giovedì 26 gennaio 2017

La Stampa - Prima Pagina ( Mattia Feltri)



Prima Pagina

Viva i traditori

C’è stato un tempo in cui Beppe Grillo invocava «la soppressione dei partiti politici» citando un monumento della democrazia europea, Simone Weil. Forse una lettura lontana, perché Simone Weil voleva la soppressione dei partiti per liberare i parlamentari dal dominio del capo, o della struttura, che imponesse come pensare e votare. Chi pensa e vota da sé, diceva Weil, sarà accusato «di tradimento. I meno ostili direbbero: “Perché allora hai aderito a un partito?”». Che oggi Grillo, alimentando inconsapevolmente i timori di Weil, voglia l’introduzione del vincolo di mandato, e cioè l’obbligo di dimissioni all’eletto che fa secondo coscienza (se ne ha una), non stupisce: fa parte di una visione politica, per quanto inafferrabile. Che si associ Silvio Berlusconi col suo partito, che secondo una teoria ormai annacquata sarebbe liberale, preoccupa di più. In Europa soltanto il Portogallo ha vincolo di mandato; ma soprattutto ci si chiede a che servirebbe il Parlamento, dove si parla e si discute, appunto, per esporre idee con cui cambiare quelle altrui. Se le idee per legge non possono cambiare, il Parlamento non serve. Fin qui la parte nobile. Poi ce n’è una ignobile: è vero che molti dei nostri parlamentari non hanno mutato pelle per elevata caratura etica, ma per bassa convenienza. Però finché c’è libertà ci sono anche i traditori, quando di traditori non ce ne sono più significa che è finita la libertà. Viva i traditori, dunque, ma anche questo lo aveva già detto Simone Weil. 

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Mattia Feltri