ebook di Fulvio Romano

Visualizzazione post con etichetta Beppe Grillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Beppe Grillo. Mostra tutti i post

venerdì 31 maggio 2013

L'irresistibile discesa di Beppe Grillo...

LA STAMPA

Italia

Grillo a Rodotà: miracolato dal web

Il leader dei Cinque Stelle scarica il giurista che meno di due mesi fa voleva salisse al Quirinale

«Figurarsi se mi faccio rovinare il compleanno...». La voce di Stefano Rodotà è quella di sempre, serena come se provenisse direttamente dal Monte Olimpo invece che dal telefono. Ieri, il giurista che rischiò di essere sospinto sin sul Quirinale dall’allora propulsiva forza pentastellata compiva ottant’anni. E gli auguri di Grillo, che solo un mese prima ne decantava le doti, il valore, la freschezza di pensiero e il giovanile incedere politico, erano questi: «Rodotà è un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi, e a cui auguriamo di rifondare la sinistra». Boom.

«In tutta la mia vita, che come sappiamo è stata lunga, non ho mai replicato a cose come queste, e certo non comincerò oggi che compio ottant’anni» obietta Rodotà, il cui genetliaco non è risultato macchiato dalla sparata di Grillo non solo perchè forse l’augurio di «rifondare la sinistra» potrebbe non dispiacergli affatto, ma soprattutto perchè il blog di Grillo è stato immediatamente inondato di post indignati, in sua difesa. E il refrain è un po’ quello della deputata grillina Marzana, «Rodotà conosce il valore dei beni comuni, per me resta una grande personalità», è il succo. E «di quel che dice Grillo, risponde Grillo» il più diffuso e imbarazzato refrain.

Ma il punto è che ieri Grillo era sempre più Grillo, o forse semplicemente sempre più il comico che fu cacciato dalla Rai socialista perchè dalla rete ammiraglia democristiana prendeva di mira i craxiani. Nello stesso post sui «Maestrini dalla penna rossa», ovvero «gente uscita dalle cantine e dai freezer dopo vent’anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami Pdmenoelle o Sel» c’erano infatti «Renzie lo statista gonfiato», «Topo Gigio Veltroni che Floris ci descrive come Wellington a Waterloo» , Bersani «lo smacchiatore di Bettola», e Pippo Civati trattegiato come un cane da riporto e solo perché si tratta del deputato Pd che con maggior intensità certa di tessere il filo con i grillini. Tra tutte le personalità politiche prese a morsi da Grillo - va detto - Civati è anche l’unico che gli ha risposto, da blog a blog. Prendendolo sul serio.

Lo sbraitare di Grillo, ogni riga un insulto, ogni virgola un urlaccio, era perché il comico è stato evidentemente punto dalla coda di scorpione del flop -un meno dieci per cento secco- alle amministrative. E la prova è proprio che il più bersagliato sia Stefano Rodotà che aveva appena analizzato lucidamente, e anche senza alcuna puntura di spillo, la situazione in cui versa il Movimento Cinque Stelle. In soldoni: la Rete non basta, ora siete in Parlamento e occorre far politica, prendersi responsabilità: «Nell’ultima campagna elettorale Grillo è partito dalla Rete, poi ha riempito le piazze reali con lo Tsunami tour, ma ha ricevuto anche un’attenzione continua dalla televisione. La Rete non funziona nello stesso modo in una realtà locale o su scala nazionale. Puoi lanciare un attacco frontale, ma funziona solo se parli al Paese», ha detto il giurista aggiungendo che alle ultime elezioni «hanno perso i due grandi comunicatori: Grillo e Berlusconi» e segnalando che «le indicazioni di Grillo e Casaleggio non bastano più. Un movimento nato dalla Rete, che ha svegliato una cultura politica pigra, una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto».

Così non è stato, il movimento è nel caos e la prova è che ieri è stata spostata di ora in ora e poi annullata una riunione tra i parlamentari. Non si sarebbe dovuto discutere della cattiva performance elettorale, ma individuare «le spie» che parlano con i giornalisti. Per ora anonime, ma già insultate dalla quasi-ex capogruppo Roberta Lombardi. E con epiteti peggiori di quelli che Grillo ha riservato a Stefano Rodotà.

