Italia
Il vignettista racconta la sua malattia: “Mi aiuta il pc”
Arriva da Firenze in treno, seconda classe «perché la gente è più simpatica», al bar chiede un chinotto Lurisia ma non c’è e allora uno Spritz ma con il Select», un bitter vintage che per fortuna c’è e questo lo fa molto contento. Incontriamo Sergio Staino sulla terrazza della Basilica Palladiana di Vicenza, un tempio per chi ha una laurea in architettura come lui. Ma gli studi non c’entrano, Staino è qui per parlare di satira e malattia, nel suo caso una quasi cecità che lo accompagna dalla nascita del suo alter ego di carta, quel Bobo con gran naso e occhiali che ben incarna tante sue contraddizioni quotidiane, l’umorismo compatibile con la malinconia, l’ottimismo con la delusione.