Abbiamo citato ieri molti detti relativi al 18 ottobre, san Luca. Abbiamo lasciato per oggi quello che forse è il più bello. Perché indica la più evidente svolta stagionale, la migrazione dei tordi che avviene sempre attorno a questa data e che non manca di stupirci...
Il detto è semplice, icastico:
" "A san Luca
'l tord a trabuca"
e cioè migra...
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venerdì 19 ottobre 2012
giovedì 18 ottobre 2012
Folklore Meteo. 18 ottobre, san Luca. La svolta stagionale.
18 ottobre, san Luca (primo secolo d. C.). Forse mesico di Antiochia, compagno di san Paolo, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, lo ricordiamo come soggetto di molti detti della cultura contadina diffusi in tutta Europa. Dimostrazione questa di una diffusione ed omogeneità di questa civiltà (ormai scomparsa) che durava fin dal Medioevo e prima ancora...
Cominciamo con un detto icastico, che in tre parole segna la scolta stagionale:
"A san Luc, l'invern l'è al such".
A san Luca l'inverno è al suc, e cioè alla radice, anzi più su, ormai quasi al tronco... dell'albero del tempo.
Sappiamo ormai che il buon contadino deve aver già seminato tutto:
"A san Luc ' bon masoè l'a semnà tut"
Se non l' ha ancora fatto, che si sbrighi a farlo, che faccia bello o che piova...:
"A san Luc, mol o sùit, semna tut"
Ma, come dicevamo, san Luca era un paletto stagionale ovunque. Per esempio in Castiglia:
"Por San Lucas, mata tu puercos y tapa tus cubas. "
E cioè: uccidi i tuoi maiali e tappa i tuoi tini... ( ché ormai il vino è al sicuro...)
Ma naturalmente il Nostro era noto anche in Francia:
"À la Saint-Luc la pluie du vallon,
fait de la neige sur le mont."
E quindi, se piove al piano però nevica in montagna..
Oppure:
"À la Saint-Luc sème dru, ou ne sème plus."
Semina fitto, oppure non farlo più...
E ritroviamo anche qui il riferimento alla terra, molle per la pioggia o dura per la siccità:
"À la Saint-Luc il faut semer, que la terre soit molle ou dure."
Raccomandazione di rito anche nella civiltà nostra occitana:
"Per san Lu
semeno, mòu o du"
Così anche in val d'Aosta, ad Oulx, si raccomandava di ripararsi dal freddo, ormai avanzante:
"Sen Luc aquattë toun nuc".
"A San Luca copri il tuo nido".
Oppure si comandava di togliere le rape dal campo e chiudere l'uscio di casa:
"Par Sen Luc chav ta rava e sèr toun ous".
Citiamo infine un detto toscano
"San Luca, cava la rapa e metti la zucca".
Cominciamo con un detto icastico, che in tre parole segna la scolta stagionale:
"A san Luc, l'invern l'è al such".
A san Luca l'inverno è al suc, e cioè alla radice, anzi più su, ormai quasi al tronco... dell'albero del tempo.
Sappiamo ormai che il buon contadino deve aver già seminato tutto:
"A san Luc ' bon masoè l'a semnà tut"
Se non l' ha ancora fatto, che si sbrighi a farlo, che faccia bello o che piova...:
"A san Luc, mol o sùit, semna tut"
Ma, come dicevamo, san Luca era un paletto stagionale ovunque. Per esempio in Castiglia:
"Por San Lucas, mata tu puercos y tapa tus cubas. "
E cioè: uccidi i tuoi maiali e tappa i tuoi tini... ( ché ormai il vino è al sicuro...)
Ma naturalmente il Nostro era noto anche in Francia:
"À la Saint-Luc la pluie du vallon,
fait de la neige sur le mont."
E quindi, se piove al piano però nevica in montagna..
Oppure:
"À la Saint-Luc sème dru, ou ne sème plus."
Semina fitto, oppure non farlo più...
E ritroviamo anche qui il riferimento alla terra, molle per la pioggia o dura per la siccità:
"À la Saint-Luc il faut semer, que la terre soit molle ou dure."
Raccomandazione di rito anche nella civiltà nostra occitana:
"Per san Lu
semeno, mòu o du"
Così anche in val d'Aosta, ad Oulx, si raccomandava di ripararsi dal freddo, ormai avanzante:
"Sen Luc aquattë toun nuc".
"A San Luca copri il tuo nido".
Oppure si comandava di togliere le rape dal campo e chiudere l'uscio di casa:
"Par Sen Luc chav ta rava e sèr toun ous".
Citiamo infine un detto toscano
"San Luca, cava la rapa e metti la zucca".
martedì 16 ottobre 2012
Da La Stampa di ieri: A san Luc, l’invern l’è al such...
La terza
settimana di ottobre era in genere quella della prima apparizione
invernale, delle prime avvisaglie della stagione fredda. Un detto
della meteorologia popolare riassume per tutti l'attesa di questi
primi sintomi del cambio di stagione: "A san Luc, l'invern l'è
al such". E cioè, al 18 di ottobre l'inverno è ormai alla
radice, si sta organizzando. Così, dopo gli ultimi frenetici
esercizi di semina che dovevano concludersi tra san Gallo (domani) e
san Luca (giovedì), per il mondo contadino l'apparizione delle prime
nevicate in quota era il segnale della nuova fase annuale che si
apriva. E una sua prima comparsa la neve di ottobre dovrebbe farla,
secondo previsioni, già questa mattina sulle Alpi dell'Ossola sulla
spinta dell'onda temporalesca in arrivo da Nord Est. Con le zone
settentrionali del Piemonte, l'alta Vallée e la Liguria più esposte
a questo nuovo fronte che supera le Alpi. Durerà poco, tuttavia. Già
dal pomeriggio le schiarite preannunciano una fase di debole rimonta
anticiclonica che sarà caratterizzata da una variabilità senza
piogge di rilievo. Fino almeno a venerdì. Sul prossimo fine
settimana, anche se i principali modelli di previsione sono ancora in
dubbio, grava infatti la minaccia di un consistente apporto
perturbato nord atlantico. Se riuscirà a superare e aggirare le Alpi
porterà piogge abbondanti, specie sulle province settentrionale e la
Liguria.
romano.fulvio@libero.it
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