ebook di Fulvio Romano

mercoledì 10 ottobre 2018

Il primo passo ( dello Stato autoritario)

LA STAMPA

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Il primo passo

La sicurezza viene prima dei diritti, ha detto ieri mattina in tv Edoardo Rixi, sottosegretario della Lega. Nessuno è sobbalzato, in studio, e probabilmente nessuno è sobbalzato a casa. Rixi stava parlando del ponte di Genova, in perfetta buona fede (che noia questa buona fede), e stava postulando il disastro. Lo chiamo disastro, altri lo chiamano fascismo, ma la definizione non è importante: non torneranno le camicie nere, i cerchi di fuoco, i balilla, la storia si ripete ma non copia mai da sé stessa. È invece vero che nell’anima italiana l’illiberalismo è sempre stato una scorciatoia e un sollievo, per tutti. Siamo pieni di leggi illiberali in nome della sicurezza: buona parte della legislazione antimafia è illiberale, ma c’è l’emergenza mafia; i sequestri preventivi dei beni dei (presunti) corrotti sono illiberali, ma c’è l’emergenza corruzione; le leggi antiproibizioniste sulla droga sono illiberali, ma c’è l’emergenza droga. Spesso, e non soltanto in Italia, si sacrifica qualche diritto in nome dell’emergenza e della sicurezza. Sono quote forse sopportabili, come fumare tre sigarette al giorno a corredo di una vita sana. Già è arbitrario decidere quali sono le emergenze e come affrontarle, ma quando le emergenze si moltiplicano o addirittura si ingigantiscono - l’immigrazione, la criminalità, i rom, le occupazioni abusive, i confini, i tecnici dei ministeri, la stampa, ora perfino la ricostruzione dei ponti - e a ognuna si dà una risposta illiberale, perché la sicurezza viene prima dei diritti, allora lo Stato autoritario ha già compiuto un passo.