ebook di Fulvio Romano

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lunedì 20 luglio 2015

UN SOLO CIELO, TANTE TERRE... LA LUNA! Sabato 25 luglio 2015, Lingueglietta (IM, entroterra di San Lorenzo al Mare, 6 Km) , dalle ore 21.30.

UN CIELO, UNA TERRA..... LA LUNA!
Un cielo è sempre legato ad una terra. A Genova, a Torino, a Cuneo, come a Lingueglietta, come dappertutto. Ce lo confermano i detti contadini delle valli liguri od occitane, ce lo suggeriscono le tracce superstiti delle civiltà che al cielo davano importanza, che il cielo scrutavano sapendone leggere indicazioni per i lavori agricoli, per i riti del calendario, per la divinazione del tempo che farà.
Il modo più efficace e completo per osservare il cielo è sempre quello tradizionalmente usato, ad occhi nudi. La visione telescopica è affascinante, precisa, più dettagiata e profonda, ma isola: restringe il campo e cancella la metà sotto l’orizzonte.
Si ignora in genere che ad occhio nudo si possono scorgere e riconoscere la maggior parte dei pianeti, identificare alcuni ammassi stellari della nostra Galassia, intravvedere almeno un ammasso extragalattico e separare stelle doppie (Mizar e Alcor nel Gran Carro, ad esempio). Fino a giungere negli spazi siderali più profondi, quando si riesce a scorgere il batuffolo lattiginoso della Nebulosa di Andromeda, una galassia del tutto simile alla nostra, distante da noi più di due milioni di anni luce: l’oggetto più lontano visibile ad occhio nudo.
Un tempo la galassia di Andromeda era ben visibile ad occhio nudo fin dal centro delle nostre cittadine. Negli ultimi otto/dieci anni il cielo è stato così rischiarato che oggi a malapena vi si scorge la Luna, o poco più.
Dedichiamo pertanto alla Luna questo primo itinerario fotografico-astronomico (le foto sono del “grande” Giancarlo Vignale, che sabato 25 sarà - tra gli altri- con noi a Lingueglietta con i suoi prodigiosi strumenti astronomici)
foto 1) Cratere Copernico
foto 2) crateri Cassini, Eudosso e la Valle Alpina

il Link alla pagina della serata astronomica di sabato è http://www.facebook.com/events/116246375382760/
F. Romano

giovedì 16 luglio 2015

STARDUST MEMORIES 2. Lingueglietta, la campagna e il cielo.