ANTONELLA RAMPINO


Level Triple-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0           Copyright 2013 La Stampa           Bobby WorldWide Approved AAA

martedì 2 aprile 2013

Grillini, "L' uomo senza qualità" al potere?

Un bel pezzo di Barbara Collevecchio, che ci ricorda una utile frase di Musil, questa:
“Gli ideali hanno strane proprietà, e fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente".
Una constatazione che si può applicare al comportamento ottuso finora tenuto dai grillini in Parlamento...


Da "Il Fatto Quotidiano"

M5S, l’uomo senza qualità al potere: è questa la rivoluzione di Grillo?

di Barbara Collevecchio | 30 marzo 2013


Beppe Grillo ha catapultato in parlamento personaggi arroganti e saccenti come la Lombardi, un gaffeur come quel buontempone di Giarrusso ( secondo cui l’inciucio Pd/Pdl è evidente dal matrimonio Boccia/De Girolamo) e un tale Crimi che con il suo faccione da bonaccione, esprime esteticamente quel che si direbbe un uomo senza qualità.

Di Crimi che se non fosse il portavoce di Grillo non si sarebbe mai saputo nulla nell’intera galassia senziente, tanto è anonimo, sono deliziosi i siparietti in cui dice, si pente e smentisce, quasi che guardandolo, si riesce a percepire la sudata kafkiana del colletto bianco fantozziano, terrorizzato dal richiamo del direttore generale (Casaleggio) . Per il resto questo esercito di rivoluzionari terrorizzati dalla violenza verbale di Grillo o non possono o non sono capaci di esprimere altro che slogan identici, come se in nessuno di loro ci fosse quel guizzo che rende un essere umano vivo e non un burattino. L’identità del singolo viene così appiattita nel gruppo a 5 stelle, dove uno vale uno ma come Grillo non c’e nessuno, che pare quasi che al posto di singole teste pensanti, vi sia un unico uomo: l’uomo senza qualità, citando il bel libro di Musil.

“Poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso, possa un bel giorno capitare di scoprire in sé l’uomo senza qualità”, scrive Musil nel suo libro: che un giorno la Lombardi si svegli, assediata da questa enorme rivelazione è vana speranza? Lasciatemi coltivare questo sogno di vederla un giorno sui libri di storia a scoprire che non vi fu mai un fascismo buono!

“Dalle più violente esagerazioni, se lasciate a sé stesse, nasce col tempo una nuova mediocrità”, scrive ancora Musil ne “L’uomo senza qualità” e non venite a dirmi che aprire un buon libro non sia talvolta meglio che clikkare un “mi piace” nei commenti di un blog.

Sì, perché è vero: “Gli ideali hanno strane proprietà, e fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente” quindi, poco gentili “cittadini”, siate consci che la vostra pseudo rivoluzione da contatori scrupolosi di caramelle, si sta trasformando nell’assoluto stallo o peggio, nel contrario di ciò che molti elettori si aspettavano da voi.

P.s: a tutti gli altri eletti. Se ci siete fatevi sentire. Se contate, se avete il guizzo, se siete vivi, critici, appassionati e coraggiosi nonché competenti, fatecelo vedere perché uno vale uno ma le figuracce sono anche vostre e gli Italiani non hanno tempo da perdere.

venerdì 15 febbraio 2013

La frase del giorno...

.«È tedesco e i tedeschi quando non ce la fanno lasciano, non sono come il celeste in Lombardia...» (Beppe Grillo ieri in val di Susa)

martedì 12 febbraio 2013

Beppe Grillo e l'ambasciatore USA

Un interessante pezzo de LA STAMPA di oggi...

LA STAMPAweb

Italia
Il documento esclusivo


Grillo“stregò” l’ambasciatore Usa

“Interlocutore politico credibile”


Il 4 aprile 2008 un lungo telegramma per Condi Rice partiva dall’ambasciata a Roma: raccontava un pranzo con l’attuale leader del Movimento 5 Stelle. Gli americani avevano capito il potenziale elettorale del comico e previsto in anticipo il suo successo. La Stampa ha ottenuto, ieri, dagli archivi di Washington il documento


Alle 11,12 del 4 aprile 2008 dall’ambasciata americana a Roma parte il telegramma intitolato «Pranzo con l’attivista italiano Beppe Grillo: “Nessuna speranza per l’Italia”. L’ossessione della corruzione». A firmarlo è Ronald Spogli, ambasciatore a Roma, e il destinatario è il segretario di Stato, Condoleezza Rice, a cui spiega in cinque pagine che Grillo è un «interlocutore credibile» nella comprensione del sistema politico italiano, grazie al fatto di essere «unico» per denuncia della corruzione nelle vita pubblica, ricorso al web e appello agli oppressi.

