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lunedì 14 luglio 2014

Il "ponte della Bastiglia" intasa di Tir Ventimiglia e Autostrada

LA STAMPA

Imperia

CONFINE SI PROFILA una giornata di passione, mobilitati polizia stradale e ausiliari del traffico

Centinaia di Tir “assediano”

Ventimiglia e l’autostrada

Fino alle 22 divieto di transito in Francia, autoporto completo già da sabato

Ventimiglia, il confine e l’autostrada, assediati da centinaia e centinaia di Tir impossibilitati ad entrare in Francia. Il motivo è il «ponte» della Bastiglia che dopo il fine settimana di stop, ormai consuetudine, oggi vede il divieto di circolazione sulla rete autostradale transalpina per i «bisonti della strada» fino al calare del sole (alle 22). Il tutto esaurito all’autoporto della città di confine si è già registrato nella serata di sabato. Gli autoarticolati sono stati sistemati un po’ dappertutto dalla polizia stradale dagli ausiliari del traffico. Nel piazzale della barriera di pedaggio di Ventimiglia, nelle aree di sosta degli autogrill delle province di Imperia e Savona, lungo la statale 20 della Valle Roja.

L’uscita dall’Autofiori a Ventimiglia è diventata obbligatoria e i tabelloni luminosi già a Savona riportavano ieri «Autoporto completo». Se l’autoporto si è improvvisamente rianimato per la presenza delle centinaia di Tir sono scattati anche una serie di controlli per la sicurezza della «cittadella dei camionisti» che potrebbe arrivare a contare circa 400 persone di Paesi diversi. La situazione potrebbe peggiorare nella giornata di oggi che con la libera circolazione in Italia potrebbe vedere un lungo serpentone di autoarticolati raggiungere la città di confine per sistemarsi un po’ dappertutto in attesa del via libera all’ingresso in Francia. Le pattuglie della stradale e gli ausiliari del traffico sono già stati «precettati» per favorire le operazioni di «ripartenza» con un lungo convoglio di Tir che prenderà la via della Francia e un altrettanto poderoso «serpentone» in arrivo a Ventimiglia per le destinazioni italiane delle merci.

giulio gavino


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domenica 5 maggio 2013

Mafia e rifiuti speciali nella centrale a Biomasse di Bevera di Ventimiglia?

Da la Stampa di Imperia


Imperia
VENTIMIGLIA PER GLI INQUIRENTI SAREBBERO STATI BRUCIATI MATERIALI «SOSPETTI»


Nel mirino le ceneri della centrale


I magistrati dovrebbero disporre alcune operazioni peritali per stabilirne la composizione


Come erano composte esattamente le ceneri prodotte dalla centrale a biomasse Energy Green di Bevera e secondo i carabinieri e l’Antimafia smaltite illegalmente? Sono quelle ceneri ad essere nel mirino. Nei prossimi giorni i magistrati che hanno iscritto nel registro degli indagati tre imprenditori del Ventimigliese (Sergio Carminati, titolare sia della Cava sia,con altri soci, della centrale, Stefano Gastaudo della Gbl, Claudio Agnese della Itagro) e uno del Savonese (Adolfo Pastorino, della ditta Benarco, il tecnico che ha realizzato la centrale e doveva fornire il legname da bruciare per produrre energia elettrica) dovrebbero disporre alcune operazioni peritali per stabilire l’esatta composizione e la eventuale pericolosità di queste ceneri. L’accusa è attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.

In sostanza, per gli inquirenti sarebbero stati bruciati materiali «sospetti» e le ceneri di questi sarebbero state smaltite in modo illegale. Addirittura attraverso una condotta realizzata ad hoc che dalla centrale a biomasse (posta sotto sequestro con il blitz di venerdì) andava alla vicina Cava Bergamasca. Per i militari, le ceneri sarebbero state dirette anche alla Itagro di Camporosso (i cui archivi sono andati bruciati in un attentato a dicembre 2012). I carabinieri del Comando provinciale di Imperia, coordinati dal maggiore Paolo Cambieri, procedono nel più stretto riserbo e anche il blitz di venerdì è arrivato come un fulmine a squarciare le normali attività delle aziende coinvolte. L’indagine è molto ampia e non è nemmeno escluso che nelle prossime settimane possa ampliarsi la rosa delle persone coinvolte. Chi era a conoscenza del condotto per le ceneri? Questa è un’altra questione chiave, così come la composizione dei fanghi di un «lago» situato vicino aalla Cava.

lorenza rapini

sabato 9 marzo 2013

Il passo del Cornà, il passo della speranza.

Da La Stampa di Imperia

Imperia

Marcia sul sentiero
percorso dagli ebrei
per sfuggire ai nazisti



Anche i sentieri non sono tutti uguali. Ci sono quelli che sono stati attraversati dalla storia, anzi dai drammi della storia. Prendiamo quello tra Villatella, frazione ventimigliese e Passo del Corna a 1042 metri di altitudine, tra i mondi di Italia e Francia. È un autentico sentiero della memoria: alla fine degli anni 30 fu utilizzato dagli ebrei in fuga dall’Europa dell’est sempre più sotto influenza nazista, che cercavano di passare in Francia attraverso l’Italia fascista. Poi, durante la guerra, fu una via di fuga, questa volta verso l’Italia, per altri ebrei che fuggivano dalla Francia occupata dai nazisti. E il destino del sentiero non è cambiato neppure ai giorni nostri. Due anni fa fu usato da profughi afghani che cercavano di passare in Francia.

Non a caso domani, proprio attraverso quel sentiero, si svolgerà la marcia «Passi per Ricordare» in occasione del 75’ anniversario dell’emanazione delle leggi razziali in Italia. Una pagina nera della storia d’Italia anche se proprio quel sentiero dimostra come l’applicazione delle leggi razziali, in Italia ebbe facce contradditorie.

Attorno a quel sentiero si scatenò, fra il 1938 e il 1940. una sorta di guerra senza armi tra Italia e Francia. L’Italia voleva far espatriare le migliaia di ebrei dell’est, tra cui nomi famosi come il poeta tedesco Walter Benjamin, che stazionavano tra Sanremo e Ventimiglia in attesa di poter passare la frontiera. Lo fecero attraverso quel sentiero (non è un mistero che fu sistemato proprio dalle guardie confinarie per favorire l’espatrio) o via mare. Dall’altra parte i francesi cercavano di opporsi. Spesso con poca convinzione. Una storia che sarebbe continuata in senso inverso durante la guerra, dopo l’8 settembre, quando migliaia di ebrei che avevano vissuto sulla costa e nell’entroterra francesi protetti dalle truppe di occupazione italiana (alcuni villaggi, celebre Saint Martin de Vesubie, diventarono rifugi di serenità per gli ebrei in un’Europa preda del nazismo) cercarono salvezza in Italia al seguito delle truppe italiane in rotta.

Una «memoria» che domani ripercorrerà quel sentiero. Ritrovo alle 8,30 a Villatella e alle 9 a Castellar in Francia e raduno alle 12 al Passò della Cornà. Parleranno Carlo Spartaco Capogreco considerato tra i più grandi esperti europei della Shoah e Jean-Louis Panicacci, docente universitario a Nizza, storico della Costa Azzurra in guerra. «L’obiettivo - spiega Paolo Veziano, storico della Shoah in Riviera - è di far diventare questa marcia un appuntamento fisso annuale. Per non dimenticare».

BRUNO MONTICONE

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