lunedì 24 luglio 2017

la convivenza possibile fra uomo e orso (R. Messner)

LA STAMPA

Cultura

la convivenza possibile

fra uomo e orso

È una questione di equilibrio. Ci sono troppi orsi. E l’orso è animale potente che ha bisogno di un proprio habitat, quindi di grandi aree. Non va certo a caccia dell’uomo ma se si sente minacciato può diventare pericoloso. Se aggredisce, allora bisogna fare qualcosa. Ci vogliono la scienza e la politica. L’etologo dica quanti orsi possono vivere in una determinata superficie abitata anche dall’uomo e il politico decida di conseguenza. Spetta alla politica far diventare realtà il necessario equilibrio. L’orso ha una forza spaventosa, più di dieci uomini e quando la sua vita incrocia troppo da vicino la nostra occorre decidere il da farsi.

Sono contrario al pensiero estremo, a quello che possiamo definire un fondamentalismo ambientale che indica priorità a orsi e lupi rispetto all’uomo. 

C’è chi addirittura sostiene che occorre mandare via l’uomo e tutelare i selvatici. Non ci siamo. È come il presidente Trump che dice: «Prima di tutto l’America». No, in qualsiasi caso prima di tutto l’uomo. Per questo insisto sull’equilibrio. Non parlo di uccidere, ma di limitare sì. Ci vuole un numero di sicurezza per orsi e lupi, di modo che non costituiscano un pericolo per l’uomo e le greggi. Gli esemplari in eccesso vengano catturati e portati in zone che possano accoglierli. Quando si va in Nepal o in Buthan si fa attenzione agli incontri con gli orsi perché sono territori molto vasti e poco popolati, quindi si è più attenti, avvertiamo maggiore timore. Da noi sulle Alpi, dove l’uomo ha popolato vaste zone questa paura diminuisce. E poi c’è il turismo, i rifugi, i sentieri ben tenuti, l’aumento di persone che frequentano la montagna. Turismo e orsi non vanno d’accordo, inutile girarci intorno.

Sono appena tornato dal Caucaso dove vivono parecchi orsi ma in territori in cui l’incontro con l’uomo è molto raro. In Trentino e in Alto Adige l’uomo vive in zone dove un tempo c’erano orsi e lupi. Chiediamoci il perché cent’anni fa i nostri avi hanno cacciato l’orso. Forse che la pecora non deve essere amata quanto un lupo? Un branco di lupi può ucciderne a decine in una sola notte. In Alto Adige, così come in altri territori alpini, ci battiamo da anni per il ritorno dell’agricoltura, perché esista un presidio produttivo sul territorio. Non si può vivere nel paradosso di combattere lo spopolamento della montagna e nello stesso tempo sostenere un ritorno non regolato di orsi e lupi. 

Il fondamentalismo ragiona come quel bimbo che tiene accanto a sé per dormire l’orsacchiotto di peluche. Ma gli orsi in natura non sono di peluche e hanno bisogno del loro spazio. E non possiamo concedergli il nostro, mettendo in secondo piano attività come agricoltura e turismo. Convivenza da calibrare perché non ci sia motivo di pericolo per l’uomo e il giusto habitat per gli animali.

Reinhold Messner


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