Il documento è stato ottenuto da «La Stampa» nel rispetto delle norme del «Freedom of Information Act» e inizia con un preambolo in cui si presenta il «politico italiano Beppe Grillo» come «un comico divenuto attivista che durante un pranzo nella residenza del consigliere economico dell’ambasciata ha affermato: “Non c’è speranza per l’Italia”». Segue la descrizione di Grillo: «È un eccentrico, si appella agli oppressi d’Italia e così riesce a portare nelle piazze centinaia di migliaia di persone per protestare contro l’ordine costituito». Soprattutto «i suoi commenti risaltano per il contrasto con quelli dei nostri interlocutori tradizionali su economia, politica e in particolare sulla corruzione».

La seconda parte del documento classificato «sensitive» include un approfondimento sul personaggio. «Giuseppe “Beppe” Grillo è un ex comico politicamente schietto che ha ottenuto una celebrità mondiale scorticando ogni giorno i politici italiani sul suo blog e organizzando con successo una manifestazione contro la corruzione nel governo alla quale lo scorso autunno hanno partecipato oltre 150 mila persone». L’accento viene messo sullo stile personale: «Grillo è brusco, perfino profano, ma le sue accuse dirette e spesso taglienti risaltano al contrasto con le analisi timide e indirette sulla corruzione che vengono dal mondo politico italiano». È a tali caratteristiche che il testo attribuisce la capacità di «galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia degli italiani verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità dell’élites di migliorare le condizioni del Paese» con la conseguenza di «aver creato un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media».

Da qui la scelta di dedicare al tema della «Corruzione» la parte centrale del documento. «Grillo, 59 anni, ha una capigliatura selvaggia e un aspetto quasi da portuale ma è riuscito ad affermarsi negli ultimi dieci anni come un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana, in particolare identificando i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte». Tale precedente lo accredita agli occhi dell’ambasciata americana a Roma, che aggiunge: «Grillo ritiene che l’endemica corruzione nella classe politica italiana ha distrutto ogni speranza di migliorare le prospettive economiche nazionali» fino al punto che «l’unica soluzione è la rimozione di praticamente tutti i politici di destra e sinistra rimpiazzandoli con giovani che hanno meno legami con l’establishment e meno interesse nel mantenimento dello status quo». Ciò che colpisce il consigliere economico americano, che ha incontrato Grillo assieme ad altri funzionari dell’ambasciata, è che «descrive la corruzione come una procedura standard nell’attuale cultura politica italiana, ai suoi occhi i politici di destra e sinistra vogliono solo mantenere il potere, sono troppo vecchi, carenti di visione e capacità per migliorare le condizioni del Paese». La lotta alla corruzione è la chiave di lettura che consente di comprendere l’opposizione di Grillo a «energia nucleare, rigassificatori e inceneritori perché sarebbero tutti progetti destinati a enormi perdite di fondi pubblici a vantaggio di corruzione, mafia o entrambe». È tale battaglia che spinge l’estensore del documento a titolare il paragrafo sull’opposizione agli inceneritori in Campania: «Luddista, progressista o entrambi?». Facendo capire che il giudizio su tale posizione resta in sospeso.