STARDUST MEMORIES 2
LINGUEGLIETTA, LA CAMPAGNA, IL CIELO.
Lingueglietta era per noi la campagna. Strano che la trovassimo lì, a pochi passi dal mare, noi che eravamo partiti - come tutti i piemontesi- a cercare il mare, il sale, la nuotata. Invece furono le rane a farci capire che era lì la campagna, quella mitica, dei nostri ricordi infantili, delle prime - ormai lontane- notti passate fuori di città, tra lenzuola che sapevano di lavanda e vaghi flussi profumati di fieno.
Le rane - fu questo il primo richiamo contadino - che urlavano alla luna di notte - ci facevano pensare ad un sommerso misterioso e selvatico, un po’ come più tardi avremmo ritrovato nei quadri di Gianni Del Bue, con i loro esotici rinoceronti (!) che fanno uscire il corno dall’acqua delle vasche di Ponente. E poi l’anima contadina del paese ci aveva -per così dire- aggrediti quando, con la guida ruvida ma sapiente di Fifina , avevamo visitato quella che sarebbe diventata la nostra casa ("è in bella posizione, ha un ingresso romantico...!").
Un antro di sassi scomposti in cui svolazzavano enormi pipistrelli scuri che ci fecero abbassare la testa, perché - “certamente non è vero, ma non si sa mai"- le ratavouloire ti si attaccano ai capelli e ti “ammascano" come fossero perfide e mollicce streghe volanti.
Il terzo segno che era questa "la campagna" per antonomasia era il mandorlo che entrava pimpante da quella che allora era soltanto una breccia-finestra. Un mandorlo dalle foglie verde pisello in primavera, quanto mai vitale (c’è ancora oggi, ma rieducato, ridotto a siepe-salva-privacy) che ad ogni stagione ci costringeva a elaborate e ingombranti "potature verdi” che poi finivano in pasto ai conigli del paziente Giacômìn, ferroviere contadino, nostro gentile vicino e produttore di poche e preziose bottiglie del miglior vermentino del paese.
Ma fu lo spettacolo notturno del cielo stellato a convincerci che, per chi cercava il buio dei cieli d’antan, era quella una delle ultime Tule, un vero e proprio sogno “astronomico" ad occhi aperti. L’oscurità era allora totale, o quasi. Certo, non quella degli Anni ’50 o giù di lì, che come ci raccontava ”la Svizzera”, Jacqueline, era rotta nelle stradine del paese soltanto dalle torce attaccate ai muri. Jacqueline si era innamorata di Lingue, lei e la sua famiglia, dopo un viaggio in Grecia. Un amore sbocciato perché vi aveva ritrovato le pietre, gli ulivi, i paesaggi delle isole, insieme ai corpi atletici e bruni degli uomini e le movenze eleganti delle donne, che ancora erano use portare le brocche d’acqua in equilibrio sulla testa.
I carrugi di Lingue ora erano illuminati non più da torce ma da lanterne di ferro battuto, elettriche, eleganti e disposte strategicamente ad illuminare anche gli angoli bui. Fuori, al di là del limite esterno delle case-mura, nereggiava nella notte il mare, un largo buco buio da cui vedevamo però sbucare stelle che non eravamo mai riusciti ad osservare prima al loro sorgere. Uno spettacolo vedere il primo alzarsi sull’orizzonte di Orione e divertirsi a calcolare di quanto fosse cambiata dai secoli degli Egizi la sua data, che -per loro- era anche quella dell’arrivo dell’inondazione del Nilo.
La Via Lattea da Lingue riuscivamo di nuovo a vederla netta, come fossimo sulle nostre montagne, come in quella favolosa notte al rifugio Morelli, sotto l’Argentera, notte di stelle che nessuno poteva presagire foriera, il giorno dopo, di una settembrina e precoce tempesta di neve. 
Inutile dire che, quando una notte scorgemmo con orrore un faro arancione accendersi e sputare una luce invasiva e dispettosa dalla dirimpettaia collina delle “Batterie” fino alle nostre finestre ad ostacolare la nostra tranquilla ed irenica visione notturna, l’irritazione fu molta e non mancammo di esprimerla a Giuseppe, il consigliere comunale che rappresentava allora Lingue nel consesso di Cipressa. Ci guardavano, come succede a tutti gli amanti del cielo, se non matti, un po’ strani. La luce era ed è ancora simbolo del progresso e non era proprio il caso "che dei “cittadini” per di più “foresti" venissero qui ad ostacolare quello che a casa loro è, appunto, “di casa”, normale .”
(L’ora è di nuovo tarda e altre cose urgono)
F.R.

Nella foto: Tramonto sui monti dei Maures (Saint Tropez)

http://www.facebook.com/events/116246375382760/ (Link dell’evento: Il cielo di Lingueglietta, 25 luglio, ore 21)

lunedì 9 giugno 2014

Antiche tradizioni. San Clemente in processione a Lingueglietta (Imperia)

LA STAMPA

Imperia

LINGUEGLIETTA

Teca di S. Clemente

oggi in processione

dopo molti anni

Dopo decenni, i resti del corpo di San Clemente martire, custoditi in una teca in vetro con abbigliamento da soldato romano, saranno nuovamente portato in processione per il paese. Succede oggi a Lingueglietta, suggestiva frazione di Cipressa, quando alle 18 nella parrocchiale della natività di Maria il vescovo, monsignor Antonio Suetta, celebrerà la messa alla quale seguirà la processione con il santo nelle strade bardate di rosso (colore del sangue per ricordare proprio il martirio). Suonerà la banda musiciale di Pietrabruna. L’idea di riproporla è del parroco don Piero Lanza e dell’associazione culturale «Lingueglietta 1434». [m.c.]

mercoledì 8 maggio 2013

In Riviera 4 dei borghi più belli d’Italia (tra cui Lingueglietta)...

