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venerdì 8 dicembre 2017

Cuperlo: giusto alzare l’indennità, il governo deve ascoltare

LA STAMPAweb

Italia

“Rottamiamo i pasdaran attorno a Renzi
o andiamo a sbattere contro un muro”

Cuperlo: giusto alzare l’indennità, il governo deve ascoltare

«Se non c’è subito una correzione di rotta, il Pd alle elezioni rischia di andare contro un muro», avverte Gianni Cuperlo, della sinistra dem. 
Che giudizio dà sul ritiro di Giuliano Pisapia dalla coalizione? «Provo amicizia e stima verso Giuliano. Si è proposto come federatore di un campo che invece è imploso. Bisogna prenderne atto e affrontare la campagna elettorale con due sinistre di governo divise. La sola certezza da non rimuovere è che l’avversario è a destra e non la forza più vicina a noi». Renzi sostiene che si possa andare comunque avanti con altri partner minori. «Vorrei che rispondessimo a un principio di verità. A oggi il centrosinistra non c’è più ma se siamo arrivati a questo è anche per ragioni che precedono il tentativo di Pisapia. Penso a tante, troppe, rotture fino allo strappo sulla legge elettorale. Avevo supplicato il Pd di aprire al voto disgiunto perché era il modo di non chiudere ogni spiraglio verso una coalizione più ampia e flessibile. Si è pensato che fatta la legge tutti sarebbero scesi a patti. Che miopia!». Di chi è la responsabilità ? «Quando ci si spezza, una quota di responsabilità ricade su ciascuno. Ma se parliamo del Pd vedo una inadeguatezza e una mancanza di sensibilità del gruppo dirigente che ha portato all’isolamento di adesso. Il referendum e le urne lo hanno certificato più volte ma si è preferito non vedere». Renzi rivendica i risultati del suo governo e di quello attuale. E’ mancata l’autocritica? «Io rivendico le cose positive di questi anni. Ora chiedo a Renzi e Gentiloni di non mollare la presa e approvare fine vita e ius soli. Ma non si possono ignorare limiti e errori che hanno segnato riforme vissute da molti come delle ferite. Di questo non ci si è voluto far carico, ma non puoi per anni ignorare o aggredire la sinistra, dentro e fuori al Pd, salvo poi mandare Fassino a cercare un’intesa a tempo scaduto». Crede che Renzi dovrebbe fare un passo indietro e lasciare la guida della coalizione ad altri? «Credo che si dovrà discutere di tutto. Al gruppo dirigente chiedo buon senso e cura verso un progetto, il Pd, che non è proprietà di qualcuno». Se verrà convocata una direzione in tempi rapidi quali critiche e suggerimenti muoverà? «Si cambi registro sulle riforme. Se diciamo “meno tasse per tutti” tanti voteranno l’originale. Noi siamo quelli che devono colpire gli evasori e allargare i diritti. Non si fanno vere riforme senza la parte di società che scegli di promuovere e se vuoi rappresentare la sinistra non puoi denigrare la Cgil, additandola per anni come ostacolo tra mercato e modernità. Si rottamino i pasdaran che troppi danni hanno prodotto. Sarebbe la premessa per poter ricostruire il giorno dopo». Si sente ancora a casa nel Pd? «Ho scelto di restare dicendo dei sì e dei no. Alcuni mi sono costati, ma non ho mai piegato le mie convinzioni all’opportunismo o al trasformismo. Quando ti accorgi che stai andando contro un muro devi fermarti e invertire marcia: è quello che chiedo ora». Alla Camera, contro il parere del governo, il Pd ha votato un emendamento che aumenta l’indennità per i licenziati. «Un fatto positivo, che ha migliorato la manovra. Si è rispettata l’autonomia del Parlamento. Il governo ora deve prenderne atto». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
ANDREA CARUGATI

mercoledì 1 febbraio 2017

Hasta la sconficta

LA STAMPA

Prima Pagina

Hasta la sconficta

Gianni Cuperlo (è vero, non bisognerebbe mai cominciare una rubrica con la parola Cuperlo, scoraggia la lettura, ma Cuperlo è simpatico e intelligente, fidatevi), insomma Gianni Cuperlo ha detto che Benoît Hamon, vincitore delle primarie socialiste in Francia, è «un ammonimento per il Pd», e anche per «una sinistra che ha detto troppi sì alle ricette dei nostri avversari». Un po’ come Walter Veltroni («Con José Luis Zapatero il pendolo della storia sta tornando a oscillare verso la nostra direzione») poco prima che l’esercito di Zapatero sparasse sui clandestini; e un po’ come Massimo D’Alema («Caro Blair, la tua straordinaria vittoria premia quella sinistra che ha avuto il coraggio di rinnovarsi») poco prima che Blair facesse la guerra a fianco di George W. Bush; e un po’ come Bersani («La vittoria di François Hollande può essere un passo determinante per invertire il ciclo disastroso della destra»), poco prima che Hollande andasse nei consensi sotto Marine Le Pen; e un po’ come Stefano Fassina («Renzi dovrebbe imparare dal discorso di verità che Syriza e Tsipras fanno»), due ore prima che Tsipras si consegnasse alla Trojka; e un po’ come D’Alema, di nuovo lui («la vittoria di Barack Obama è la sconfitta della cultura di Silvio Berlusconi»), molto prima che Obama, sconfitta la cultura di Berlusconi, vedesse sorgere la cultura di Donald Trump. Ecco, siamo proprio curiosi di vedere quale carognata combinerà adesso Hamon alla sinistra italiana. 

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Mattia Feltri


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venerdì 6 dicembre 2013

Sentito Cuperlo a La 7: è preparato, serio, capisce di economia e dipolitica...

E quindi, in questi tempi di sbruffoni, perderà

È incredibile come oggi i mass media possano nascondere la verità, in politica e non solo... Da mesi Renzi, il toscano, ci viene ostentato come il nuovo, il giovane , il rivoluzionario ... In realtà, come si è visto bene da Santoro è uno che da usare bene i media, che ripete a noia i soliti slogan imparati a memoria e dietro il quale in realtà c'è gente come il Serra finanziere (che alla Leopolda ha detto impunemente che la rovina dell'Italia sono i pensionati che - dopo aver lavorato per 40 anni pagando i contributi - sono andati in pensione col sistema retributivo!). Mi ha stupito come Cacciari non abbia zittito il Pieraccioni del PD forse perché avrà pensato: meglio che niente! E in effetti in molti abbiamo guardato a Renzi ai tempi di Bersani come ad un'ancora di salvezza. Ma perché c'era Bersani... (mi piacerebbe leggere la sua tesi di Filosofia...!?). Adesso, man mano che i mass media sono costretti a sussurrare le tesi nascoste  del sindaco toscano emerge invece come sia in effetti uno che con la sinistra ha a che fare come i cavoli a merenda... anche perchè,  a parte le sue posizioni sulle pensioni che vuole distruggere ( il suo esperto economico lo teorizza) sembra in mano di qualche nuovo apparato che si è formato...
Una sorpresa invece il triestino Cuperlo. Non lo favoriscono la voce un po'chioccia, il ciuffo incollato sulla fronte, la buona educazione che gli impedisce di dar sulla voce e soprattutto non lo favorisce l'appoggio mortifero di D'Alema e di Napolitano, ma è l'unico forse preparato, serio, che crede veramente in ciò che dice... Per questo probabilmente perderà...
Ma se siete pensionati o sperate di diventarlo, vi viene voglia di andare a votarlo...