mercoledì 15 febbraio 2017

Sinistra-grillini l’impossibilità di un’alleanza (Sorgi)

LA STAMPA

Italia

Sinistra-grillini

l’impossibilità

di un’alleanza

Le dimissioni di Paolo Berdini da assessore all’Urbanistica della giunta del Campidoglio chiudono l’incresciosa vicenda che s’era aperta dopo le sue dichiarazioni alla “Stampa”: per quanto infatti Berdini avesse cercato di recuperare con una lettera al “Fatto quotidiano”, in cui rinnovava l’offerta di collaborazione alla sindaca, esponendo un suo personale programma edilizio, la Raggi era stata categorica fin dal primo momento. Respingendo “con riserva” le dimissioni dell’assessore che l’aveva definita impreparata al suo ruolo e, quel che è peggio, aveva allungato ombre sulla sfera personale dei rapporti con il suo stretto collaboratore Salvatore Romeo, la sindaca aveva chiaramente fatto intendere che l’assessore era giunto al capolinea. E anche di fronte al tentativo di Berdini di recuperare un filo di interlocuzione, aveva tagliato corto, mettendolo in pratica nelle condizioni di lasciare subito, prima ancora che si riuscisse a provvedere al suo rimpiazzo. Così l’uscita è maturata con le nuove “irrevocabili” dimissioni di ieri sera, accompagnate da un comunicato in cui l’ex-assessore provava a elencarne le cause politiche (le periferie della Capitale abbandonate da una giunta ormai tutta assorbita dal problema stadio), pur sapendo che non sarebbe servito a cancellare le vere ragioni della sua rottura con la Raggi e con i 5 stelle.

Il “caso Berdini” e il modo in cui s’è concluso sono serviti anche a dimostrare, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l’impossibilità di stabilire alleanze normali con M5s o di collaborare da esterni nelle amministrazioni conquistate dal Movimento. Non è un mistero che questa era stata, fin dall’inizio della legislatura, nel 2013, l’ipotesi di lavoro a cui si era accostata una parte del Pd bersaniano, di fronte alla “non vittoria” del proprio leader e all’ineluttabilità, per governare, dell’alleanza con il centrodestra. Il fallimento dell’incarico di governo a Bersani e dell’aggancio dei grillini aveva già fatto emergere l’indisponibilità del Movimento a qualsiasi genere di alleanza e insieme la superficialità con cui un pezzo di Pd aveva ritenuto di poter attrarre il Movimento, fondato sulla protesta e sull’antipolitica, in un’area di centrosinistra. Questo tentativo di esercitare una sorta di egemonia su M5s, approfittando delle dimensioni impreviste della vittoria romana e della difficoltà della sindaca di mettere insieme un’amministrazione in grado di gestire i problemi della città s’è ripetuto, in un certo senso, con l’ingresso di Berdini nella giunta Raggi, e successivamente, proprio in questi giorni, con la mobilitazione della sinistra radicale romana a favore di una ricomposizione della frattura con la sindaca: puntualmente rivelatasi impossibile, com’era da prevedere.

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Marcello

Sorgi