LA STAMPA

Imperia

In Riviera 4 dei borghi più belli d’Italia

Sono stati confermati nella classifica Apricale, Triora, Lingueglietta (frazione di Cipressa) e Cervo

Tutti confermati fra «I Borghi più belli d’Italia» i quattro centri della provincia di Imperia, Apricale, Triora, Lingueglietta (frazione di Cipressa) e Cervo, così come gli otto della provincia di Savona. E restano in «classifica» anche tutti gli altri della Liguria regione che, con 19 presenze, è seconda alla sola Umbria (22) e precede Toscana (16) e Marche (pure 16). Il Piemonte, tanto per guardare non troppo lontano, conta 11 borghi, la Lombardia 15.

Le buone notizie arrivano da Vipiteno (Bolzano) dove c’è stata una riunione del direttivo e l’assemblea nazionale che si sono protratte per tre giorni. Chi entra nell’associazione «I Borghi più belli d’Italia» può anche uscirne.

«Periodicamente - spiega il coordinatore regionale Filippo Gasco, vicesindaco di Cipressa - vale a dire circa ogni tre anni, i borghi vengono visitati e certificati. Devono rispondere ad alcuni parametri e raggiungere un determinato punteggio per garantirsi la permanenza nell’associazione».

Si guardano non solo gli aspetti architettonici e paesaggistici, ma anche la pedonalizzazione, la manutenzione e pulizia, l’assenza di antenne e tutto ciò che deturpa. Quest’anno due nuovi borghi sono stati ammessi ma quattro (Bard della Valle d’Aosta e altri del Centro e Sud Italia) cancellati. E ha rischiato anche Millesimo (Savona). A difenderlo è intervenuto, a spada tratta, lo stesso Guasco invocando al massimo un cartellino giallo anziché rosso. Nel giro di un anno il centro savonese dovrà però adeguarsi.

«Attualmente i borghi ammessi sono 217 - spiega Guasco -. E’ stato deciso, se possibile, e se tutti risponderanno ai parametri richiesti, di portarli a 250. E questo sarà un futuro il tetto massimo, un numero chiuso. Ci sono circa duecento richieste di ammissione. Ora questi centri dovranno essere visionati».

A Vipiteno, per tre giorni, l’associazione ha dibattuto vari temi. Tutti hanno confermato come dopo essere stati ammessi nei «Borghi più belli d’Italia» ci sia stato un sicuro indotto grazie alla promozione di un prodotto attentamente verificato e quindi certificato. A cominciare dallo stesso Vipiteno (o Sterzing nel nome tedesco) dove ha fatto gli onori di casa il sindaco Friedrich Karl Messner. «Sottolineando le qualità di un borgo - viene fatto notare - il marchio contribuisce moltissimo alla sua notorietà. I borghi doc, collegati in rete, sono infatti destinati a diventare una delle principali destinazioni d’Italia».

Ancora: se quelli d’Imperia e di Savona diventeranno una provincia unica, disporranno di ben dodici borghi certificati. La nuova provincia ne avrebbe più della Sardegna (3), Sicilia (7), Calabria (3), Campania (6), Puglia (9), Emilia Romagna (10) o Veneto (4) tanto per ricordare le regioni più grandi oppure grandi mete turistiche.

I centri nel Savonese che figurano nei Borghi più belli d’Italia sono, oltre a Millesimo, Castelvecchio di Rocca Barbena, Colletta di Castelbianco, Finalborgo, Laigueglia, Noli, Verezzi e Zuccarello.

marco corradi

Nella foto : il mar Ligure dal giardino di Lingueglietta


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