Riga dopo riga ci si accorge come il documento diplomatico Usa dà credito alle posizioni dell’ex comico: «Per Grillo il desiderio dei politici di mantenere il potere è l’elemento che spiega tutto, dalla manipolazione delle procedure amministrative alla collusione fra imprenditori e politici, alla tendenza dei maggiori mezzi di informazione a non dare risalto alle illegalità» fino ai politici che «non se ne vanno mai, neanche se incriminati o condannati come 24 degli attuali membri del Parlamento». Incalzato dalle domande e dalla curiosità dei diplomatici americani, Grillo fa delle previsioni che vengono fedelmente riportate in un sottocapitolo intitolato «La situazione peggiora». «Grillo ritiene che la corruzione dei politici di oggi è divenuta più sofisticata rispetto alle indagini dell’inizio degli anni Novanta, svolte da parte di Mani Pulite» fino al punto che «le tangenti rappresentano oggi un’ampia fetta degli appalti pubblici». Il richiamo a Tangentopoli lascia intendere che i diplomatici americani vedono un nesso storico fra le battaglie di Grillo e le indagini con cui Antonio Di Pietro diede vita al pool di Milano che portò al crollo della Prima Repubblica. Se allora l’impegno di Di Pietro riscosse l’attenzione dell’ambasciata in via Veneto - al punto che fu invitato a Washington e New York - ora c’è un parallelo interesse nei confronti di Grillo, badando alla sostanza di ciò che afferma più che al suo stile trasgressivo. «Grillo lamenta l’inefficacia delle agenzie governative, dei gruppi di cittadini e delle ong anti-corruzione, attribuendola al fatto che sono troppo piccole, limitate, locali per essere efficaci contro un fenomeno così vasto». A tali osservazioni uno dei diplomatici americani ribatte, «facendo notare a Grillo che il recente rapporto della Corte dei Conti sull’accresciuta corruzione non ha suscitato grande attenzione». La replica dell’ex comico è: «L’opinione pubblica è in stato comatoso».

Da qui il messaggio che Grillo consegna agli interlocutori americani: «Tutti i partiti e politici italiani sono illegittimi», di «centro, destra o sinistra», perché «arresti, indagini e conflitti di interessi li rendono incapaci o inadatti» senza contare che il sistema elettorale «basato sulle liste impedisce ai cittadini di scegliere chi votare». La sua proposta è il «boicottaggio del sistema politico» e per questo «sul suo blog chiede di non partecipare le elezioni politiche del 13 e 14 aprile» ma gli interlocutori americani vedono «il possibile germe di un nuovo partito nella decisione di consentire a candidati indipendenti alle elezioni amministrative di usare il suo nome», sostenendoli poi con il blog a patto che abbiano i tre requisiti necessari: nessuna carica precedente, fedina penale pulita e disponibilità a pubblicare online tutte le attività e transazioni svolte dopo l’eventuale elezione.

Nel 2008 il Movimento Cinque Stelle deve ancora nascere ma le dimensioni dell’impegno di Grillo sul web colpiscono l’ambasciata Usa. «Grillo è un grande sostenitore di Internet, il suo blog gli ha garantito una importante ribalta nazionale e internazionale - si legge nell’11° paragrafo - e lui vi vede un grande strumento per promuovere la trasparenza del governo» ritenendo che può «aiutare i cittadini a tenere d’occhio spese e attività dei politici locali» oltre al fatto di essere «il suo unico mezzo per organizzare eventi pubblici». Quando i diplomatici americani gli chiedono perché lo sviluppo di Internet in Italia segni il passo, Grillo risponde: «I grandi mezzi di comunicazione ne temono la concorrenza e i partiti politici non lo ritengono un mezzo sul quale investire».

Sono gli ultimi tre paragrafi del documento, intitolato «Commento» ad essere l’espressione dell’opinione di Spogli, dando la misura delle valutazioni di Washington, dove George W. Bush sta concludendo il secondo mandato. «Bene informato, competente sulla tecnologia, provocatorio e grande intrattenitore, Grillo è unico, una voce solitaria nel panorama politico italiano» scrive Spogli, sottolineando come «la sua opposizione allo status quo politico lo ha portato ad essere un escluso dai media» visto che «nessuna tv pubblica o privata lo menziona» ma ciò non toglie che «ha un grande potere di attrazione» come dimostrato dal «Vaffa...Day». Sono «gli studenti, chi vive male e chi si sente ignorato dal sistema» a costituire «il nucleo dei sostenitori di Grillo» anche se «alcuni banchieri ammettono di esserne affascinati». «Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche - conclude Spogli - ma nonostante l’incoerenza della filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove». Da qui la conclusione: «La sua unica miscela di humour aggressivo sostenuto da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne fa un interlocutore credibile sul sistema politico italiano».

Maurizio Molinari

Paolo Mastrolilli

torna all'elenco degli articoli
Copyright 2013 La Stampa