di poche ore prima, quando aveva manifestato un disagio nei confronti dei metodi comunicativi dell’ex comico. “Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento”, ha detto la senatrice dell’Emilia Romagna. Subito dopo il tonfo elettorale in Sicilia, senatori e deputati hanno cercato di individuare le cause della perdita di voti. “Mi chiedo”, ha continuato Gambaro, “come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Beppe Grillo”. 

Una dichiarazione che non ha lasciato indifferente l’ex comico genovese. E nel giro di qualche minuto aveva scrive sul sito: “Vorrei sapere cosa pensa il Movimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema”. Una colonna di lato che chiede i commenti degli attivisti. Poco prima sul suo blog il leader a 5 Stelle commentava con toni amareggiati il risultato elettorale. Un tipo di analisi che ha lasciato perplessa la senatrice Adele Gambaro, che ora sottolinea: “Noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all’interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee. Il disagio c’è ed è evidente, ma non arriva a un dissenso vero e proprio”.

“Il Movimento è Grillo“, ha spiegato ancora Gambaro, “e forse è lui che dovrebbe ragionare su quanto fatto in questi tre mesi. Non metto in discussione la sua leadership, ma se fossi in Grillo rifletterei molto attentamente. Perché sono stati commessi errori molto gravi”. Quindi, sull’esito elettorale alle amministrative, ha aggiunto: “Due comuni al M5s non sono un successo, ma unadebacle elettorale. Inoltre ci sono percentuali molto basse”. Secondo la senatrice 5 stelle, “bisogna cambiare radicalmente il modo di porsi. Le idee sono buone e forse siamo ancora in tempo per recuperare. Certo i risultati delle amministrative non sono incoraggianti”. E’ la più anziana delle senatrici emiliane, 48 anni e consulente, è nata a Genova, ma vive a Bologna con marito e due figli. Stimata dal gruppo, nei giorni scorsi aveva già fatto discutere per alcune considerazioni moderate sulle voci critiche di una parte dei parlamentari : “Il dissenso va ascoltato e non represso“.